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Bper al 100% su Carige ma non chiude la porta a Mps

L’ingresso di Carige in Bper, che segue di poco l’acquisizione dei 620 sportelli di Ubi Banca e godrà di benefici fiscali netti per 372 milioni di euro, consolida l’istituto modenese come quarto gruppo bancario italiano

La banca non c’è più. Oltre 3.000 Comuni senza sportelli

2' di lettura

I soci di Bper approvano con una ’bulgarissima’ maggioranza del 99,99% la fusione per incorporazione di Banca Carige e della sua controllata Banca Monte di Lucca. L’assemblea, presente il 52,7% del capitale, viene preceduta nella notte da un accordo sindacale sull’armonizzazione dei trattamenti retributivi e normativi nelle due banche, dal quale spunta un premio agli oltre 21 mila dipendenti “per lo sforzo nell’operazione di integrazione”, annuncia l’ad di Modena, Piero Luigi Montani.

L’ingresso di Carige in Bper, che segue di poco l’acquisizione dei 620 sportelli di Ubi Banca e godrà di benefici fiscali netti per 372 milioni di euro, consolida l’istituto modenese come quarto gruppo bancario italiano, con oltre 5 milioni di clienti, 160 miliardi di attivi e una rete di circa 2 mila filiali, facendone uno dei candidati alla creazione di un grande ’terzo polo’ bancario, complice anche un azionista di riferimento, Unipol (19,9%), che ha un piede anche in Valtellina, dove è primo socio della Popolare di Sondrio con il 9,5% del capitale.

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“Crescono le dimensioni, le professionalità, le masse, avremo un grande lavoro da fare nel futuro per cercare di integrare le persone e le culture. Sono territori diversi che già conosciamo, si tratta di fare un bel lavoro per consolidare la presenza a livello nazionale”, dichiara la presidente, Flavia Mazzarella.

Il focus, nei prossimi mesi, sarà tutto dedicato ad amalgamare un gruppo cresciuto esponenzialmente, con l’ingresso nel giro di un paio d’anni di 8.400 dipendenti, quasi un migliaio di filiali e oltre 100 miliardi di masse, ricorda Montani, che da Carige vuole spremere 155 milioni di sinergie annue. “Dovremo lavorare sulla qualità dei servizi, mantenere un buono standard” e “contraddistinguerci tra i clienti come banca di riferimento”. Ma sull’ulteriore consolidamento del settore bancario, che dovrà presto fare i conti con un Monte dei Paschi ricapitalizzato e, se la cura dell’ad Luigi Lovaglio, funzionerà, più redditizio, non ci sono veti preventivi.

“Tutti si augurano che ci sia il margine per crescere” e “le preclusioni non ci sono nei confronti di nulla”, dice interpellato su Mps, “ma non sono le priorità”. “Le nostre priorità sono quelle di sistemare quello che abbiamo in casa oggi. Tutto il resto al momento non ci interessa” ed è qualcosa che “se verrà, lo vedremo poi”.

L’accordo sull’armonizzazione dei trattamenti dei dipendenti di Carige e Bper e il bonus di 250 euro vengono salutati con favore dai sindacati. “Il primo tassello del piano industriale della nuova Bper si chiude nel rispetto delle storie contrattuali” dei dipendenti e “il riconoscimento dell’impegno per la riuscita dell’operazione”, dichiara la Fabi, mentre per la First-Cisl “si tratta di un primo passo fondamentale per il conseguimento degli obiettivi del piano industriale”.

Nessuna concessione invece alla famiglia Malacalza, ex azionista di riferimento di Carige, che chiede 539 milioni di euro di danni dopo la condanna della Bce sul commissariamento dell’istituto ligure. “Con Malacalza quello che abbiamo fatto l’avete visto e andiamo avanti su questa strada”, taglia corto Montani.

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