Itinerari gourmet

Bottura cucina al Cavallino, torna la trattoria nella galassia Ferrari

Un motivo in più per visitare i luoghi iconici della Formula 1, con la riapertura del ristorante nella cascina amata da Enzo Ferrari a Maranello

di Maria Teresa Manuelli

3' di lettura

Una giornata all’insegna della “rossa”, ma in chiave gourmet. C’è un motivo in più per visitare i luoghi iconici della Formula 1. Da martedì 15 giugno riapre infatti il ristorante Cavallino, luogo simbolo della Ferrari, situato in via Abetone Inferiore, proprio di fronte all’ingresso dello Stabilimento di Maranello. Il nuovo corso del locale porterà la firma dello chef Massimo Bottura e dell’architetta India Mahdavi.

A tavola nella trattoria di Enzo Ferrari

Al pari dei Musei o della Fabbrica, questo luogo è un’ulteriore espressione della passione e dell'eccellenza del brand, e custodisce ancora oggi, tra le sue mura originarie, le emozioni, i successi e i ricordi che hanno segnato la storia della Ferrari, evocando le origini stesse dell’azienda e lo spirito pionieristico del fondatore Enzo Ferrari. Al confine tra la fabbrica, il reparto corse Gestione Sportiva e il nuovo flagship store di Maranello, lo spazio è stato integralmente ristrutturato e riprogettato.

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Nella vecchia casa colonica, con una nuova facciata rossa, Mahdavi ha giocato con il tradizionale vocabolario decorativo della trattoria italiana e di tutti i suoi codici architettonici ispirandosi al mondo Ferrari, al suo spirito di conquista e alla sua audacia.Il Cavallino è, d’altronde, un protagonista e un simbolo integrante della leggenda Ferrari fin dal 1942.

Qui Enzo Ferrari riceveva a pranzo i suoi collaboratori, i clienti e gli amici più stretti nella sala privata dove amava guardare il Gran Premio; tra loro anche Gioacchino Colombo, che nel 1945 progettò la prima vettura Ferrari 125S Sport. Intorno ai tavoli del passato si sono accomodati ospiti illustri come il principe Bernardo d'Olanda, la principessa Liliana de Réthy e il pilota tre volte campione del mondo Jackie Stewart, così come tutti i piloti e i tecnici che hanno fatto parte del Team Ferrari nel corso delle diverse decadi.

Le foto alle pareti del Cavallino

Sempre al Cavallino, nel 1987, Bernie Ecclestone e Jean-Marie Balestre appresero da Enzo Ferrari che mai avrebbe accettato le nuove regole di dismissione dei turbo a favore della partenza aspirata; gli risposero «Ingegnere, scriva Lei le regole». Alle pareti, oggi, trovano posto rare raccolte celebrative di fotografie, poster, souvenir e cimeli che rivelano lo spirito del luogo e la storia dell’incredibile avventura industriale e sportiva della ’rossa’. L’intento è di offrire a tutti la possibilità di entrare nell’universo Ferrari, di respirare le stesse atmosfere e gli stessi ideali che nel corso di quasi 75 anni hanno guidato il fondatore e tutti coloro che hanno contribuito attivamente alla costruzione della leggenda.

Allo stesso modo la cucina riflette la visione di Massimo Bottura - modenese Doc e grande estimatore delle Ferrari - della tradizione italiana interpretata in chiave contemporanea e non nostalgica. La modenesità e il senso di appartenenza e partecipazione sono percepibili attraverso ogni ambiente, ogni piatto e ogni elemento di un progetto inclusivo che riflette il perfezionismo e la cura espressa dal lavoro di Ferrari e del team Francescana.

Il menù Bottura e il progetto Tortellante

Così il Filetto alla Rossini diventa un Cotechino alla Rossini, coronato da un tartufo minerale e da una salsa alle amarene di Modena per addolcire il palato; lo gnocco fritto è aeroso e croccante, proposto con una selezione di salumi emiliani; il bollito è cotto a bassa temperatura per conservare le proprietà organolettiche delle carni provenienti dai migliori artigiani e agricoltori; il pane è realizzato con grani antichi in pagnotte lievitate naturalmente. E anche i classici tortellini, cotti in brodo di cappone e serviti in crema di Parmigiano Reggiano, diventano ancora più buoni perché preparati appositamente dal Tortellante, il progetto di formazione che insegna a giovani adulti affetti da autismo l'arte del confezionare i tortellini ad arte grazie alle rezdore - nonne modenesi - che tramandano la tradizione.

Il nuovo Cavallino diventa così ideale punto di partenza o di arrivo ai luoghi che raccontano la Ferrari e la storia automobilistica d’Italia.

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