LAVORO NERO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Braccianti e colf, regolarizzazione flop di italiani e comunitari: all’Inps arrivate solo 1.084 domande

Otto anni dopo l'ultima sanatoria, in piena pandemia, adesioni solo per gli extra-comunitari, con 220mila istanze gestite dal Viminale. Da italiani e cittadine Ue impegnati in agricoltura senza contratti regolari appena 44 domande, 277 per le badanti, 763 per le colf.

di Davide Colombo

default onloading pic

Otto anni dopo l'ultima sanatoria, in piena pandemia, adesioni solo per gli extra-comunitari, con 220mila istanze gestite dal Viminale. Da italiani e cittadine Ue impegnati in agricoltura senza contratti regolari appena 44 domande, 277 per le badanti, 763 per le colf.


3' di lettura

Chi pensava che la pandemia da coronavirus avrebbe spinto le regolarizzazioni dei rapporti di lavoro in agricoltura e nei servizi domestici, non foss'altro per agevolare il monitoraggio delle infezioni, si deve richiedere. Le domande sono arrivate quasi esclusivamente al Viminale per lavoratori extra-comunitari, mentre quelle giunte all'Inps per la sanatoria di italiani e cittadini comunitari sono state pochissime: 1084 in tutto. Appena 44 domande per i settori agricoltura, pesca e allevamento, 277 per le badanti, 763 per le colf. Per i non-comunitari sono state invece presentate in totale 207.500 istanze di regolarizzazione, di cui 176.800 per lavoro domestico e assistenza alla persona e 30.700 per lavoro subordinato in agricoltura. L'altro canale, relativo alle richieste di permesso temporaneo, è stato invece utilizzato da 13mila immigrati, portando così il totale complessivo delle istanze presentate da cittadini extra-Ue a 220.000.

La sfida non colta contro il caporalato

La regolarizzazione era stata disposta, non senza tensioni all'interno della maggioranza, con il dl Rilancio approvato a metà maggio e convertito in legge il 17 luglio. I termini per presentare le domande a Viminale e Inps scadevano il 15 agosto. Nell'annunciare la misura, prevista dall'articolo 103 del decreto, la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova, si commosse: «Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili - disse -. Lo Stato è più forte del caporalato». Purtroppo i numeri ci dicono che per gli italiani e i cittadini comunitari, che dal 2007 non hanno più bisogno del permesso di soggiorno per lavori stagionali nel nostro Paese, neanche questa emergenza è bastata per scalfire lo status quo.

Loading...

Interessi e strategie migratorie in campo
Secondo Salvatore Strozza, full professor of Demography all'Università di Napoli, «se i dati sulle domande presentate dai cittadini comunitari fossero confermati, bisognerà interrogarsi sul perché così pochi lavoratori hanno avanzato istanza di regolarizzazione. Perché la bilancia tra costi e benefici ha spinto nella direzione di non cogliere questa occasione da parte dei lavoratori e dei loro datori di lavoro. Interessi di questi ultimi e strategie migratorie dei primi potrebbero aver giocato un ruolo significativo». Da studioso delle migrazioni, ha appena un volume sul tema (Migration from the newly independent states, 25 years after the collapse of the USSR), Strozza dà una lettura comunque positiva: «Nel complesso la regolarizzazione va valutata in modo abbastanza positivo viste le 220 mila domande relative a lavoratori non UE irregolari, nonostante la procedura fosse circoscritta a soli tre settori. Senza dubbio sarebbe stato auspicabile l'ampliamento della stessa anche agli altri settori, quantomeno per motivi sanitari».

Gli invisibili con passaporto Ue restano invisibili
L'istanza di regolarizzazione era riservata a stranieri che avevano dichiarato la loro presenza in Italia prima del 8 marzo 2020, oppure a italiani o cittadini Ue con un “lavoro nero”. Per i datori che presentavano domanda era previsto il versamento di un contributo di 500 euro per ciascun lavoratore regolarizzato, oltre ad un contributo forfettario per le somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, in caso di presentazione di domanda volta all'emersione di un rapporto di lavoro irregolare, e un contributo di 130 euro per il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo. Non erano previsti incentivi per questa sanatoria, arrivata otto anni dopo l'ultima del 2012 (ne sono state fatte otto tra il 1986 e il 2012). Nella relazione tecnica del decreto Rilancio si ipotizzavano circa 220 mila le domande di regolarizzazione di lavoratori stranieri, tra braccianti, badanti e colf. Con un'entrata per le casse dello Stato di circa 94 milioni di euro. L'obiettivo è stato centrato ma il lavoro nero degli italiani e dei cittadini Ue nei tre settori a più elevato tasso di evasione contributiva e fiscale non è stato toccato. Gli invisibili con passaporto europeo sono rimasti invisibili.


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti