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Brembo, l’ondata di profit warning dell’auto non frena le stime

di Monica D'Ascenzo


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(Reuters)

2' di lettura

Risultati migliori del consensus degli analisti per Brembo nel primo semestre dell’anno ma al mercato non basta. A Piazza Affari le azioni hanno chiuso le contrattazioni con un calo del 2,41% terminando la seduta a 11,75 euro, nella giornata dei conti e della conference call. A pesare sul titolo le incertezze del comparto auto, nonostante la schiarita sul fronte dazi. D’altra parte nei giorni scorsi i colossi Hyundai, General Motor, Ford e Fca hanno lanciato dei profit warning sui conti dell’intero esercizio, rivedendo le stime al ribasso.

La società del chilometro rosso, che fa capo alla famiglia Bombassei con il 53,52%, ha annunciato di avere chiuso il primo semestre con ricavi netti per 1,3 miliardi, in crescita del 6,1% rispetto al primo semestre dell'anno precedente. A cambi costanti, il fatturato è salito del 10,1%, mentre il margine operativo lordo (Ebitda) è stato pari a 259,9 milioni (+1,7%), mentre l’utile netto si è attestato a 140,1 milioni, in aumento del 2,5 per cento.«In un mercato dell’automotive piatto, la crescita organica dei ricavi di Brembo è stata del 10%. Perdiamo un 4% per l’effetto cambi. Positiva anche la generazione di cassa alla luce di investimenti per 121 milioni, dividendi per 71,5 milioni e 30 milioni di tasse e oneri vari», commenta il vice-presidente Esecutivo Matteo Tiraboschi.

In miglioramento anche l’indebitamento netto al 30 giugno 2018 pari a 263,1 milioni, in calo di 12,6 milioni rispetto al 31 marzo 2018. «L’andamento della prima metà dell’anno ci fa ben sperare per l’intero esercizio. Confermiamo le stime di una crescita del fatturato di circa l’8% a cambi correnti e di un Ebitda al 19,5%. Si tratta di un risultato importante considerata la nuova apertura di tre stabilimenti in Messico, Polonia e Cina. Le efficienze del sistema industriale di Brembo, infatti, permettono di compensare i costi dei nuovi stabilimenti con performance in miglioramento degli stabilimenti esistenti», spiega Tiraboschi.

Il gruppo indica che gli ordini in portafoglio confermano per la restante parte dell’anno una crescita in linea con quanto sin qui evidenziato, seppure in un contesto valutario ancora piuttosto volatile. La società continua a monitorare con attenzione le vendite verso i principali clienti, così come l’evolversi delle tensioni commerciali e geopolitiche a livello internazionale. «Le ultime dichiarazioni politiche relative ai dazi sul settore automotive fanno prevedere che la misura venga meno. Nel caso in cui, però, dovessero esserci novità a riguardo e di conseguenza le case automobilistiche decidessero di spostare la produzione, saremmo in grado di servirle nel Paese scelto considerata la nostra presenza con la produzione a livello internazionale», sottolinea Tiraboschi.

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