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Bper in coda al Ftse Mib dopo piano, paga realizzi e tensione su titoli di Stato

Il titolo soffre la giornata negativa dei bancari, in particolare italiani e le vendite dopo il +28% messo a segno dal 9 maggio scorso

di Andrea Fontana

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le azioni Banca Pop Er sono colpite dalle vendite dopo la presentazione del piano industriale 2022-2025, ma più che da ragioni legate alle prospettive per il prossimo triennio la performance di Borsa soffre la giornata negativa dei bancari, in particolare italiani (-2,8% il Ftse Italia Banche e -1,4% il sottoindice Stoxx600), e i realizzi dopo il +28% messo a segno dal 9 maggio scorso (miglior titolo del Ftse Mib dopo Unicredit). Il titolo della banca perde il 5,3% ed è il peggiore del Ftse Mib mentre Banco Bpm, Unicredit e Intesa Sanpaolo arretrano di oltre il 3%.

Il piano Bper, che include Carige di cui la banca modenese ha appena assunto il controllo, stima di raggiungere un utile netto di 800 milioni di euro, dai 384 milioni del 2021, e di portare i proventi operativi netti da 3,38 miliardi a 4,37 miliardi con un incremento del margine di interesse e delle commissioni vicino al 4% annuo. Gli analisti di Bestinver evidenziano che il target dell'utile netto è da considerare aggressivo soprattutto se confrontato con una politica dei dividendi: Bper stima di distribuire entro il 2025 circa 1 miliardo di euro (cioè oltre un terzo della sua capitalizzazione di mercato) restituendo ai soci il 50% dell'utile netto al 2025. Un obiettivo ritenuto facilmente raggiungibile da Bestinver Per Equita Sim la politica dei dividendi annunciata è sostanzialmente nelle attese così come le stime dell'utile netto anche a fronte di target operativi migliori delle previsioni.

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Il piano prevede inoltre la cessione di asset non strategici per 500 milioni e la chiusura di 600 sportelli entro il 2024 (140 già realizzate): «E' piuttosto controintuitivo acquistare 382 sportelli Carige e nello stesso orizzonte di piano chiudere sportelli che rappresentano 1,5 volte la dimensione di Carige: ora capiamo, in altre parole, perché Bper ha comprato Carige», scrive Bestinver alludendo alla dote che l'acquisizione di Genova ha portato alla banca modenese derivante dai crediti fiscali e dal rafforzamento patrimoniale di Carige fatto dal Fitd pre cessione. Tale dote, secondo la casa di investimento, insieme ai proventi delle cessioni di asset servirà a finanziare la riduzione del numero degli sportelli.

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