Oggi nuovo cdm

Bozza Recovery Plan da 196 miliardi: dal Green al digitale, come sarà distribuita la torta

Consiglio dei ministri non risolutivo: oggi una nuova riunione del Governo per il via libera. Sulla struttura di governance resta il dissenso di Italia Viva. L’ipotesi di un decreto

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto Ansa)

5' di lettura

Ammontano a 196 miliardi le risorse che, secondo la bozza del Recovery plan giunta sul tavolo del Consiglio dei ministri di lunedì 7 dicembre (testo sul quale non c’è stato il via libera del governo) l’esecutivo metterà per le sei macro-aree del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La riunione è iniziata poco dopo le ore 12 ed è stata sospesa dopo che il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è risultata positivo al test Covid 19. Poco dopo è ripreso per terminare in una manciata di minuti. Oggi (martedì 8 dicembre) nuova riunione del Governo che dovrebbe dare il via libera al Recovery Plan.

Alla digitalizzazione e innovazione saranno destinati 48,7 miliardi, all’area “rivoluzione verde e transizione ecologica” andranno 74,3 miliardi, al settore infrastrutture per una mobilità sostenibile 27,7 miliardi. Il capitolo “istruzione e ricerca” può contare su 19,2 miliardi, quello sulla Parità di genere su 17,1 miliardi, secondo la bozza. L’area sanità, infine, conterà su 9 miliardi.

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La bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza su cui è al lavoro il governo è di 125 pagine ed è divisa in quattro parti. Il testo traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti, l’attuazione e il monitoraggio del piano e la valutazione dell'impatto economico. Le riforme e gli investimenti mirano a «una transizione green, smart and healthy». E riguardano: riforma della giustizia; digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca, parità di genere, coesione sociale e territoriale; e salute.

La contrarietà di Italia viva sulla governance: ipotesi decreto

Sulla governance Recovery plan delineata dal testo resta la contrarietà di Italia viva: se si farà la “forzatura” di inserire un emendamento sulla governance del Recovery plan in legge di bilancio, ha avvertito la capo delegazione di Iv Teresa Bellanova in Consiglio dei ministri, la maggioranza rischierà di non avere i voti perché il partito di Matteo Renzi non voterà. Bellanova avrebbe definito “inaccettabile” la struttura di governance tratteggiata. Il rischio, avrebbe spiegato, è “esautorare” non solo i ministeri ma anche le Regioni e in sostanza l'intera Pa, proprio mentre «il Recovery deve rappresentare una straordinaria occasione di rinnovamento e innovazione della Pa».

Avanza perciò l’ipotesi di un decreto (e non più un mendamento alla manovra ) con le norme per definire la cabina di regia dei fondi europei. Nelle prossime ore dovrebbe tenersi un pre-consiglio per mettere a punto il testo.

Bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): leggi il documento completo

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Recovery: bozza, nel 2026 contributo a pil del 2,3%

«Grazie agli effetti espansivi del Piano, a fine periodo di investimento (2026) il PIL risulterebbe più alto di 2,3 punti percentuali rispetto allo scenario di base». È quanto scritto nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nella parte in cui viene considerato lo scenario “alto”, che per il governo è benchmark. La spinta al pil sarebbe dello 0,3% nel 2021, in crescita negli anni successivi: 0,5% nel 2022, 1,3% nel 2023, 1,7% nel 2024, 2% nel 2025. «È evidente - viene spiegato - quanto sia cruciale per le prospettive di espansione dell'economia e per la sostenibilità del debito pubblico selezionare progetti di investimenti pubblici ad alto impatto sulla crescita e accrescere l'efficienza delle Amministrazioni pubbliche preposte ad attuare tali progetti».

Estensione del superbonus 110%

Tra le linee di azione per l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici prevista nella bozza aggiornata del Recovery Plan è prevista anche «l’estensione del superbonus edilizio per l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico delle abitazioni private, con il quale viene riconosciuta una detrazione fiscale pari al 110%». La misura fa parte della missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e si accompagna a un “piano di efficientamento degli edifici pubblici”. All’efficienza energetica è dedicata oltre la metà delle risorse della missione, 40,1 miliardi su 74,3 totali.

Bozza Recovery Plan: Comitato esecutivo composto da Conte, Gualtieri e Patuanelli

Sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza «vigilerà con compiti di indirizzo, coordinamento e controllo un Comitato esecutivo, composto da Presidente del Consiglio, Ministro dell'Economia e delle Finanze e Ministro dello Sviluppo Economico». Lo si legge nell'ultima bozza del Recovery Plan, in questi minuti all'attenzione del Consiglio dei ministri. «Viene inoltre individuato il Ministro degli Affari europei - di intesa con il Ministro degli affari Esteri e delle Cooperazione internazionale per quanto di competenza di quest'ultimo - quale referente unico con la Commissione Europea per tutte le attività legate all'attuazione del Piano. Il Comitato può delegare a uno dei propri componenti, senza formalità, lo svolgimento di specifiche attività».

Bozza Recovery, responsabili missione coordinano piano

In base alla bozza all’esame del Consiglio dei ministri, inoltre, ai “responsabili” di missione in ciascun settore interessato è riconosciuta la «responsabilità generale di assicurare la celere ed efficace attuazione del piano», la costante verifica del «cronoprogramma nonché il compito di adoperarsi, anche attraverso l'attivazione di poteri sostitutivi, per favorire il superamento di situazioni di inerzia o comunque ostative alla realizzazione dell'intervento programmato». La bozza del documento non indica il numero di questi “supermanager” (si è parlato di 6). Avranno compiti di «impulso e coordinamento operativo», «vigilanza e monitoraggio», «segnalazione e pubblicazione» di ritardi e inerzie su cui potranno agire con «poteri sostitutivi».

Bozza Recovery Plan: in riforma Irpef priorità ceti medi, reddito 40-60 mila euro

Nel documento, uno degli obiettivi è una «revisione generale della tassazione» con priorità alla riduzione della tassazione fiscale dei ceti medi. In particolare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza si legge: «Finora siamo infatti intervenuti sui lavoratori con reddito fino a 40mila euro, ora dobbiamo intervenire a favore dei lavoratori (sia dipendenti sia autonomi) con un reddito medio, ovvero orientativamente incluso tra 40 e 60mila euro, perché si tratta della fascia che oggi sconta livelli di prelievo eccessivi rispetto ai redditi ottenuti».

Bozza Recovery Plan: logistica, obiettivo competitività per i porti green

Per l'intermodalità e la logistica integrata l'obiettivo è il miglioramento di competitività, capacità e produttività dei porti in chiave green. Il capitolo Piano infrastrutture nella bozza prevede due elementi progettuali: il miglioramento della capacità e produttività dei principali porti attraverso una serie di interventi puntuali che coinvolgono, a esempio, la diga foranea di Genova, e l'accessibilità portuale e dei collegamenti ferroviari e stradali con i porti, e la sostenibilità ambientale. I progetti riguardano porti e intermodalità collegata alle grandi linee di comunicazione europea. Sono i porti maggiori quelli «interessati dall'intervento (Genova e Trieste), snodi strategici - si legge nella bozza - per l'Italia e per il commercio nel Mediterraneo per i quali si prevede lo sviluppo delle infrastrutture portuali e delle infrastrutture terrestri di interconnessione. Sono previsti inoltre interventi di sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico (Green ports) per la conversione della flotta navale con mezzi aventi un minor impatto ambientale, per l'elettrificazione delle banchine (Cold ironing), per il rinnovo in logica sostenibile del parco autotrasporto e del trasporto ferroviario merci e per la digitalizzazione dei sistemi logistici portuali e aeroportuali».

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