la giornata dei mercati

Borse volatili in vista del voto inglese, scivolone del petrolio

di Eleonora Micheli

Reuters

5' di lettura

Seduta dominata dalla volatilità per le Borse europee (segui qui l'andamento dei principali listini), oggi condizionate anche dallo scivolone del petrolio, in calo di oltre il 4%. Sale intanto l’attesa per la giornata chiave di domani, quando non solo gli inglesi si recheranno alle urne, ma a Tallin si riunirà il consiglio direttivo della Banca centrale europea, mentre Oltreoceano l’ex capo dell’Fbi licenziato dal presidente americano Donald Trump, James Comey, sarà sentito in audizione al Senato. Milano, che ha più volte cambiato la direzione di marcia dopo una mattinata di significativi rialzi, ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,10%.

Banche in ordine sparso, in Spagna occhi puntati su Santander

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Piazza Affari ha risentito dell’andamento volatile delle banche, un settore che tra l'altro rimane sotto i riflettori anche dopo le notizie provenienti dalla Spagna, dove dopo mesi di lotta per la sopravvivenza, il Banco Popular ha evitato il fallimento passando sotto il cappello del colosso Santander per il simbolico prezzo di 1 euro.

La banca guidata da Ana Botin prevede un aumento di capitale da 7 miliardi, che si terrà il mese prossimo, per rimettere in salute il Popular, gravato da 37 miliardi di prestiti tossici al settore immobiliare. La numero uno del Santander, Ana Botin, ha annunciato che in realtà saranno necessari anche 7,9 miliardi di accantonamenti per risanare i disastrati conti del Banco, 7,2 dei quali destinati agli asset e ai prestiti nel real estate. Il Santander ha perso lo 0,88%. A Milano si sono salvate dalle vendite le Unicredit (+0,98%) e le Banca Pop Emilia Romagna (+0,19%), mentre hanno perso punti tutti gli altri titoli bancari, con Banco Bpm che ha lasciato sul parterre lo 0,88%.

Ben richiesta Banca Generali, debole Banca Mediolanum
Nel settore del risparmio gestito, sono andate bene le azioni di Banca Generali (+2,5%), spinte dai dati sulla raccolta di maggio, diffusi ieri nel tardo pomeriggio e risultati superiori alle previsioni, anche se il gruppo ha registrato una raccolta netta di 669 milioni in maggio, in calo del 3,3% rispetto ad aprile. Il saldo da inizio anno è salito a 3,2 miliardi (+34% su base annua). Banca Mediolanum ha invece registrato un calo dello 0,6%, dopo i dati sulla raccolta di maggio positiva per 311 milioni che porta a 1.998 milioni il totale da inizio anno, livello che si confronta con i 2.676 milioni della stessa frazione del 2016. In particolare la raccolta netta in fondi e gestioni si è attestata a maggio a 617 milioni, mentre il risparmio amministrato ha registrato deflussi per 267 milioni.

Bene Prysmian dopo indicazioni positive per prossimi anni
Sono state ben comprate le Prysmian (+2,7%), che hanno beneficiato delle notizie emerse dalla conferenza Offshore Wind Energy 2017 che si è tenuta a Londra. La società ha fornito conferme positive soprattutto in merito alla solidità del mercato dei cavi sottomarini per i quali ci si attendono ordini medi annui per 2,4 miliardi di euro nel triennio 2017-19 a fronte di una media storica di 2,2 miliardi. In questo quadro un contributo importante al rafforzamento verrà dal settore eolico offshore. Prysmian ha confermato la volontà di raggiungere la leadership in tutti i vari segmenti dei cavi sottomarini mentre ha sottolineato di attendersi nel 2019-20 i primi ordini per il progetto con Suedlink in Germania.

In rialzo Fca, St e Fineco, giù Eni

Si sono distinte le Stmicroelectronics (+3,79%) e anche le Fiat Chrysler Automobiles , salite dell'1% nel giorno del Salone dell'auto a Torino. Sono inoltre andate bene le Finecobank (+1,2%) e leA2a (+0,67%), mentre hanno ingranato la retromarcia le Eni (-1,99%), risentendo dell'andamento debole del greggio, che invece non ha frenato Saipem .

Mediaset ai minimi da sei mesi

Mediaset ha perso lo 0,92%, dopo essere arrivata a salire di oltre l’1,5% in giornata. Le azioni, ai minimi da sei mesi, dell’azienda del Biscione continuano a pagare dazio all’incognita sulle mosse di Vivendi sul proprio pacchetto azionario (al 29,94% dei diritti di voto e al 28,8% del capitale) per adeguarsi alle richieste Agcom, che tra l’altro entro il 18 giugno vuole sapere la road map del gruppo francese per uscire dall’impasse e mettersi in regola. Intanto la stessa Mediaset ha formalizzato la proposta alla prossima assemblea dei soci del 28 giugno di approvare la delega al cda per l'acquisto di azioni proprie su un massimo del 10% del capitale sociale.

La decisione, da interpretare anche in ottica difensiva contro Vivendi qualora il gruppo transalpino non facesse marcia indietro nel capitale, dovrebbe fornire supporto alle azioni. Intanto negli ambienti finanziari circolano indiscrezioni in base alle quali i francesi proveranno in prima battuta a giocarsi la carta di proporre il congelamento dei propri diritti di voto per la quota eccedente il 9,9% e procedere contestualmente con l'impugnazione del provvedimento dell'Authority davanti al Tar del Lazio. Sul fronte dei diritti sul calcio, invece, è emerso che l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato si è riservata di decidere sull'esposto presentato da Mediaset contro il "bando" per i diritti della Serie A per le licenze tv dei campionati di Serie A 2018-21.

Petrolio in picchiata del 4%

Giornata nera per il prezzo del petrolio, che ha iniziato a perdere quota con convinzione nel pomeriggio, dopo il dato sulle scorte americane: il wti contratto con consegna a luglio, è sceso sotto i 47 dollari al barile (segui qui Brent e Wti). In più a pesare sull'oro nero rimane l’incertezza per la delicata situazione in Medio Oriente, dopo la notizia choc dei giorni scorsi sull’isolamento del Qatar da parte delle altre nazioni del Golfo, convinte che il Paese finanzi il terrorismo. Nel frattempo anche nelle ultime ore ci sono stati attacchi in Iran.

Nel dettaglio negli States nella settimana conclusa il 2 giugno scorso le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono inaspettatamente salite per la prima volta dopo otto settimane di fila in calo. L'aumento è stato di 3,295 milioni di unità, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 3,5 milioni, dopo la discesa di 6,428 milioni di unità nella settimana precedente. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono cresciuti a 3,324 milioni di unità dopo il ribasso di 2,858 milioni di barili dei sette giorni precedenti e la flessione prevista di 200.000 unità. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono salite di 4,355 milioni di unità dopo il rialzo di 394.000 barili della settimana precedente e l'aumento atteso di 400.000 unità. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 94,1% contro il 94,8% atteso e il 95% raggiunto sette giorni fa.

Euro stabile, spread sopra i 200 punti

Sul fronte dei cambi, l'euro è rimasto abbastanza stabile rispetto alle principali valute (segui qui i principali cross). Lo spread tra titoli di stato italiano e tedeschi a dieci anni è invece volato sopra i 200 punti, risentendo anche delle indicazioni dell'Ocse che ha dato una sforbiciata alle previsioni sull'economia italiana per l'anno prossimo. Nel dettaglio l'organizzazione internazionale ha confermato la crescita del pil italiano all’1% per quest’anno, ma ha tagliato le previsioni per l’anno venturo dall’1% allo 0,8%. Si tratta purtroppo del dato peggiore tra tutti i maggiori paesi dell’area Ocse. Secondo l’organizzazione internazionale a pesare sulla congiuntura italiana del 2018 sarà una correzione dei conti pubblici. In più l’economia italiana «sta funzionando ben al di sotto del suo potenziale e la ripresa resta fragile», ha sottolineato l’Ocse. Sempre oggi l'Istat ha rivelato che ad aprile le vendite al dettaglio hanno registrato una lieve flessione come valore, diminuendo dello 0,1% rispetto al mese precedente e sono rimaste invariate in quantità. Rispetto all’aprile 2016, le vendite al dettaglio sono salite dell’1,2% in valore e dello 0,3% in volume.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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