chiusura indagini

Bpb, «manipolato il profilo rischi» di una cliente: Jacobini accusato di truffa

di Ivan Cimmarusti


Banche, Girotto (M5S): quelle etiche rendono tre volte di più

2' di lettura

Una brutta grana per la Banca Popolare di Bari, alle prese col progetto della “Superpopolare”. In un presunto «disegno criminoso» compiuto con «delibere e direttive» avrebbero indotto una donna 84enne ad acquistare «prodotti finanziari illiquidi ad elevata rischiosità» tutti emessi dallo stesso istituto, per un ammontare di 130mila euro. L’indagine è del procuratore aggiunto Roberto Rossi - lo stesso magistrato che ha acceso un faro sull’acquisizione di Banca Tercas - che contesta il falso nella «manipolazione del profilo rischi» anche all’ex direttore generale Vincenzo De Bustis e a due dipendenti. Agli indagati è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari, atto solitamente propedeutico alla successiva richiesta di rinvio a giudizio.

GUARDA IL VIDEO - Banche, Girotto (M5S): quelle etiche rendono tre volte di più

L’accussa dei pm
Stando agli accertamenti «con artifizi e raggiri» i dipendenti, «che svolgevano servizio di gestione del portafogli, Jacobini, De Bustis e Papa, in quanto determinatori del disegno criminoso operato mediante delibere e direttive, nonché profittando della particolare situazione di vulnerabilità» della signora, oggi 91enne, l’avrebbero «indotta ad acquistare prodotti finanziari ad elevata rischiosità» per 130mila euro. In particolare, gli indagati avrebbero «manipolato il questionario di profilatura del rischio» per venderle «strumenti finanziari inadeguati».

Una signora di 84 anni «indotta ad acquistare prodotti finanziari ad elevata rischiosità del valore di 130mila euro»


La manipolazione del profilo

La manipolazione sarebbe consistita nell’aver «alterato le dichiarazione relative alle strategie di investimento della cliente la quale nel questionario del 2008 dichiarava di orientarsi a favore di investimenti che le consentissero di “proteggere il capitale e ricevere flussi di cassa periodici, costanti e prevedibili”». Secondo gli investigatori, però, gli indagati avrebbero inserito «nel questionario del 2010, e dunque appena due anni dopo», che la donna «dichiarava che l’obiettivo da lei perseguito è quello di una “crescita significativa nel medio lungo periodo, anche sopportando forti oscillazioni di valore”». Non solo: il pm ritiene che «nel questionario di profilatura» dal 2012 al 2015 sarebbe stata aumentata «illecitamente» la «esperienza finanziaria. Inoltre, alla stessa cliente «veniva poi di fatto negata la possibilità di controllare le risposte a lei imputate e il profilo che le era stato assegnato».

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti