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Bottega Veneta sceglie il Millennial Daniel Lee

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Si chiama Daniel Lee, ha 32 anni di cui sei passati in forza a Céline, dove è arrivato a ricoprire la carica di design director per il ready-to-wear. Prima ancora era stato da Maison Martin Margiela, Balenciaga e Donna Karan. È lui il nuovo direttore creativo di Bottega Veneta, colui che è chiamato a raccogliere e portare nel futuro un’eredità importantissima: quella di Tomas Maier che nel 2001, al momento del passaggio di BV nell’allora Gucci Group, prese in mano (insieme a un management efficace) un brand vicentino di borse di lusso per farlo diventare una billion company del lusso internazionale.

La sfida non è delle più semplici, ma François Henry Pinault, presidente e ceo di Kering, per affrontarla ha scelto di puntare su un giovane di cui ha evidenziato l’expertise, la passione ma anche l’energia. Lee, secondo il ceo di Bottega Veneta Claus Dietrich Lahrs, «ha compreso perfettamente le attuali sfide per l'azienda sia in termini di creazione sia di sviluppo del brand. Porterà in Bottega Veneta un nuovo e distintivo linguaggio creativo costruendo il successo del brand sulla base delle ambiziose fondamenta sviluppate negli ultimi anni». Fondamenta solide - Bottega Veneta ha chiuso il 2017 con ricavi per 1,2 miliardi di euro, in salita del 2,4% - che faranno da base al nuovo slancio.

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«Sono onorato ed entusiasta di poter sviluppare la legacy di Bottega Veneta creata negli ultimi cinque decenni. Non vedo l'ora di fare evolvere ciò che il brand è stato, mantenendone i codici distintivi, l'artigianalità, la qualità e la raffinatezza, contribuendo nel contempo a una nuova e moderna prospettiva», ha detto Lee.

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