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Bper Banca giù dopo il rally, nessuna ipotesi di nuovi M&A all'orizzonte

Trimestrale sopra le attese e giudizi positivi degli analisti dopo i conti. Ma l'ad Piero Montani escluse nuove operazioni straordinarie

di Chiara Di Cristofaro

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Brusco scivolone per Banca Pop Er, sotto pressione a Piazza Affari dopo la trimestrale che ha visto utili superiori alle attese ma con le azioni che ripiegano dopo il recente rally e mentre si allontanano le ipotesi di nuove operazioni straordinarie. Nella seduta di venerdì Bper era salita del 9%, da metà ottobre il rialzo che ha portato il titolo a superare i 2 euro è stato di oltre il 30%. «La trimestrale ha superato le attese ed è stata approvata la scorsa settimana l'incorporazione di Carige - commenta un operatore - sono scattati un po' di realizzi sul titolo, gli acquisti si stanno spostando su altre banche».

A pesare sul titolo, osserva un altro operatore, è anche lo stop a ulteriori ipotesi di M&A, magari con Mps per creare il terzo polo bancario. L'ad Piero Montani, nel corso della call, ha sottolineato che «la banca nel giro di 15 mesi ha un po’ più che raddoppiato la sua posizione e triplicato le complessità, dovendo integrare complessivamente 8.400 persone. Oggi come oggi non dobbiamo guardare troppo avanti, dobbiamo guardarci in casa e sistemare quello che abbiamo».

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Bper ha chiuso il terzo trimestre con un utile contabile che è stato di 86,6 milioni, in calo del 6,2% rispetto a un anno prima ma al di sopra dei 76,4 milioni previsti dal consensus degli analisti. Nel periodo luglio-settembre Carige ha accusato una perdita di 3,5 milioni. L'utile di pertinenza della capogruppo è calato del 3,4% a 81,6 milioni. Equita, dopo i conti, ha migliorato del 9% il target price portandolo a 2,5 euro e sottolinea che «il titolo tratta a valutazioni compresse». Gli analisti confermano il giudizio hold «considerando le complessità che Bper dovrà affrontare nei prossimi anni, specialmente in relazione all`integrazione di Carige e delle iniziative di piano, in un contesto economico maggiormente sfidante». Anche Intermonte ha rivisto il target price a 2,3 euro da 2,05 e le stime 2022-2024 per incorporare il migliore trend dei ricavi e il costo del rischio inferiore. Le stime di utile per azione da qui al 2024 sono state riviste al rialzo: +48% per il 2022, +12% per il 2023 e +8% per il 2024. Il dividend yield è atteso inferiore ai peers. Anche per Intermonte, la raccomandazione resta «neutral».

Sul fronte dei conti, positivi i giudizi anche di Jefferies e di Ubs. Jefferies conferma il rating «buy» sul titolo e sottolinea che l'utile netto è risultato di circa il 30% superiore al consensus grazie alla migliore generazione di ricavi e al costo del rischio inferiore. Anche per Ubs il consiglio è di acquistare le azioni e il target price a 12 mesi è a 2,35 euro, con il titolo che è sottovalutato rispetto alle altre banche italiane.


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