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Brafa inaugura la stagione delle fiere d’antiquariato

Dopo un'edizione online torna in presenza in un'insolita data estiva, per fronteggiare la concorrenza con altri giganti del settore si punta su un'offerta varia ed eclettica, che ha portato a buone vendite in vari settori

di Nicola Zanella

Lucio Fontana, Concetto Spaziale Attese, olio su tela 130 x97cm, galleria de Jonckheere Fne Art, in vendita a 2,5 milioni di euro

4' di lettura

A differenza delle fiere d'arte contemporanea che hanno ripreso ormai da più di un anno la loro corsa, le fiere d'arte antica e antiquariato in Europa hanno avuto uno stop molto più lungo e solo in questo mese di giugno tornano in presenza. Ad aprire le danze è Brafa, organizzata dall'associazione degli antiquari belgi e giunta alla sua 67ª edizione (dal 16 al 18 giugno). Gli espositori sono 115, in calo di circa il 10% rispetto all'edizione del 2020, in uno sguardo d'insieme le assenze si contano soprattutto tra le gallerie di arte antica europea di prima fascia impegnate a Tefaf a partire dal 23 giugno e quelle inglesi, sia per i problemi legati all'import-export che alla concomitanza con la fiera Masterpiece a Londra (30 giugno-6 luglio) che si annuncia decisamente autarchica.

Maschera Funeraria del popolo Punu, Gabon. in vendita a 85.000 euro alla galleria Dalton Somarè di Milano

Come sempre Brafa, sceglie un approccio scenografico, in cui l'intrattenimento e l'esperienza sono parte fondamentale della fiera, l'aspetto sensoriale vale tanto o forse di più di quello intellettuale. Quest'anno la tradizionale moquette che ricopre i padiglioni, e che in qualche modo trasporta i visitatori in un universo parallelo non è stata affidata agli studenti dell'accademia di belle arti di Brussels come da tradizione ma ad Arne Quinze. Il pittore astratto di base a Gant era presente anche nello stand di Maruani Mercier e già all'opening ha capitalizzato al meglio la visibilità offerta dalla fiera vendendo ben 14 tele, con prezzi molto alti tra i 60.000 e i 100.000 euro.
Per quanto le gallerie estere siano in maggioranza, Brafa ha un'anima fortemente belga e dai collezionisti belgi è fortemente sostenuta, tra gli stand si possono notare le radici culturali del paese ospitante: lo slalom è spesso tra l'arte etnica, soprattutto africana, retaggio del passato coloniale, di cui Brussels è uno degli hub principali di mercato e dipinti di visioni bucoliche, paesaggi campestri e soggetti con animali, memorie della storia contadina.

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Le fiere di arte antica in generale e Brafa in particolare offrono un excursus sulle infinite forme che può assumere il collezionismo, quasi fosse una “parafilia” in cui l'oggetto del desiderio non pone limiti all'immaginazione. E così la narrazione di Brafa è tanto più realistica quanto più è varia e frammentata, facendo dell'ecletticità il suo tratto distintivo e di forza a livello commerciale, in questo giugno che per necessità si è trovato saturo di eventi fieristici

Emile Claus (1849-1924), Mucche nel prato, olio su tela, 65 x 92, in vendita per 90.000 alla galleria Jan Muller. euro soggetto molto tipico nella pittura fiamminga ed olandese a cui neanche Vincent Van Gogh ha saputo sottrarsi

Le maschere

Arte etnica dicevamo, in particolare africana, in questo segmento uno degli esponenti più autorevoli è la galleria milanese Dalton Somarè che a Brafa ha portato vari esempi primari di sculture e maschere rituali e funerarie, fondamentali per ispirare Braque e Picasso nel loro periodo cubista e traghettare la storia dell'arte verso la modernità. Tra queste spiccano una maschera del popolo Punu, dalle sembianze quasi giapponesi in vendita a 85.000 euro, presenti in stand anche le “figure guardiane” dei Kota (Gabon), una di queste sculture dal forte valore rituale è stata venduta per 70.000 euro.

I paesaggi

Se il colonialismo è una delle macchie della storia belga dall'altro lato c'è il passato contadino, visto con nostalgia, che è rappresentato da milioni di dipinti, a spiccare in questa soggettistica tradizionale è Emile Claus (1849-1924), i suoi paesaggi bucolici ed agresti, sono i vendita da Jan Muller, un quadro “Mucche al pascolo” è offerto a 90.000 euro, un soggetto che neppure Vincent van Gogh si è potuto esimere dal dipingere (Le mucche, 1890).

Fondamentale per capire e godersi Brafa è saltare di palo in frasca ed eccoci quindi di nuovo all'arte etnica questa volta asiatica e qui è Parigi ad essere tra gli hub più rilevanti; nell’elegantissimo stand della galleria Hioco tra i pezzi più significativi c'è in vendita per 65.000 euro una statua votiva del X secolo, raffigurante la divinità indù Shiva proveniente dal nord dell'India; molte le vendite in questa nicchia di mercato, a testimoniarne la vivacità. Ma come detto, in questa fiera non ci sono limiti geografici e un'intera collezione di oggetti archeologici provenienti dall'Isola di Papua è stata venduta ad un solo acquirente dal mercante Serge Schoffel a 50.000 euro

Scultura raffigurante il Dio indiano Shiva, India del nord, X secolo D.C, in vendita alla Galerie Hioco di Parigi

Alla galleria de Jonkhere spicca un quadro di Lucio Fontana, un concetto spaziale giallo di tre tagli del 1960, poco comune e tipico del periodo in cui l’artista ha lavorato in Svezia; invece tra gli espositori, specializzati in arti applicate, in particolare la gioielleria, si distingue Epoque Fine Jewels di Brussels: eccezionale il ciondolo disegnato da Lluis Masriera i Roses grande esponente dell'Art Nouveau spagnola e coevo di Gaudì, in vendita per svariate migliaia di euro.

Come dicevamo le vie del collezionismo sono infinite e tra gli oggetti più emblematici spicca un copricapo degli indiani d'America di inizio ‘900 perfettamente conservato, in vendita a 35.000 euro da Finch & Co.Tra gli stand, c'è da imparare anche sulla storia dell'arte nostrana e grande attenzione sta riscuotendo la pittrice bolognese Elisabetta Sirani (1638-1665), eroina tragica la cui biografia si conclude a soli 27 anni per un probabile avvelenamento. Nota appunto più per le drammatiche vicende della sua vita, solo negli ultimi anni sta riscuotendo un grande successo a livello di critica, preludio indispensabile al riconoscimento commerciale. Un suo quadro, “Davide con la testa di Golia” è in vendita per 200.000 euro da Gianmarco Capuzzo Fine Art, dealer italiano di base a Londra.

Una collana disegnata da Lluis Masriera i Roses nei primi anni del ’900 in stile art nouveau, in vendita da Epoque Fine Jewels

Contemporaneo e design

Tra le proposte più contemporanee spicca Messen de Clerq di Brussels e tra i suoi artisti il giovane Nicolas Lamas, artista peruviano che con la sua scultura composta da una maschera africana coperta da un elmetto da scherma sembra quasi parafrasare in un cortocircuito contemporaneo l'offerta della fiera, la richiesta per quest'opera è di 7.500 euro. E in tutto ciò non può mancare il design, rappresentato anche da gallerie italiane, come Robertaebasta di Milano, in questo turbinio di visioni chi non vuole fermarsi e riposare su una poltrona Proust di Mendini? Che per 16.000 euro può rallegrare il proprio salotto.Tra le vendite più importanti c'è da segnalare il cristo ligneo, opera dello scultore fiammingo Jan III van Doorne (1616-1663) acquisito dal Rijksmuseum di Amsterdam presso la galleria Van Wanroij. Soggetto cristologico molto apprezzato anche alla galleria Chiale con tre sculture vendute il primo giorno. Uscire da Brafa è come chiudere un'enciclopedia, da sfogliare rigorosamente a caso.

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