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Bp sale a Londra, triplica l’utile nel II trimestre e aumenta cedola e buy back

Il gruppo prevede che i prezzi del petrolio i resteranno elevati nel secondo trimestre «a causa delle continue perturbazioni nelle forniture dalla Russia»

di Giuliana Licini

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bp va veloce alla Borsa di Londra, sulla spinta della forte crescita dei risultati nel secondo trimestre, che ha permesso un aumento del dividendo e un nuovo e più ampio buy back. Il titolo del colosso petrolifero britannico registra il maggior rialzo dell’indice Ftse 100. Nel secondo trimestre Bp ha realizzato un utile netto di competenza di 9,26 miliardi di dollari contro 3,11 miliardi nello stesso periodo del 2021,grazie alla fiammata dei margini di raffinazione e dei prezzi dell’energia. L’utile sottostante ai costi di sostituzione ammonta a 8,45 miliardi ed è il più alto dal 2008 (contro 2,8 miliardi nel 2021), nettamente superiore alle attese degli analisti che puntavano in media a 6,8 miliardi.

La società ha aumentato del 10% a 6,006 cent per azione il dividendo, superando la sua precedente previsione di un aumento annuale del 4%. Bp, inoltre, ha annunciato un nuovo programma di acquisto di azioni proprie a 3,5 miliardi di dollari per il terzo trimestre, da 2,5 miliardi nel precedente, in linea con la sua politica di consacrare il 60% dei flussi di tesoreria al buy back. Nel secondo trimestre il surplus cash flow è stato di 6,6 miliardi contro 695 milioni lo scorso anno. «Bp continua a realizzare risultati coerenti con il suo rigoroso quadro finanziario», ha dichiarato il cfo Murray Auchincloss, citato in un comunicato, dove sottolinea anche che «il debito netto del gruppo è diminuito per il nono trimestre consecutivo, gli investimenti procedono in modo disciplinato per fare avanzare la strategia e viene mantenuto l’impegno a remunerare gli azionisti, con un aumento del 10% del dividendo e l’annuncio di un ulteriore buy back da 3,5 miliardi».

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Bp prevede che i prezzi del petrolio resteranno elevati nel secondo trimestre «a causa delle continue perturbazioni nelle forniture dalla Russia», ma anche per le ridotte capacità di stock e per i livelli degli stock «nettamente inferiore alla media degli ultimi cinque anni». Nel semestre, peraltro, Bp ha accusato una perdita netta di 11,13 miliardi di dollari per effetto dell'accantonamento di 24,4 miliardi, contabilizzato nel primo trimestre per lo scioglimento dei legami con la compagnia russa Rosneft, in seguito all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.

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