Ambiente

Boutique di nicchia spinte dalla green economy

di Valeria Uva


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3' di lettura

Dalla bonifica delle aree dismesse all’apertura di nuovi impianti produttivi, dall’emergenza rifiuti all’economia circolare fino alle energie rinnovabili. Gli avvocati «verdi» estendono sempre più il proprio raggio d’azione e non conoscono crisi. Anzi, questa specializzazione è di fatto anticiclica.

Proprio la congiuntura economica negativa, ad esempio, ha moltiplicato le richieste di advisory legale e contrattuale sulle bonifiche legate alla chiusura degli stabilimenti. A sostenere il mercato non sono solo le chiusure: Confindustria ha calcolato che investendo nelle bonifiche 10 miliardi in cinque anni, la produzione industriale aumenterebbe di circa 20 miliardi.

Un’altra spinta arriva dalla rigenerazione urbana. «Dietro a ogni grande progetto di sviluppo immobiliare c’è sempre la consulenza strategica sulle bonifiche che, se fatte male, rischiano di mandare a monte gli investimenti» spiega Federico Vanetti, appena nominato co-head della European environmental protection regulatory practice di Dentons.

Anche la gestione dei rifiuti e l’economia circolare hanno attratto un buon numero di esperti legali. Così come resta fiorente, nonostante la fine degli incentivi, la consulenza sui grandi parchi fotovoltaici o eolici.

Eppure la practice ambientale nei grandi studi resta ancora una Cenerentola. «In molti studi svolge un ruolo ancillare rispetto al core business che spesso resta l’M&A» afferma David Röttgen, che, insieme a Andrea Farì e Francesco Fonderico, è socio di Ambientalex, fondato 10 anni fa, dopo un’esperienza di Röttgen in Freshfields. «Ma chi ha scelto questo campo - continua - lo ha spesso fatto per seguire una passione e una motivazione anche etica».

Tra tutte le specializzazioni, quella ambientale è la meno “giuridica” di tutte. «La componente tecnico-scientifica per forza di cose pesa di più dell’expertise legale e questo si riflette anche sui budget complessivi del cliente» continua Vanetti. «Prima ancora di altri colleghi i nostri interlocuori sono professori e ricercatori» racconta Claudio Vivani cofondatore insieme con Carlo Merani dell’omonimo studio torinese: «I politecnici di Torino e di Milano sono dei punti di riferimento per noi».

Due i modelli organizzativi che si sono affermati attorno a questa practice che emergono anche tra i 18 studi segnalati nell’iniziativa Statista-Sole 24 Ore: da un lato, quello dei big che, accanto alla specializzazione ambientale qualificata, possono fornire una assistenza a 360 gradi; dall’altro, quello delle boutique supertecniche. «Offriamo flessibilità: con il cliente costruiamo team legali a geometria variabile» precisa Vivani. In pratica il cliente può ottenere una consulenza specializzata rimanendo “fedele” al proprio studio di riferimento, oppure costruire una squadra in base alle necessità del momento.

Diverse anche le politiche di pricing: se nei grandi studi la tariffa oraria è la norma, nelle realtà minori si possono percorrere anche strade alternative: «Dobbiamo essere elastici - sostiene Röttgen - di volta in volta possiamo operare sia su base oraria sia a forfait a seconda della durata dell’assistenza. In alcuni casi, per start up, anche quasi al limite del pro bono». La redditività maggiore deriva per tutti dal contenzioso.

Le rinnovabili
Spesso classificata come practice a sé stante, anche l’energy è un mercato in espansione. «Finita l’epoca dello sviluppo tumultuoso sostenuto dagli incentivi - racconta Claudio Visco, managing partner e responsabile del dipartimento in Macchi di Cellere Gangemi - ora si studiano impianti anche privi di bonus». Paradossalmente per chi struttura contratti e finanziamenti - la regola è la finanza di progetto - l’assenza di incentivi può rivelarsi un vantaggio. «Viene meno il rischio legato alla scomparsa improvvisa del bonus - precisa Visco - così i progetti sono valutati per la loro intriseca ed effettiva redditività».

Un altro scenario promettente è quello del revamping e repowering di vecchi impianti di rinnovabili. Molti sono ormai a fine vita, sia per motivi tecnici che per il tramonto degli incentivi. Lo studio in questo caso fa anche scouting: «Cerchiamo di aggregare le varie iniziative finora alimentate dagli incentivi - racconta Visco - facciamo una due diligence tecnica, urbanistica e autorizzativa e creiamo pacchetti solidi da offrire alle banche».Per questo lavoro, lo studio basato a Roma (ma con sedi anche a Milano e Verona) si avvantaggia della vicinanza con i grandi impianti del Sud. «Ma la competitività resta alta» conclude Visco. Quasi scomparsi i rapporti fiduciari, la messa a gara del servizio legale con vere e proprie prequalifiche è ormai la norma.

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