Bruxelles

Brafa, decana tra le fiere europee si distingue per eclettismo e qualità

La fiera di arte e antiquariato giunge alla sua 65ª edizione con un pubblico in crescita e con sempre più attenzione al livello delle opere esposte

di Nicola Zanella

4' di lettura

Brafa la fiera di arte e antiquariato di Bruxelles celebra dal 23 gennaio al 2 febbraio la sua 65ª edizione. Fondata nel 1956 da un gruppo di antiquari belgi è la decana tra le fiere di settore. Come da consuetudine l'offerta è particolarmente eclettica spaziando dall'archeologia greco-romana all'arte contemporanea con tutto quello che nel mezzo può esistere e assecondando in particolare la vocazione di Bruxelles verso l'arte africana ed etnica in generale.

Il modello
Tra i 133 espositori 50 sono i belgi e gli altri provenienti da 13 nazioni differenti. Le peculiarità di Brafa è di far capo ad un'associazione no-profit, chiaramente questo porta a reinvestire anno su anno i profitti dell'edizione precedente garantendone una crescita continua senza dispersioni di budget a favore degli azionisti. Brafa è oggettivamente una fiera in crescita a partire dal numero dei visitatori, come certificato dall'Art Basel and UBS Global art Market Report , si è passati infatti dai 48.000 visitatori del 2013 ai 66.000 del 2019, il dato per il 2020 chiaramente non è ancora definitivo ma i risultati parziali sembrano confermare il trend di crescita. Un incremento superiore al 30% nel numero di visitatori è stato accompagnato ad una crescita di soli tre espositori nel range temporale in esame, a testimonianza dell'attenzione da parte della fiera alla qualità e alla soddisfazione delle gallerie partecipanti.
Per garantire il valore e l'autenticità delle opere esposte Brafa ha arruolato un centinaio di esperti, nei vari settori merceologici, un vetting committee, che prima dell'apertura passa al vaglio tutte le opere esposte, quelle non idonee per qualità, autenticità o per ragioni etiche vengono fatte rimuovere. Brafa quindi va oltre l'essere un mero contenitore ma funge da garante certificando i lavori esposti, creando così le condizioni migliori per l'acquisto da parte dei collezionisti. Questa attenzione sembra premiare e nelle ultime edizioni il tasso di ritorno, anno su anno, tra le gallerie sfiora infatti l'85%.

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Brafa sorprende con oggetti esclusivi

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La fiera
Brafa è una fiera estremamente scenografica, e le immagini della gallery ne raccontano l'essenza meglio delle parole scritte. Camerieri che non lesinano champagne e foie gras si aggirano per i corridoi il giorno dell'opening e una moquette fantasiosa progettata dagli studenti dell'accademia La.Cambre ne ricopre la superficie espositiva; il contenuto come detto è di alto livello e rivolto ad un collezionismo colto e di alta fascia, quello che dopo la crisi ha resistito meglio al crollo del mercato dell'antiquariato. Ma fondamentale è anche il contenitore, allestimenti lussuosi che strizzano l'occhio soprattutto a buyer ultra-ricchi a caccia di rarità e pezzi di valore a prescindere da una particolare linea collezionistica.

In galleria
Tra le 133 gallerie presenti una decina le italiane, con una proposta molto eterogenea tra loro; ad esempio la galleria milanese Dalton Somarè specializzata in antiquariato tanto africano quanto asiatico, nei primi giorni di fiera ha venduto anche una rarissima scultura bi-fronte del XIX secolo di provenienza Kota (Gabon). Una figura guardiana dei reliquari di cui sono rimaste sicuramente meno di 100 esemplari e che già nella Parigi di inizio '900, in pieno fermento per l'arte africana, erano richiestissimi. Questo tipo di manufatti hanno un prezzo di mercato a partire dai 100.000 euro. Molto soddisfatta anche la Gioielleria Nardi di Venezia, fondata nel 1928 che ha piazzato 4-5 pezzi importanti così come Theatrum Mundi di Arezzo che in una fiera eclettica come Brafa spicca comunque per eclettismo, nel suo stand convivono una stele egizia del 1200 A.C circa, e la testa di un Eurhinosaurus longirostris, ossia un dinosauro vissuto più di 175 milioni di anni fa, ma soprattutto il più grande asteroide marziano attualmente sul mercato ritrovato nel deserto libico nel 1997 che ha un peso di quasi 2kg. Il prezzo di un milione di euro lo pone tra i pezzi più cari della fiera, e la galleria è in piena trattativa con collezioni belghe e americane per la vendita. Non manca l'arte moderna e contemporanea con Cortesi e il design del '900 con Robertaebasta . Prima partecipazione a Brafa per la Galleria romana W. Apolloni , fondata nel 1929 e arrivata alla terza generazione che si dice soddisfatta per i contatti fatti e per la competenza del pubblico, tra i pezzi esposti spicca un salotto di fine settecento decorato in stile neo egizio di provenienza piemontese, proposto a 600.000 euro.

Il confronto
Il metro di paragone per Brafa non può che essere Tefaf , una piccola Tefaf a cui mancano gli stormi di jet privati che scaricano in continuazione grandi collezionisti americani, non così numerosi poi i capolavori esposti con prezzi a nove zeri, ma la qualità è comunque molto alta e certificata, il management ha le idee chiare e non punta ad una crescita scriteriata ma al continuo miglioramento e dice di avere tra gli obiettivi per i prossimi cinque anni quello di aumentare soprattutto la presenza di musei internazionali tra gli acquirenti, che comunque non mancano: 65 edizioni e molto ottimismo nel futuro.

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