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Bracco: «Uguaglianza di genere a beneficio di società e della crescita»

di Barbara Ganz

3' di lettura

Centoventuno membri - il 90% donne - rappresentanti di 74 imprese da 30 diversi Paesi: è l’Iniziativa speciale per l’Empowerment femminile, presieduta da Diana Bracco, che ha coinvolto istituzioni, parti sociali e organizzazioni di categoria, puntando ad un’azione intersettoriale sul futuro del lavoro e dell’istruzione per le donne di oggi e di domani.

Perché - ha ricordato Bracco - il post pandemia prevede un piano di rilancio nel quale le donne non possono essere lasciate indietro, e non per una generica questione di equità, ma di sostenibilità e prosperità. Le principali sfide dell’iniziativa comprendono l’aumentare la consapevolezza dell’importanza di un numero sempre maggiore di donne nel mercato del lavoro, soprattutto nei settori ad alto tasso di crescita; ripensare le politiche e le pratiche sui luoghi di lavoro per promuovere un’uguaglianza di genere anche a beneficio della società; ridurre le barriere che limitano la capacità delle donne di avanzare nei percorsi di carriera e assumere posizioni di leadership.

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E ieri il B20 – G20 Dialogue dell’Iniziativa Speciale sull’Empowerment Femminile (SIWE), realizzato in collaborazione con Accenture in qualità di knowledge partner, ha rappresentato un’occasione di confronto tra il B20 e la presidenza italiana del G20 in vista della Conferenza Internazionale sull’Empowerment Femminile del G20 prevista per il 26 agosto. Riportare un numero crescente di donne nel mercato del lavoro, abbattere le barriere culturali nell’accesso alla formazione STEM per le ragazze, raggiungere la parità di genere nelle posizioni che contano: sono solo alcuni degli obiettivi del Dialogo B20-G20 sul Women Empowerment, aperto da Emma Marcegaglia, presidente del B20, il principale engagement group del G20 espressione del mondo delle imprese a livello globale.

Durante la prima ondata della pandemia - ha ricordato Marcegaglia - l’occupazione femminile «si è ridotta di 2,2 milioni in tutta l’Unione europea e le donne hanno visto i lori guadagni diminuire di quasi due terzi più rapidamente degli uomini. Inoltre, pregiudizi e barriere culturali tengono ancora le donne fuori dai settori STEM: solo il 7% sceglie di studiare ingegneria, matematica, statistica e scienze naturali rispetto al 22% degli uomini, solo il 14% delle donne lavora nel cloud computing e il 32% si occupa di Intelligenza Artificiale». Anche la presenza di donne manager ha numeri molto bassi: nell’industria IT solo il 16% delle posizioni manageriali è femminile, percentuale che scende al 3% nel ruolo di ceo.

Al Dialogo, che ha l’obiettivo di presentare le linee guida delle raccomandazioni sviluppate in questi mesi dall’iniziativa speciale del B20, per essere consegnate ai governi del G20 e pubblicate il prossimo ottobre al termine del summit finale del B20, sono intervenute anche Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità e la Famiglia; Maria Cristina Messa, ministro per l’Università e la Ricerca (in versione ologramma), Stefano Scarpetta, direttore Occupazione, Lavoro e Affari sociali OECD; Shinta Kamdani, Chair del B20 Indonesia e Julie Sweet, ceo di Accenture, che ha ribadito come «questo è il momento per i leader di essere coraggiosi, agire in fretta e focalizzarsi sull’importanza del sostegno, assicurandosi che gli organi di governo del G20 apportino cambiamenti legislativi, culturali e finanziari in grado di creare una trasformazione positiva e duratura per le donne di tutto il mondo».

«La chiave per vincere la sfida è puntare sulle competenze, sul merito e sulle skill», ha detto spiega Diana Bracco. «Il nostro Policy Paper ha identificato numerose raccomandazioni strategiche sulla parità di genere e l’inclusione a partire da tre parole chiave: Include - Più donne nella forza lavoro in settori STEM e nella Ricerca e gender balance; Reimagine – Gender equity, parità fra lavoro retribuito e accudimento/assistenza domestica e Grow – Facilitare la leadership femminile nel mondo del business. Per concretizzare queste raccomandazioni, il Policy Paper stabilisce tre indicatori numerici per misurare, Paese per Paese, i progressi raggiunti entro il 2024».

I Paesi del G20 sono stati suddivisi in quattro gruppi, a partire dalla rispettiva situazione in termini di Women Empowerment. Secondo questa logica, la forza lavoro femminile dei paesi che performano meglio dovrebbe crescere dal 76,4% all’81,1% entro il 2024, mentre i low performer dovranno impegnarsi per maturare una crescita dal 52,4% al 66,5%. La situazione è simile per quanto riguarda l’obiettivo di costruire una società più inclusiva: Il Policy Paper fotografa il gender gap relativo al lavoro di assistenza e accudimento non retribuito. L’ultima fotografia è quella relativa alla leadership femminile: si chiede ai Paesi del G20 di aumentare la presenza femminile in ruoli di leadership. Il Dialogue che si è tenuto ieri anticipa la “International Conference on Women Empowerment” del G20 in programma il 26 agosto a Santa Margherita Ligure alla presenza dei ministri delle Pari opportunità.

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