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Brembo, in 9 mesi i volumi 2021. Acconto cedole da Terna e Mediolanum

Mercoledì ricco di trimestrali per Piazza Affari

di Redazione Finanza

(Adobe Stock)

5' di lettura

Acea chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di gruppo a 257,4 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto allo scorso anno (248,6 milioni), ricavi consolidati per 3.793,8 milioni di euro, in rialzo del 37,2% rispetto al corrispondente periodo del 2021. L’Ebitda consolidato è in crescita da 930,2 milioni di euro del 30 settembre 2021 a 1.002,3 milioni al 30 settembre 2022, registrando una crescita del 7,8% e un Ebit di 485 milioni di euro (+5%).

Lo rende noto il gruppo dopo il Cda, che conferma la guidance per il 2022 a livello di Ebitda e investimenti mentre rivede quella sull'indebitamento finanziario netto. Per l’Ebitda è stimata una crescita del +4%/+6% rispetto al 2021, con investimenti sostanzialmente in linea con il 2021 al netto degli effetti del DL 50/22 (931 milioni al 31/12/2021). ’indebitamento finanziario netto - che al 30 settembre era di 4,393 miliardi - viene stimato a fine anno compreso tra 4,4 e 4,5 miliardi di Euro (precedente guidance 4,2/4,3 miliardi di Euro) per via del contesto determinato dallo scenario energetico. Nei primi nove mesi gli investimenti sono stati pari a 700 milioni di Euro (+5% rispetto ai nove mesi del 2021).

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Per Hera 463 milioni di investimenti (+23%)

Il cda di Hera ha approvato i conti dei nove mesi che vedono un margine operativo lordo a 875 milioni (+2,4%), un risultato netto a 248 milioni (-5,6%) e un indebitamento finanziario netto a 4,489 miliardi, con un rapporto rispetto al mol di 3,62 volte. Gli investimenti sono in crescita a 463 milioni (+22,8%) mentre i ricavi sono stati pari a 14,32 miliardi, in forte rialzo (+122,9%) per l’effetto del caro commodity. «Nonostante la complessità dello scenario esterno, la relazione trimestrale al 30 settembre 2022 evidenzia un margine operativo lordo in crescita rispetto al 2021. Il modello industriale multibusiness, bilanciato tra crescita interna e M&A, e la solidità patrimoniale e finanziaria del gruppo hanno consentito di cogliere le opportunità strategiche del mercato, pur mantenendo basso il profilo di rischio, e di confermare la generazione di valore per tutti gli stakeholder, con azioni di sostegno anche per i clienti in difficoltà», sottolinea una nota.

Investimenti Terna sopra il miliardo nei primi nove mesi

Terna arriva al test dei nove mesi superando l’asticella di un miliardo per gli investimenti che salgono del 12% rispetto allo stesso periodo del 2021 (oltre 372 milioni di euro solo nel trimestre). In crescita risultano poi l’utile netto (+1,1%), a quota 586,9 milioni, l’ebitda (+3,5%) che tocca gli 1,4 miliardi, e l’ebit, in rialzo del 2,6%, a 896,3 milioni. Bene anche la dinamica del debito che scende a 8,6 miliardi rispetto ai 10 miliardi circa di fine 2021 per effetto dell’emissione ibrida green da 1 miliardo, effettuata a febbraio, e del miglioramento del circolante del periodo.

Risultati positivi che consentono al gruppo guidato da Stefano Donnarumma di migliorare la guidance del 2022 con un ebitda atteso a 2 miliardi di euro e un Eps (l’utile per azione) pari a 0,42 euro. Quanto al dividendo, insieme all’ok ai conti, dal cda è arrivato anche il via libera alla distribuzione di un acconto di 10,61 centesimi, in crescita dell’8% rispetto all’esercizio precedente e in linea con la politica dei dividendi contenuta nell’ultimo piano industriale. «In linea con la sua missione nel corso degli ultimi mesi, Terna, per aumentare sempre più l’efficienza e l’affidabilità del nostro sistema elettrico, ha impresso un ulteriore impulso agli investimenti che, per la prima volta nella storia del gruppo, hanno superato il miliardo di euro nei primi nove mesi».

L’utile Brembo balza del 39%

Nei primi nove mesi del 2022 Brembo ha messo a segno un utile netto di 234,8 milioni, in rialzo del 39,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con ricavi in aumento del 33,6% a 2,728 miliardi (+23,7% a parità di cambi e perimetro). Il risultato prima delle imposte evidenzia un utile di 312,4 milioni (da 223,5 milioni). L’Ebitda è salito del 26,4% a 482,3 milioni, pari al 17,7% dei ricavi, mentre l’Ebit è cresciuto del 35,3% a 303,1 milioni, pari all’11,1% dei ricavi. Nel periodo gli investimenti netti sono ammontati a 210,8 milioni, mentre l’indebitamento finanziario netto è stato di 630,7 milioni (405,6 milioni ante applicazione Ifrs 16) in aumento di 147,4 milioni rispetto al 30 settembre 2021.
Il periodo «si chiude molto bene per Brembo. In uno scenario macroeconomico di persistente difficoltà, l'azienda registra risultati ancora in forte crescita in tutte le geografie e segmenti di riferimento. Nei primi nove mesi dell'anno sfioriamo i ricavi dell'intero 2021», ha detto il presidente di Brembo, Matteo Tiraboschi.

Mediolanum conferma l’utile 2021 (in un anno complesso)

L’utile netto di Banca Mediolanumnei nove mesi è stato pari a 371,5 milioni, poco sotto i 375,8 milioni dello stesso periodo del 2021, ma in un contesto molto più complesso e incerto. Il cda ha deliberato una distribuzione di un acconto di dividendo di 0,24 per azione. Il totale del patrimonio amministrato è pari a 99,9 miliardi, in calo del 4% rispetto al 30 settembre 2021 e dell’8% rispetto al 31 dicembre, influenzato dalla discesa dei mercati finanziari nel corso dell’anno che è stata superiore alla pur ottima raccolta netta. Gli impieghi alla clientela retail del gruppo salgono a 15,88 miliardi, in crescita del 15% rispetto al 30 settembre 2021 e del 10% rispetto al 31 dicembre 2021.Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum sottolinea che «in uno scenario particolarmente complesso, il nostro modello di business si è rivelato estremamente solido, con una performance commerciale robusta, motore della nostra crescita, e un elevato margine di interesse. In particolare, la resilienza dei flussi in risparmio gestito è legata alla professionalità dei nostri family banker, cresciuti oltre i 6000».

Il Nav di Italmobiliare stabile intorno ai 2 miliardi

Via libera dei conti al 30 settembre anche da Italmobiliare. I ricavi complessivi delle Portfolio Companies sono stati di 1.308,4 milioni, in crescita del 22,5% rispetto ai primi nove mesi dell’esercizio precedente, mentre il Mol si attesta a 167,9 milioni di euro, in flessione «per la pressione sui margini legata alla crescita del costo delle materie prime, per la grande siccità che ha impattato la produzione idroelettrica di Italgen e per il venir meno di alcuni fattori contingenti positivi», si legge in una nota. Il Net Asset Value al 30 settembre risulta pari a 1.962,8 milioni, sostanzialmente in linea rispetto al 30 giugno 2022 (1.975,1 milioni) e in contrazione rispetto al 31 dicembre 2021 (2.082,1 milioni).

In aumento i ricavi di Enervit

Enervit, leader nel settore dell’integrazione alimentare sportiva, ha chiuso i primi nove mesi del 2022 con ricavi per 58,4 milioni di euro, in crescita del 17,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite sono aumentate tanto in Italia (+17%) quanto sui mercati esteri (+11,4%).

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