Grandi opere

Brennero, avanza il nuovo tunnel ma c’è il nodo accessi

A oggi risultano scavati quasi la metà dei 230 chilometri di tunnel e cunicoli previsti dal piano. Investimento di 8,8 miliardi con fondi Ue ma resta il problema dei collegamenti

di Marco Morino


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I lavori di scavo nel nuovo tunnel ferroviario del Brennero che, dal 2028, collegherà Fortezza a Innsbruck, in Austria. I treni percorreranno la tratta in soli 25 minuti a fronte degli attuali 80

4' di lettura

Siamo quasi a metà dell’opera. A oggi risultano scavati 110 chilometri di gallerie sui 230 totali. L’opera in questione è il nuovo tunnel ferroviario del Brennero. Costo: 8,8 miliardi di euro, finanziati in egual misura da Italia e Austria e cofinanziati in parte dall’Unione europea.

Facciamo ordine. La galleria di base del Brennero è un sistema di gallerie che si sviluppa per una lunghezza complessiva di 230 chilometri, tra galleria transito treni, cunicoli esplorativi e altre gallerie. Sarà al servizio sia del traffico passeggeri sia del traffico merci. A ultimazione dei lavori, nel 2027, la galleria transito treni da Fortezza (Italia) a Innsbruck (Austria) avrà una lunghezza complessiva di 64 chilometri, diventando il collegamento sotterraneo più lungo al mondo. La velocità di progetto è di 250 chilometri orari. In futuro, i treni passeggeri percorreranno la tratta Fortezza-Innsbruck in soli 25 minuti a fronte degli attuali 80 minuti. E grazie all’eliminazione delle pendenze, treni merci più lunghi e con carichi maggiori potranno circolare sulla linea, a velocità più sostenute.

I lavori di scavo nel nuovo tunnel ferroviario del Brennero che, dal 2028, collegherà Fortezza a Innsbruck, in Austria. I treni percorreranno la tratta in soli 25 minuti a fronte degli attuali 80

La galleria di base del Brennero rappresenta uno dei progetti costruttivi più importanti dei nostri giorni. Il tunnel sarà il cuore della nuova linea ferroviaria tra Monaco di Baviera e Verona. La galleria di base del Brennero costituisce inoltre uno dei principali progetti di protezione ambientale in Europa in quanto, senza la ferrovia, non sarebbe possibile il conseguimento degli obiettivi climatici. Una tonnellata di merce trasportata su rotaia produce emissioni di CO2 21 volte inferiori rispetto alla strada.

Progetto europeo
La galleria di base del Brennero rappresenta un’offerta attrattiva anche per il traffico merci transalpino. Il progetto riveste un’enorme importanza per l’intera economia europea. Un dato drammatico e particolarmente preoccupante che dimostra quanto sia importante questa galleria per la popolazione che vive lungo la linea del Brennero tra l’Italia e l’Austria: lo scorso anno, quasi 2,5 milioni di Tir hanno attraversato il Brennero. Si tratta di un numero maggiore rispetto alla somma degli autocarri che hanno attraversato i passi alpini di Svizzera e Francia insieme.

Patto Italia-Austria
L’opera sarà di grande utilità per molte generazioni future. L’infrastruttura è progettata e realizzata su incarico delle Repubbliche di Italia e Austria e dell’Unione europea. Allo scopo è stata creata un’apposita società di progetto, denominata Benner basistunnel-Bbt Se, incaricata anche della costruzione della galleria (Se sta a significare società europea, ovvero una forma giuridica europea sancita dal regolamento 2157 del 8 ottobre 2001). Bbt Se è interamente di proprietà pubblica ed è controllata con quote paritetiche (50-50) dalle ferrovie austriache Öbb e dalle ferrovie italiane, queste ultime attraverso Rete ferroviaria italiana (Rfi). Bbt è guidata, dallo scorso 18 settembre, da due amministratori delegati: Gilberto Cardola, area di progetto Italia, e Martin Gradnitzer, area di progetto Austria.

«A breve - conferma la società italo-austriaca - risulteranno scavati la metà dei 230 chilometri del sistema galleria complessivo, incluso il cunicolo esplorativo e di soccorso; si procede su tutti i fronti, riuscendo ad affrontare anche le sfide più complesse che la montagna presenta. Nel 2028 i primi treni attraverseranno il collegamento ferroviario più lungo del mondo e, da allora, il Tirolo potrà liberarsi definitivamente della vera e propria valanga di traffico che ora lo sta travolgendo».

Faro tra i progetti Ten-T
Dal 2006, anno in cui Austria Italia e Ue hanno avviato insieme questo progetto, sono stati compiuti importanti passi in avanti, sia a nord sia a sud del Brennero, facendo diventare il progetto una sorta di faro tra i grandi assi di transito europei. La galleria di base del Brennero rappresenta il progetto numero 1 della rete transeuropea dei trasporti (Ten-T). «L’opera - spiega Bbt - si trova sulla giusta strada. Secondo lo stato delle conoscenze attuali e le periodiche verifiche esterne, tutti i lotti lavori rientrano nel quadro dei costi approvato dal Consiglio di sorveglianza».

Le linee di accesso
In tale contesto rivestono un ruolo fondamentale le linee di accesso alla futura galleria ferroviaria sia dalla Germania, sia dall’Italia. Soltanto con tali linee di accesso sarà possibile completare uno dei più importanti progetti di tutta l’Europa. In caso contrario, la maxi galleria rischia di essere un’opera fine a sé stessa. Sul versante italiano, l’intervento più importante interessa la linea di accesso sud al tunnel di base del Brennero: la Verona-Fortezza. L’intervento riguarda il quadruplicamento dell’attuale linea ferroviaria, per la maggior parte in variante rispetto all’esistente tracciato. Quattro i lotti prioritari previsti dalla delibera Cipe del 3 marzo 2017, per un investimento economico complessivo pari a 5 miliardi di euro. Ulteriori investimenti (59 milioni) riguarderanno il potenziamento dell’interporto quadrante Europa di Verona, per offrire una adeguata risposta a una crescente domanda di trasporto combinato ferroviario. Alcune preliminari analisi condotte da Rfi mostrano già come l’apertura del nuovo tunnel produrrà una diversa ripartizione dei traffici ferroviari lungo i valichi alpini settentrionali (che oltre a quello del Brennero comprende il sistema dei valichi svizzeri); altro effetto alle dinamiche di domanda è quello che interessa la quota modale ferroviaria che lungo l’asse del Brennero si stima possa raggiungere valori pari a circa il 40% (attualmente è il 28%) in un sistema infrastrutturale che non prevede, a oggi , potenziamenti dell’attuale asse stradale.

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