giappone, il vertice con Seiko Noda

Boschi e Ivanka a Tokyo, al congresso mondiale delle donne

di Stefano Carrer

Foto Reuters

3' di lettura

TOKYO - La star mediatica dell'evento sarà Ivanka Trump, ma c'è anche la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi al WAW!- World Assembly for Women, il congresso internazionale per la promozione della donna organizzato dal governo giapponese con lo slogan “To create a society where women shine”, giunto alla sua quarta edizione. Boschi ha condotto le discussioni sulla Gender Equality nel contesto della presidenza italiana del G7 - che culmineranno nel G7 delle Pari Opportunità del 15-16 novembre a Taormina - ed è inoltre la prima donna a esser salita alla carica che ricopre. Un suo discorso era previsto ieri in apertura dei lavori ma, trattenuta da impegni istituzionali, è arrivata solo oggi a Tokyo (nel suo primo viaggio in Giappone): interverrà domani mattina al congresso, come farà Ivanka con un discorso sulla partecipazione femminile nell'economia prima di tornare negli Usa (è stata cancellata la sua partecipazione alle tappe in Corea del Sud e Cina che il padre Donald farà dopo il suo esordio asiatico a Tokyo il 5 e 6 novembre).

Boschi e Ivanka a Tokyo per WAW!

L’incontro con Seiko Noda
Oggi Boschi ha incontrato Seiko Noda, ministra degli Affari Interni e delle Comunicazioni, il cui portafoglio comprende le Pari opportunità (ossia il “Women's Empowerment”). Particolare curioso: Noda - spesso indicata come possibile futura premier del Giappone - nel salutare la Boschi si è lasciata andare a un commento su giovinezza ed eleganza che, se fosse stato fatto da un uomo, sarebbe apparso sessista. Pensare che Noda è considerata un alfiere di un femminismo alla giapponese: ad esempio, contro la maggioranza del suo partito, si batte da tempo perché le donne non siano più obbligate a prendere il cognome del marito. E si è focalizzata sul problema della denatalità, anche se si è sottoposta a numerosi trattamenti di fertilità, raccontando poi in un libro la sua vicenda personale in proposito, compreso un aborto naturale.

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Problemi comuni
Italia e Giappone - che hanno problemi comuni di denatalità e invecchiamento della popolazione - non brillano nella classifiche internazionali sulla parità di genere, anche se stanno facendo progressi. Ad esempio il numero delle parlamentari italiane, intorno al 30%, ha superato la media europea. Nel Gabinetto Abe varato ieri sono solo due le donne ministre (oltre a Noda, la titolare della Giustizia Yoko Kamikawa). Ma il premier ha annunciato l'introduzione di un budget supplementare per rafforzare alcuni capitoli di welfare e venire incontro in particolare alle esigenze delle donne con figli piccoli. In serata, in ambasciata, l'incontro della Boschi con i rappresentati della comunità italiana in Giappone.

Donne ed economia
Il “ Waw! in Changing World” - l'aggiunta è di quest'anno, per sottolineare la necessita di un pensiero strategico per la promozione femminile alla luce dei cambiamenti del lavoro e degli stili di vita legati alle evoluzioni tecnologiche - è stato aperto da un indirizzo di saluto della moglie del premier, Akie Abe, cui è seguito un discorso di Kristalina Georgieva, Ceo della Banca Mondiale. La Georgieva ha evidenziato che il Giappone è ancora indietro in vari parametri relativi alla partecipazione delle donne alla vita sociale ed economica ma che “come in passato su altri versanti è partito da posizioni arretrate per poi passare alla testa delle nazioni, il Giappone può diventare anche in questo campo un esempio per tutti”.

La Georgieva ha snocciolato alcune stime economiche: “Portare le donne a una piena partecipazione alla vita economica spingerebbe al rialzo del 9% il Pil giapponese. Su scala mondiale, l'economia migliorerebbe in un ordine tra 12mila miliardi e 28 miliardi di dollari se le donne potessero esprimere ovunque al massimo le loro potenzialità”.

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