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Borsellino segue Falcone nel metodo investigativo e nel tragico destino

Nell'ultima puntata del podcast “Il Metodo Falcone” – disponibile su tutte le piattaforme audio digitali – il racconto della strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992 con le testimonianze del generale della Gdf Ignazio Gibilaro e degli ex pm Giuliano Turone, Antonio Ingroia e Paolo Bernasconi

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

2' di lettura

C'è una cosa che sopravviverà alle stragi di mafia del 1992: il metodo Falcone. Quel sistema rivoluzionario – “segui i soldi, troverai la mafia” – basato su tecniche investigative che colpiscono al cuore il portafoglio di Cosa Nostra e ne svelano vertici e complici, è diventato un'eredità universale.

Quel metodo fu perseguito anche da Paolo Borsellino, amico fraterno e collega di Giovanni Falcone, che con un altro pugno di magistrati formò quel pool antimafia che è rimasto un'esperienza unica. E non solo nel panorama siciliano. Borsellino – che con cinque agenti di scorta salterà in aria a Palermo il 19 luglio 1992 nella strage di via D'Amelio – farà in tempo a mettere a frutto quel metodo investigativo a Marsala prima e a Palermo poi.

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Questo è quanto potrete ascoltare nella settima e ultima puntata del podcast “Il Metodo Falcone” - disponibile su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e su tutte le piattaforme audio digitali - con le testimonianze del generale della Gdf Ignazio Gibilaro e degli ex pm Giuliano Turone, Antonio Ingroia e Paolo Bernasconi.

Il 19 dicembre 1986 Borsellino chiese e ottenne di essere nominato capo della Procura di Marsala, dove proseguì – con enormi difficoltà – un lavoro che faceva parte del suo Dna e di quelli che erano entrati nel pool antimafia. La nomina di Borsellino a Marsala arrivò esattamente un anno prima della storica sentenza in primo grado del maxi-processo contro il Gotha della mafia siciliana.

A Marsala Borsellino, oltre che con Cosa nostra trapanese, fece i conti con il silenzio delle banche, l'insofferenza di molti colleghi, la carenza delle risorse e la mancanza di formazione specifica degli investigatori. Ma non si nascose mai dietro queste difficoltà.

Anzi. Di fronte alla Commissione parlamentare d'inchiesta antimafia, giunta nella prefettura di Trapani, Borsellino rese l'idea di come il “metodo Falcone” stesse mettendo radici anche fuori da Palermo.

La strage di Via D'Amelio spezzerà per sempre la vita di questo servitore dello Stato e il lavoro che stava portando avanti.

LE SETTE PUNTATE DEL PODCAST

Tutto nasce da un assegno su una scrivania

Il far west prima di Falcone

La lezione di Castel Gandolfo ai pm antimafia

La rivoluzione del maxiprocesso

Un percorso a ostacoli nel nuovo millennio

L'Uomo e la sua eredità

Borsellino segue Falcone nel metodo e nel destino

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