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Brembo: -10,7% utili 9 mesi, in lieve calo i volumi per l’intero anno

La società prevede di chiudere l’esercizio con volumi in lieve calo rispetto all'anno precedente e di poter mantenere una redditività in linea con il 2018»

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Il Cda di Bremboha approvato i conti al 30 settembre che hanno visto i ricavi consolidati calare dell’1,4% a 1,971 miliardi di euro, -0,9% a perimetro costante. La società spiega che a partire dal 30 giugno, Brembo ha deciso di cessare la propria attività industriale nell'impianto di Buenos Aires, cui seguirà la liquidazione della società Brembo Argentina S.A. «La decisione di Brembo - si spiega in un comunicato - è legata all'impossibilità di dare impulso a nuovi progetti a causa del forte calo del mercato automotive argentino e alle sue poco rassicuranti prospettive di ripresa, da cui consegue la decisione da parte dei principali produttori locali di rinunciare a progetti industriali e all'uscita di nuovi modelli».

In applicazione del principio contabile internazionale Ifrs 5 sono stati pertanto stornati i ricavi e i costi della società argentina dei primi nove mesi del 2019. Il risultato negativo dell'attività operativa ordinaria dell'azienda al 30 settembre 2019, nonché la stima dei costi connessi alla dismissione, sono stati riclassificati nella voce di conto economico «risultato derivante da attività operative cessate» e ammontano a 6,6 milioni di euro. Il margine operativo netto è stato pari a 249,2 milioni (12,6% dei ricavi), in calo del 6,6% rispetto all'analogo periodo del 2018 mentre l'utile netto è sceso del 10,7% a 176,1 milioni.

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Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile della gestione, «stante il permanere delle incertezze legate al settore automotive, Brembo ritiene di chiudere l’esercizio con volumi in lieve calo rispetto all'anno precedente e di poter mantenere una redditività in linea con il 2018».

«I risultati del terzo trimestre 2019 approvati oggi dal Cda - ha dichiarato il presidente Alberto Bombassei - dimostrano, a fronte del perdurare di una situazione di grande incertezza del mercato automotive globale, la capacità dell'Azienda di gestire efficacemente le proprie strategie a lungo termine e registrare performance che, seppur in leggero calo, restano superiori alla media del mercato di riferimento. Buoni segnali vengono dai business della moto, della performance e dell'aftermarket, grazie ad un portafoglio prodotti in continua evoluzione per ciascuno di questi settori. È importante evidenziare, specialmente in questo contesto, la buona tenuta dei margini».

L'indebitamento netto al 30 settembre 2019 si attesta a 414,5 milioni. A parità di principi contabili applicati, precisa l'azienda, sarebbe 239,3 milioni, in calo di 1,4 milioni rispetto al 30settembre 2018 (240,7 milioni).

«È un'intera stagione complessa per l'automotive. Le tecnologie dell'auto - ha commentato il vice presidente esecutivo Matteo Tiraboschi - stanno cambiando velocemente. Questo crea sicuramente delle grandi opportunità nel lungo periodo ma nel breve, a causa della poca chiarezza per il consumatore finale, pesa sull'immatricolato. In un contesto dove il mercato scende del 7-8 per cento però, noi tutto sommato abbiamo una contrazione del volume che è veramente molto marginale e dettata dal cambio di perimetro e del mix».

«A parità e omogeneità di business avremmo dei ricavi in linea con quelli del 2018 - ha evidenziato Tiraboschi -. Brembo è un'azienda resiliente rispetto al mercato perché andiamo a prendere le fasce alte, un mercato di nicchia rispetto a quello tradizionale Non è banale che in una fase di mercato non positiva la nostra redditività sia invariata: abbiamo un'ebitda un punto percentuale superiore a quello dell'anno scorso. Il margine al 20% è un indicatore di robustezza del business che Brembo ha acquisito negli ultimi anni».

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