L’ACQUISIZIONE DI CHARGEMASTER

Bp come Shell: le major del petrolio comprano le colonnine elettriche

di G.Me.


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2' di lettura

Una delle regine del petrolio mondiale scommette decisamente sulla mobilità elettrica in una svolta che lancia un segnale forte al mercato. British Petroleum ha infatti annunciato l’acquisizione per 130 milioni di sterline (148 milioni di euro) di Chargemaster, la più grande società britannica di ricarica dei veicoli elettrici, con 6.500 postazioni nel Paese.

Il gigante londinese protagonista suo malgrado di uno dei più gravi disastri ambientali in ambito energetico - l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico nell’aprile 2010 - decide insomma di guardare al futuro e di puntare sullo sviluppo dell’auto pulita. Secondo le stime di Bp, i veicoli elettrici in circolazione nel Regno Unito passeranno dai 135mila di oggi a ben 12 milioni nel 2040, mentre a livello globale lieviteranno da 1 milione nel 2016 a oltre 300 milioni. Per accompagnare uno sviluppo così vertiginoso serviranno stazioni di ricarica numerose e soprattutto rapide. Ed è proprio sulla velocità di «recharge» che punta il colosso inglese, con un piano per installare sistemi ultra-rapidi da 150 kilowatt capaci di fornire autonomia per 100 miglia (161 chilometri) in soli 10 minuti. Tutto ciò sfruttando anche le 1.200 stazioni di servizio che Bp già controlla e che verranno adeguate nei prossimi 12 mesi. Bp ha inoltre comprato una start-up, StoreDot, che sta lavorando a un sistema per completare la ricarcia in soli 5 minuti. Il budget annuale del gruppo prevede un investimento fino a 500 milioni in energie pulite.

«Vogliamo avere una posizione di leader in Gran Bretagna - ha spiegato Tufan Erginbilgic, Ceo delle attività di trasformazione di Bp - indipendentemente dal tipo di carburante che sceglieranno i consumatori. Faremo esperienza nel Regno Unito e poi la porteremo negli altri mercati, soprattutto Germania e Cina».

Bp si mette dunque nella scia di Royal Dutch Shell, protagonista nell’ottobre scorso dell’acquisizione di NewMotion, società che possiede 30mila stazioni di ricarica in tutta Europa e di analoghi investimenti da parte di Volkswagen e Daimler. Nonostante il forte rialzo dei prezzi del petrolio, insomma, le major diversificano e credono in un’Europa dove le auto andranno sempre meno a petrolio.

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