la giornata dei mercati

Borse zavorrate dall'euro forte. A Milano corrono Bper e Banco Bpm

di A. Fontana e C. Di Cristofaro

(Bloomberg)

4' di lettura

Si chiude all'insegna della debolezza la penultima seduta dell'anno delle Borse europee, penalizzate dalla forza dell'euro salito oggi sui massimi da un mese nel cross con il dollaro. La divisa unica ha toccato un top di seduta sul finale a 1,1952 (da 1,1889 di ieri), livello che non vedeva da fine novembre, pesando sulle società maggiormente esposte negli Usa. Intanto la Bce, nel Bollettino mensile, ha confermato le stime di crescita per il periodo 2017-20 e ha ribadito che, nonostante una solida espansione dell'attività, restano necessarie misure di stimolo dell'inflazione. I listini azionari, che non hanno approfittato del segno positivo a Wall Street, si avviano comunque a chiudere l'anno con rialzi a doppia cifra. Le Borse europee hanno chiuso sui minimi di giornata, complice la fiammata sul finale dell'euro (qui i principali indici), mentre il petrolio ha perso terreno dopo i dati sulle scorte americane, calate più delle attese.

A Milano ancora in luce Banco Bpm, giù Fiat

Loading...

Milano archivia la giornata con il FTSE MIB in calo e sui minimi di giornata, con alcuni bancari in evidenza. In cima al listino Banca Pop Er e Banco Bpm ancora protagonista, dopo che la Bce ha comunicato i requisiti prudenziali per il 2018, interpretati dal mercato come una sostanziale promozione al piano di riduzione del rischio della banca. Per il Banco Bpm, tra l'altro oggi è stato siglato il closing della vendita ad Anima del 100% di Aletti Gestielle per 700 mln. Bene anche Unicredit e Banca Generali, segno meno invece per Ubi Banca mentre Mediobanca si è spostata poco dai livelli di avvio eIntesa Sanpaolo . In coda al listino, invece Fiat Chrysler Automobiles: a pesare, il calo del dollaro e le prese di profitto dopo i recenti record. In Cina, inoltre, sono stati richiamati 19.500 veicoli a causa di airbag potenzialmente difettosi prodotti dalla giapponese Takata. Tra i titoli migliori, nuovo record per Moncler che aggiorna i massimi storici (26,5 intraday, 26,4 in chiusura): il titolo in un anno ha guadagnato quasi il 60%. Ben comprate oggi anche le Generali e le Pirelli & C.

Wall Street in lieve rialzo nonostante dato sussidi peggiore di attese

La seduta a Wall Street è in lieve rialzo con i titoli di aziende legate al settore energetico come Chesapeake Energy a fare da traino. I volumi restano sottili in questa settimana festiva. Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono rimaste a quota 245.000, peggiore delle stime ma a livelli storicamente bassi. In novembre, inoltre, il deficit commerciale degli Stati Uniti è cresciuto, anche se si tratta del dato preliminare, introdotto nel 2016 e che esclude i servizi, categoria che solitamente tende a essere favorevole per gli Stati Uniti. Il dato complessivo e finale sarà pubblicato il 5 gennaio. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio, comunque, il deficit è aumentato del 2,3% a 69,68 miliardi di dollari.

Euro ben sopra 1,19 dollari. Petrolio in calo dopo le scorte Usa

Sul fronte valutario, l'euro avanza sul dollaro: già ieri il biglietto verde americano si era riportato in area 1,19 per un euro (per poi segnare a 1,1889 in serata) con le vendite favorite dal calo della fiducia dei consumatori, in base all'indice redatto dal Conference Board. La moneta unica è arrivata a quota 1,1952 sui massimi da un mese. In calo le quotazioni del barile di petrolio. Nella settimana conclusa il 23 dicembre le scorte negli Stati Uniti sono calate di 4,609 milioni di unità a 431,882 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 3,7 milioni. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono aumentati di 591mila unità a 228,374 milioni di barili, dopo l'aumento di 1,237 milioni di barili dei sette giorni precedenti e la salita prevista di 600mila unità. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono aumentati di 1,09 milioni di unità a 129,935 milioni di barili, dopo l'aumento di 769.000 barili della settimana precedente e il ribasso di 500.000 unità previsto.

Bce: crescita solida e generalizzata, ma inflazione da stimolare

Intanto, nel bollettino economico mensile, la Banca centrale europea ha sottolineato che «l'espansione dell'attività continua a essere solida e generalizzata nei diversi Paesi e settori» e ha confermato le stime di crescita del Pil pari al 2,4% annuo nel 2017 e al 2,3% nel 2018. Francoforte comunque evidenzia che «allo stesso tempo, le pressioni interne sui prezzi rimangono nel complesso moderate e devono ancora mostrare segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo». Per questo, «il Consiglio direttivo ha concluso che un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario affinchè le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell'inflazione complessiva nel medio periodo».

Btp, collocati 1,5 mld a 10 anni, rendimento 1,86%

Tassi in risalita all'asta dei BTp decennali. Il rendimento dei BTp scadenza primo agosto 2028, offerti dal Tesoro in tredicesima tranche, e' risalito all'1,86%, 13 punti base al di sopra del tasso dell'asta precedente. Assegnato l'intero importo offerto pari a 1,5 miliardi. Il prezzo di aggiudicazione è stato di 101,70, il rapporto di copertura dell'asta di 1,82. Tassi in lieve risalita anche all'asta dei BTp a cinque anni. Il rendimento lordo si e' attestato allo 0,6% dallo 0,59% dell'asta di ottobre. Per il BTp primo agosto 2022, offerto in nona tranche, il rapporto di copertura, indica la Banca d'Italia, e' stato di 1,74. Assegnati titoli per 2,41 miliardi a fronte di un'offerta massima del Tesoro di 2,5 miliardi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti