COMPAGNIE PETROLIFERE & COVID

BP e Shell: gli angeli caduti del petrolio inglese, tra crisi e licenziamenti

I due colossi britannici che per un secolo hanno rappresentato l’imperialismo britannico, costretti a licenziare 19mila dipendenti. Terremoto per BP: venderà la sua storica sede

di Simone Filippetti

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(REUTERS)

I due colossi britannici che per un secolo hanno rappresentato l’imperialismo britannico, costretti a licenziare 19mila dipendenti. Terremoto per BP: venderà la sua storica sede


3' di lettura

Al lato nord occidentale di St James's, nel cuore di Londra, l’ingresso del palazzo all’angolo è decorato da due pompe di carburante. E' la storica e prestigiosa sede della Bp, la British Petroleum. Ma, cosa impensabile anche solo un anno fa, è apparso il cartello Vendesi. L'annuncio choc è figlio della tempesta scatenata dal cocktail micidiale di lotta al Climate Change e Covid. La compagnia petrolifera della Regina farà cadere la scure su 10mila impiegati, su 65mila totali, ed è la prima multinazionale, tra le Blue Chip della Borsa di Londra, a traslocare per colpa della crisi. Dopo aver dimezzato la capitalizzazione di mercato, crollata da 90 miliardi di euro agli attuali 43, di cui 10 miliardi da agosto a oggi, Bp dirà addio al quartiere più esclusivo di Londra, centro della monarchia e del potere del paese, è un terremoto anche per il mercato immobiliare: ci sarà qualcuno disposto a comprare il lussuoso palazzo che ha un cartellino da 300 milioni di sterline?

Bp e Shell: le sorelle malate

Poco più a sud di St James's, sull'altra sponda del Tamigi, proprio dietro la famosa ruota panoramica London Eye, la sede londinese della Shell la compagnia petrolifera anglo-olandese, l'altro gigante degli idrocarburi. Per il grattacielo non c'è nessun rischio vendita, ma anche la Shell è alle prese con forte ridimensionamento: 9mila persone se ne andranno. La transizione alle energie verdi, incarnata dall'auto elettrica, e la tegola Covid stanno mettendo in ginocchio BP e Shell. In 110 anni di gloriosa storia, iniziata nel 1909 quando l'allora Scià di Persia diede una concessione di un giacimento agli inglesi e nacque la Anglo-Persian Oil Company (il nome BP è arrivato solo decenni dopo nel 1998) Bp, assieme a Shell, ha incarnato l'imperialismo britannico. Ma il ventunesimo secolo è l'era dell'energia pulita. E oggi le due compagnie sono dei fallen angels: aziende in declino costrette a drastici tagli. Nel Regno Unito, BP dà lavoro a 6.500 persone: ne eliminerà 2mila, che sono il 30%. In totale le due compagnie un tempo big cap di Borsa, taglieranno 19mila dipendenti, una cifra enorme.

La pandemia ha fatto cadere la tegola finale: il drastico calo dei voli aerei ha avuto come effetto domino anche il crollo dei consumi di petrolio. Allo stesso tempo, nell'era del lavoro da casa imposto dal virus, tutte le aziende, petrolifere o no, hanno bisogno di meno spazio e uffici più piccoli. E dunque il ceo appena arrivato Bernard Looney ha preso la storica decisione di disfarsi della sede per fare cassa. Tecnicamente BP farà una vendita e riaffitto (sale&lease back) ma solo per 2 anni. Poi traslocherà altrove, in un posto più piccolo, forse a Canary Wharf, dove a loro volta le banche stanno smantellando la loro presenza causa Brexit, o a Fitzrovia.

Terremoto immobiliare

Lo storico e prestigioso palazzo della Bp fu comprato per 117 milioni. Ci sarà qualcuno disposto a comprarlo in una Londra dove si stima che nel 2021 il 7% degli uffici, cifra record, sarà vuoto? Il mondo va ancora a petrolio, e nel 2022 si attende un picco di consumi, ma lo stesso mondo ha anche deciso di abbandonare gli idrocarburi: la stessa UK ha già segnato sul calendario una data in rosso: nell'anno 2050 il paese vuole essere Net Zero, avere zero emissioni di anidride carbonica e dunque niente carburanti a base di petrolio.

La rivoluzione verde tarda

Se vogliono sopravvivere, BP e Shell devono fare una grossa sterzata “verde”. Nell'estate del 2019, Bp aveva tappezzato Londra di cartelloni pubblicitari in cui annunciava che per la prima volta le sue colonnine elettriche avevano superato le pompe di carburante. Poche settimane fa ha invece stretto un accordo con Uber per rendere la flotta di taxi privati tutti elettrici. Ma non basta: nel secondo trimestre del 2020 BP ha accusato una perdita monstre di 17,7 miliardi di dollari. Shell dal canto suo non è finita in rosso ma per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale ha dovuto tagliare il dividendo: gli 11,9 miliardi di dollari di payout del 2019 sono stati ridotti a 4 miliardi. Cedola più che dimezzata e titolo crollato (-60% a 986 pence). Dal 1937 a oggi, lo slogan “You can be sure of Shell” è stata la pubblicità più famosa del Regno Unito. Ma in questi tempi di virus ed ecologia, non si può essere sicuri nemmeno più di Shell.

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