Lettera al risparmiatore

Brembo spinge sui freni hi-tech contro il calo del mercato dell’auto

Crescita organica, anche e soprattutto sfruttando la leva dell’innovazione tecnologica e del design. E poi l’ipotesi di una rilevante operazione straordinaria che consenta pure il salto dimensionale. Sono alcuni degli elementi che Brembo pone alla base della strategia di crescita

di Vittorio Carlini


default onloading pic

5' di lettura

Da un lato c’è il focus sulla crescita organica, anche e soprattutto sfruttando la leva dell’innovazione tecnologica e del design. Dall’altro, più sul medio-lungo periodo, c’è l’ipotesi di una rilevante operazione straordinaria che consenta pure il salto dimensionale. Sono alcuni degli elementi che Brembo pone alla base della strategia di crescita.

Già, la crescita. Il mondo dell’auto, secondo il Germany’s Center for Automotive Research, nel 2019 verrà caratterizzato dal calo nelle vendite globali dei veicoli a 4 ruote. L’andamento è dovuto, in particolare, alla guerra delle tariffe degli Usa contro la Cina e al calo dei volumi proprio nell’Impero di Mezzo. Una duplice dinamica che, unitamente all’incertezza in merito a quale sarà la reale automobile del futuro, influenza le mosse dei produttori di componentistica per i veicoli. Brembo compresa.

Evoluzione hi-tech

In tal senso la società, i cui investimenti in R&D si assestano intorno al 5% dei ricavi, mantiene per l’appunto tra le sue priorità l’innovazione tecnologica. Nel comparto dell’automotive, ad esempio, un “fil rouge” è quello del calo del peso del disco (parte integrante del sistema frenante). La sua diminuzione si traduce in minori consumi e, tra le altre cose, in un più basso impatto ambientale nell’emissioni di CO2. Su questo fronte, a ben vedere, Brembo già equipaggia la piattaforma dei veicoli di riferimento di un primario car maker tedesco.

L’obiettivo è, progressivamente, di estendere questi freni hi-tech ad un più ampio numero di clienti. Ma non è solamente la riduzione del peso o delle dimensioni. Altro elemento essenziale è l’espansione della componente elettronica e del software nei freni stessi. Non da oggi Brembo è concentrata sulla meccatronica. Cioè: la gestione di parti meccaniche tramite l’elettronica. Si tratta di soluzioni hi-tech che si presentano nel sistema frenante a più livelli: dal segnale del software alla centralina (la quale decide se e come effettuare lo stop) fino al sensore che “intercetta” l’imput della frenata. Simili soluzioni, a ben vedere, attualmente non sono ancora così diffuse. La volontà è, unitamente alla sempre maggiore elettrificazione dei veicoli, di espanderle sui diversi impianti frenanti dedicati alle singole tipologie di vetture. Insomma: la meccatronica e i software, insieme al mantenimento di elevati standard nello stile, costituiscono una leva essenziale nella strategia di sviluppo aziendale.

Dinamica contabile

Sennonché il risparmiatore guarda anche al conto economico del gruppo. Su questo fronte l’ultimo dato disponibile della società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, è riferito ai dati del primo semestre del 2019. Qui i ricavi aziendali, rispetto allo stesso periodo del 2018, sono calati dell’1,2%. Il trend è dovuto essenzialmente alla diminuzione (-3,8%) delle vendite nel comparto autovetture che gli incrementi nella divisione moto (+4,5%), veicoli commerciali (+8,7%) e il racing (+7,7%) non hanno controbilanciato. Certo: il mercato dei veicoli leggeri è crollato ben di più (nei primi 5 mesi è sceso del 6,7%). Ciò detto il dato finale, proprio perchè l’applicazione automotive è così essenziale, fa storcere il naso. Brembo, pure consapevole della situazione, non condivide il disappunto. Dapprima, viene ricordato, il business della società è legato all’andamento dei volumi dei clienti car maker. Di là da ciò, come mostrano il conto economico del primo semestre, il gruppo sottolinea di essere più resistente rispetto al comparto di riferimento, da un lato, grazie alla diversificazione sia geografica che per tipologia di applicazione; e, dall’altro, grazie al suo tradizionale posizionamento su vetture alto di gamma. Infine Brembo ricorda l’effetto Argentina. Vale a dire: nel primo semestre del 2019 c’è l’impatto della cessazione d’attività nel Paese Sudamericano che, al contrario, non pesa sul primo semestre del 2018. A parità di perimetro, sottolinea quindi l’azienda, la contrazione dei ricavi è limitata allo 0,7%. Dai ricavi alla redditività. Su quest’ultimo fronte può sottolinearsi che il Mol reported e l’Ebitda margin, rispetto alla prima metà del 2018, sono rispettivamente saliti del 4,1% e al 20,8%. Tuttavia, a ben vedere, l’incremento è in grande parte conseguenza dell’effetto meramente contabile dell’Ifrs 16. Tanto che, senza considerare il principio contabile, da un lato il Mol resta in linea con quello dei 12 mesi prima; mentre, dall’altro, l’Ebitda margin risulta in leggero rialzo al 19,6%. Brembo, riguardo a questi numeri, sottolinea due aspetti: il primo è che il mantenimento della redditività dimostra, in momenti di difficoltà del mercato di riferimento e a fronte dei suoi continui investimenti per la crescita aziendale, l’efficienza operativa del gruppo; il secondo è che la marginalità è comunque alta, in particolare rispetto a quella del settore in cui opera.

Operazioni di M&A

Fin qui alcune considerazioni rispetto all’andamento del conto economico e all’innovazione di prodotto. Altro tassello della strategia di crescita, seppure più sul medio-lungo periodo, è però anche l’M&A. Brembo, di recente, ha approvato il voto maggiorato. Un sistema che consente al socio di maggioranza, pure nell’eventualità di una discesa sotto il 50%, di mantenere la gestione aziendale. Il passaggio, evidentemente, è stato realizzato per rendere pronto il gruppo ad affrontare un’acquisizione importante. Un’operazione straordinaria che consenta anche il salto dimensionale alla società. Quest’ultima è sì concentrata sulla crescita organica. E, tuttavia, le sue quote di mercato in varie applicazioni e in diversi mercati geografici sono elevate, rendendo difficile la continua espansione solo per linee interne. Di qui l’apertuta all’operazione straordinaria.

Già, le operazioni straordinarie. Ma quale il possibile identikit dell’eventuale target? In primis deve trattarsi di una realtà già redditizia (sono esclusi i turnaround). Inoltre l’ipotetico obiettivo dev’essere caratterizzato dalla cultura dell’innovazione tecnologica, in modo da agevolare Brembo nell’incrementare il contenuto hi-tech della sua offerta. Una proposta che, al di là di essere sostenuta dalle economie di scala, consenta al gruppo di espandere la sua presenza nell’auto oltre il sistema frenante. Seppure sempre in collegamento con esso. Riguardo, invece, all’area geografica non c’è un particolare mercato cui si guarda con un interesse particolare. Per quanto l’Asia, dove il business delle 4 ruote cresce maggiormente, o gli Usa possono offrire maggiori opportunità. Opportunità da cogliere con investimenti che, in ipotesi, non devono eccessivamente stressare la struttura finanziaria della società. In tal senso il rapporto tra debito netto ed Ebitda potrebbe momentaneamente raggiungere il livello di 3 volte per poi, anche grazie ai flussi di cassa della neoacquisita, scendere.

Il debito netto

Detto dell’eventuale mossa sul fronte dell’M&A il risparmiatore pone l’attenzione sulla dinamica della posizione finanziaria netta. In particolare sull’incremento del Capitale commerciale circolante netto. Qui c’è da rilevare, al 30 giugno scorso, sia l’aumento dei crediti commerciali che delle rimanenze. I segnali di qualche problematica più strutturale? Brembo risponde negativamente. Rispetto al primo tema è l’effetto, anche a fronte degli ingenti investimenti da parte di diversi clienti e della coincidenza del fine semestre con un week end, del ritardo di alcuni pagamenti. La situazione però, viene spiegato, verrà gestita e non preoccupa. Riguardo, invece, al tema delle scorte si tratta della fisiologica dinamica, è l’indicazione, conseguente ai vari ampliamenti o avvio d’impianti attualmente in essere. Quindi, dice Brembo, non c’è alcuna preoccupazione. A fronte di un simile contesto quali allora le prospettive sull’intero 2019? La società conferma la previsione di chiudere l’esercizio con volumi in leggero calo rispetto all’anno precedente. Riguardo invece all’Ebitda margin l’obiettivo è, considerando l’Ifrs 16, di mantenere lo stesso livello dello scorso anno. Infine i Capex: sull’intero 2019 dovrebbero assestarsi intorno a 200 milioni.

IL GRUPPO BREMBO IN NUMERI

IL GRUPPO BREMBO IN NUMERI
Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...