in fiera a bruxelles

BRAFA convince l’offerta di cross collecting: vende e attrae 66mila visitatori

di Maria Adelaide Marchesoni

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Paul Delvaux (Antheit 1897-1994 Veurne), Le Balcon, 1948,Courtesy: Stern Pissarro Gallery


5' di lettura

Si è chiusa ieri a Bruxelles la 64ª edizione di BRAFA (26 gennaio-3 febbraio, Tour & Taxis) con oltre 66mila visitatori superando il numero dell'anno scorso e confermando le attese degli organizzatori. Ad aprire questa edizione e ad accogliere, giornalisti e VIP il duo Gilbert&George che per l'occasione ha improvvisato Underneath the Archesin ricordo della famosa Singing Sculpture (1969). Non solo, con il tono ironico che li caratterizza hanno registrato un video su YouTube che esprime il rapporto privilegiato che i due artisti hanno con il Belgio, “i cui collezionisti sono i migliori”.
E la fiera, a questi meravigliosi collezionisti, offre tutte le tipologie di collectible, dalle antichità e sculture medievali all'Art Deco, al fumetto, all'arte contemporanea, una gamma di oggetti d'arte che favorisce un delicato equilibrio tra lo storico e il contemporaneo.
BRAFA è una delle cinque fiere più importanti del settore dell'arte e dell'antiquariato, ma a differenza di TEFAF (prossimamente dal 16 al 24 marzo, Maastricht), questa fiera non limita le gallerie per specialità, ma offre opere d'arte anche accessibili, specialmente per giovani collezionisti, senza abbassare il livello qualitativo e il vetting sull’autenticità che viene controllato rigorosamente da 100 esperti.

Gilbert & George, Teacher Straight, 2011, Courtesy Gilbert & George, White Cube and Albert Baronian

Il fondatore di Bowman Sculpture , galleria londinese specializzata in opere del XIX e XX secolo tra le prime al mondo, alla domanda per quale motivo partecipa al Tefaf e a BRAFA, risponde che è entusiasta quando può incontrare in fiera giovani collezionisti alla ricerca di opere che presentano un range di prezzo compreso tra 10mila e 100mila euro. In esposizione nello stand vi sono, infatti, opere con un livello di prezzo che non sarebbe possibile esporre a Maastricht. Ecco qualche esempio: Emily Young, (“Onyx Torso I”, 2016, 9.000 euro), Auguste Rodin (“Masculine Torso”, cast 1963, 195.000 euro) e Marino Marini (“Piccolo cavallo”, bronzo patinato rifinito a mano, circa 1950, parte di un'edizione di 6, 1,5 milioni di euro).

Marino Marini (Pistoia 1901-1980 Viareggio), Piccolo Cavallo, 1950, Courtesy: BOWMAN SCULPTURE

Un'altra differenza rispetto a fiere simili, come ad esempio Masterpiece London (27 giugno - 03 luglio 2019), è il costo di partecipazione che, come dichiarano i galleristi è di gran lunga inferiore e si aggira fra 30.000 e 40.000 euro.
Alla 64ª edizione hanno partecipato 133 gallerie, di cui il 40% provenienti dal Belgio e il 60% internazionali, per un totale di 15mila oggetti esposti. Sedici le new entry provenienti da tutta Europa tra cui Cortesi Gallery (Londra, Lugano, Milano) che ha dichiarato grande soddisfazione per l'ottima organizzazione dell'evento, ha realizzato diverse vendite e nuovi incontri molto promettenti. Nello stand esponeva oltre a Agostino Bonalumi, Enrico Castellani lavori del pittore belga Walter Leblanc e opere storiche dell'olandese Herman de Vries, 87 anni, (range di prezzo da 20 a 90mila euro) tra cui “V72-1425” (1972; 90.000 €) e Earth Ceylon (2018; 20.000 €). Dall'Italia per la prima volta a Bruxelles, Sandro Morelli galleria specializzata in alta epoca, scultura medievale ha proposto una croce di bronzo dorato del XII secolo, di fattura toscana, e un altorilievo di «Madonna con Bambino» della bottega di Lorenzo Ghiberti (Firenze, 1420-30 ca).
L'aspetto che, invece, alcuni galleristi lamentano è la durata della fiera: troppo lunga in quanto gli affari si fanno nei primi tre giorni di apertura, solo su invito, mentre durante la settimana l'affluenza si riduce drasticamente per poi riprendere nell'ultimo fine settimana. «Per gli affari i tre giorni di preview e il primo weekend di apertura sono determinanti» spiega Roberta Tagliavini e il figlio Mattia Martinelli proprietari della galleria Robertaebasta (Milano, Londra) che partecipa alla fiera da sei anni e dichiara che i primi successi di vendita sono arrivati dopo i primi tre anni. Per Bruxelles la galleria ha selezionato un mix di opere del XX secolo e tra questi un olio di Manolo Valdés Due coni gelato al cioccolato e un mobile bar di Osvaldo Borsani per l'Atelier Varedo, pezzo unico del 1945 circa (38.000 euro) e ha trovato un acquirente nella prima serata la libreria Suvretta disegnata da Ettore Sottsass per Memphis Milano.

Le vendite. Theatrum Mundi , la galleria wunderkammer di Luca Cableri (Arezzo), ha raccolto un grandissimo interesse da parte dei collezionisti fiamminghi, ha concluso molte trattative tra cui la vendita del costume di Batman (busto e maschera, 70.000 euro) indossato da Val Kilmer in «Batman Forever» di Joel Schumacher (1995), il disegno originale di Georges Méliès per il film Le Voyage dans la lune del 1902 (25.000 euro) e la fotografia originale della NASA (20.000 euro). Chi sono i collezionisti? Privati con un'età compresa tra 40 e 50 anni.
Chiale Fine Arts (Racconigi) dal 2018 ha aperto una nuova galleria a Bruxelles dove sono esposte sculture antiche, old master, mobili di ebanisteria internazionale e oggetti d'arte fra i quali scatole laccate e microsculture in legno. Sono cinque anni che espone al BRAFA e la partecipazione di quest'anno è ancora più strategica per promuovere la nuova galleria situata nel quartiere di Sablon a Bruxelles. Nello stand una coppia di candelabri in pino dorato e dipinto di Napoli, scolpiti a forma di angeli e risalenti alla fine del XVI secolo, insieme a un inizio del XVI secolo scultura in pietra calcarea di San Sebastiano legata a un tronco d'albero, attribuita al Maestro di Chaource (Jacques Bachot) del valore di 80mila euro.
Per quanto riguarda gli altri dealer Galerie Pentcheff ha venduto la “Natura morta con fichi” di Pablo Picasso, mentre Charly Bailly (Ginevra, Parigi) ha concluso la vendita di tre opere di valore superiore a 200.000 euro e altre tre sopra 100.000 euro a collezionisti russi, svizzeri, belgi, olandesi e cinesi.
Galleria Tamenaga (Parigi, Tokyo, Osaka) ha venduto ben sette dipinti di Takehiko Sugawara (9-35.000 euro), due di Tom Christopher (16 e 45.000 euro) e uno di Kyosuke Tchinai.
Ottimi risultati per le gallerie che esponevano pittori belgi (Paul Delvaux, Léon Spilliaert, Pierre Alechinsky, Fernand Khnopff, James Ensor, Rik Wouters, Gustave Vande Woestyne e Valerius de Saedeleer): Harold t'Kint de Roodenbeke , Jos Jamar, Francis Maere Fine Arts e Seghers.
Heritage Gallery (Mosca), new entry, specialista in design sovietico ha riscosso grande interesse con l'Art Deco sovietica e ha venduto un tavolo rotondo con falce e martello disegnato per il governo russo nel 1930. Galerie Von Vertes (Zurigo), anch'essa alla prima esperienza al BRAFA esponeva di George Condo “Rescue Scene”, 1998, (prezzo 650.000 euro) e di Gerhard Richter “Untitled”, 1983 (1,7 milioni di euro).
Infine, Galerie Vrouyr (Antwerp), famiglia armena che dal 1917, da quattro generazioni vende meravigliosi tappeti orientali fatti a mano antichi e moderni, persiane, cinesi, caucasici ha venduto un grande tappeto americano degli anni '30 (306 x 430 cm., prezzo 22.500 euro).

Curiosità. Per celebrare il centenario ROCAD.be, la Royal Chamber of Art Dealers (ex Chambre Royale des Antiquaires et Négociants en Œuvres d'Art de Belgique) ha esposto in fiera più di 40 capolavori iconici venduti da membri dell'associazione professionale belga a collezionisti e musei principalmente del paese. Tra le opere esposte, che sono state assicurate per 20 milioni di euro, due opere di René Magritte (1898-1967), un Bodhissatva cinese del VI secolo d.C., una rarissima statua di Djenné in terracotta proveniente dal Mali, n bel servizio “aux oiseaux de Buffon” della Manifattura di Tournai, Belgio XVIII secolo. Da Gallery Sofie Van de Velde (Antwerpen) il busto in gesso dipinto da Frida Kahlo, decorato con la falce e martello e un bambino attaccato al cordone ombelicale, risalente al 1950 (stima 2 milioni di euro), e di Paul Delvaux la tela “Le Balcon”, 1948 (3 milioni di euro) visibile per la prima volta dopo 30 anni da Stern Pissarro Gallery (Londra).

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