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Braccio di ferro Banco Bpm-Cattolica su jv, mercato teme lunga disputa legale

La compagnia veneta non ci sta ad uscire dalle joint venture Vera Vita e Vera Assicurazioni per 335 milioni: chiede fino a 500 milioni di danni

di Andrea Fontana

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(IMAGOECONOMICA)

La compagnia veneta non ci sta ad uscire dalle joint venture Vera Vita e Vera Assicurazioni per 335 milioni: chiede fino a 500 milioni di danni


2' di lettura

Gli operatori di Borsa temono una lunga disputa legale tra Cattolica Assicurazioni e Banco Bpm sulle joint venture di bancassicurazione e mettono pressione sul titolo dell'istituto bancario a cui la compagnia veneta intende chiedere danni fino a 500 milioni di euro.

L'alleanza su banca-assicurazione e la mossa di Piazza Meda

Sul listino milanese, le azioni Banco Bpm arretrano nella seduta del 23 dicembre - a fronte rialzo del Ftse Mib e del Ftse Italia Banche - mentre Cattolica guadagna. Il 15 dicembre Banco Bpm ha annunciato l'esercizio dell’opzione per acquisire la quota del 65% detenuta da Cattolica nelle joint venture Vera Vita e Vera Assicurazioni a un prezzo calcolato dalla banca in circa 335,7 milioni di euro: la motivazione alla base della decisione è stato il presunto "cambio di controllo" in Cattolica con l'ingresso di Assicurazioni Generali nell'azionariato, operazione sulla quale l'istituto di Piazza Meda ha lamentato di non aver avuto una corretta informazione in merito agli accordi industriali tra le due compagnie.

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Cattolica chiede danni fino a 500 milioni

Cattolica Assicurazioni ha replicato alla mossa del Banco e ha giudicato infondate le motivazioni addotte sia rigettando l'esistenza di un cambio di controllo sia sostenendo che l'opzione call non sia valida a valle della trasformazione di Cattolica in spa. La compagnia ha quantificato il danno in circa 500 milioni -cifra che comprende sia quanto pagato due anni fa per la partnership sia danni da mancato raggiungimento dei target e danni di immagine - e dato al Banco Bpm sette giorni per un chiarimento.

Il rischio dello scontro legale e le ragioni delle parti

"In attesa di conoscere gli sviluppi della situazione, riteniamo che l`avvio di un lungo contenzioso legale possa essere negativo per entrambe le società - commenta Equita Sim - Rimane da valutare la disponibilità di Banco Bpm di trovare un accordo sul prezzo delle quote delle jv con Cattolica". Sulla stessa linea Fidentiis secondo cui una soluzione dello scontro legale richiederà mesi: sui contenuti dello scontro, la casa di investimento ritiene "strano" che Generali abbia investito in Cattolica senza cercare di esercitare una qualche gestione sulla compagnia e che quindi una forma di controllo dovrà presto o tardi emergere; allo stesso tempo Fidentiis sottolinea che Banco Bpm abbia sottoperformato in termini di "net new money" nelle jv di bancaassicurazione e che quindi Cattolica possa avere margine per rinegoziare a proprio favore il prezzo della call.

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