Delega fiscale

Bot e affitti, ecco come potrebbero cambiare le tasse sulle rendite finanziarie

A preoccupare il centrodestra è soprattutto il fatto che con un meccanismo di imposizione duale si potrebbe decretare la fine delle tasse piatte come ad esempio la cedolare secca sugli affitti

di Andrea Carli

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4' di lettura

Il riordino delle tasse sui redditi di capitale, più conosciuti sotto la voce “rendite finanziarie” provano a ricavarsi un posto in primo piano nella riforma del Fisco. Le rendite finanziarie, oggi articolate in un sistema che premia i titoli di Stato con l'aliquota del 12,5% e sale fino al 26% per plusvalenze degli investimenti (si veda anche Il Sole 24 Ore del 5 aprile), rientrano infatti in uno dei correttivi alla delega fiscale riformulati dal Mef e inviati alle forze politiche. E che, salvo ulteriori rotture all'interno della maggioranza, a stretto giro saranno sottoposti all'esame della commissione Finanze della Camera.

Il muro contro muro tra Governo e centrodestra

Al termine della riunione di maggioranza che si è svolta martedì 5 aprile, e alla quale ha partecipato anche il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca, Fi e Lega hanno posto alcune condizioni per riprendere senza ulteriori slittamenti l’esame del Ddl delega fiscale in commissione: non solo che i pareri delle Commissioni sui decreti attuativi fossero vincolanti, ma anche l’accoglimento di un emendamento della Lega sul mantenimento dell’imposta attuale per le cedolari esistenti (una sorta di “clausola di salvaguardia” contro il rischio di aumenti della tassazione praticati da esecutivi futuri). A fronte del via libera di Palazzo Chigi alle condizioni delineate, le due forze politiche avrebbero ritirato le proposte di modifica diverse da quelle messe a punto a seguito del confronto con il ministero dell’Economia. Ma la posizione del Governo e del relatore è stata chiara: l’unica soluzione è ritirare tutti gli emendamenti e convergere sul documento riformulato dal ministero dell’Economia.

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Commissione sospesa fra proteste di Lega e FI

Fra le urla di protesta del centrodestra è stata sospesa e aggiornata alla mattinata di giovedì 7 aprile la seduta della commissione Finanze della Camera sull’esame della delega fiscale. Lega e FI hanno contestato la decisione del presidente della commissione, Luigi Marattin (Iv), che ha interrotto i lavori un quarto d’ora dopo il termine previsto mentre erano in corso le dichiarazioni di voto su un emendamento (con parere contrario del governo) della Lega, sottoscritto anche da FI, per «l’esenzione IMU per le case dichiarate inagibili, ovvero per gli immobili destinati ad attività commerciale o artigianale e non locati, nonché per gli immobili occupati abusivamente e oggetto d’intimazione o diffida al rilascio». «Volete far cadere il governo sugli immobili inagibili», ha attaccato il dem Gian Mario Fragomeli, a cui ha risposto in modo concitato il deputato azzurro Antonio Martino: «È meglio che cada, questa scena deve finire».

Il pacchetto di proposte del Mef

Le distanze permangono, sostanziali. E riguardano dunque anche l'emendamento del Mef sulla tassazione delle rendite finanziarie, sostenuto soprattutto da Italia Viva e dal Pd. Una proposta di modifica che si va ad aggiungere a quelli che prevedono lo scivolo di due anni per chi esce dalla flat tax, il cashback delle detrazioni fiscali con priorità a quelle socio-sanitarie, la clausola per escludere ogni possibile aumento delle tasse e l'estensione della semplificazione degli adempimenti in via telematica per contrastare evasione ed elusione fiscale.

L'ipotesi di due aliquote transitorie sulle rendite finanziarie

Con la riformulazione da parte del ministero dell'Economia dell'articolo 2 della delega fiscale, nell'ambito della revisione del sistema di imposizione personale sui redditi, si prevede che la progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale si ottenga (anche) con «l’applicazione, a regime, della medesima aliquota proporzionale di tassazione e, in via transitoria, di due aliquote di tassazione proporzionale, ai redditi derivanti dall’impiego del capitale, anche nel mercato immobiliare». Su questo principio - un'aliquota proporzionale “a regime” e due in via transitoria - è comunque scattato l'allarme di una parte della maggioranza.

Le perplessità di Lega e Forza Italia

In particolare il centrodestra (Lega e Forza Italia), non ha visto di buon occhio quanto trapelato in via informale sull'ammontare delle aliquote, che saranno indicate dai decreti attuativi della delega fiscale. Stando a indicazioni informali, le aliquote potrebbero essere del 15% per i redditi derivanti dall'impiego di capitale e del 26% per quelle immobiliari. Ma a preoccupare è soprattutto il fatto che con un meccanismo di imposizione duale si potrebbe decretare la fine delle tasse piatte come ad esempio la cedolare secca sugli affitti.

Come è adesso la tassazione delle rendite da capitale e quelle immobiliari

Allo stato attuale i redditi da capitale (interessi e dividendi) sono tassati per cassa, al lordo delle spese e sottoposti all'aliquota sostitutiva del 26 per cento. Se l'indicazione informale dovesse alla fine essere confermata, l'aliquota transitoria sarebbe più leggera di 11 punti percentuali. Per quanto riguarda invece la tassazione delle plusvalenze immobiliari, allo stato attuale chi vende un bene immobile può richiedere al notaio, all’atto della cessione, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito pari al 26 per cento. In questo secondo caso non cambierebbe nulla, ma se si facesse un confronto con l’aliquota applicata ai titoli di Stato (12,5%), o con la cedolare secca per i canoni concordati (10%), la differenza di trattamento rimarrebbe comunque considerevole.

E questa differenza di trattamento non ha convinto il centrodestra, che sul punto potrebbe dare battaglia. Nella riformulazione degli emendamenti l’esecutivo parla di progressiva armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio, anche con riferimento alle basi imponibili, tenendo conto dell'obiettivo di contenere gli spazi di elusione dell'imposta. «Non devono aumentare le tasse su Bot e locazioni», ha sottolineato il deputato leghista Alberto Gusmeroli.

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