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Brennero, con i divieti del Tirolo a rischio 136 miliardi di scambi Italia-Ue

Studio Unioncamere: dal 2017 il Tirolo ha imposto una serie di limitazioni al transito dei Tir che sta mettendo seriamente in crisi il nostro export

di Marco Morino

4' di lettura

L’Europa sta ripartendo dopo l'ennesima ondata del Covid. Ma l’Italia patisce i limiti alla libera circolazione delle merci imposti da una strozzatura geografica e politica: quella del valico del Brennero. Da qui, lungo l’asse Scandivano-Mediterrano, passano le nostre merci esportate in tutta Europa (con Germania come principale destinataria), per un valore di interscambio complessivo di 170 miliardi di euro. Che diventano 214 se si include anche il valore degli scambi con Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Una raffica di divieti

Un interscambio messo però in seria difficoltà dalle decisioni del Governo tirolese che dal 2017 ha imposto una serie di divieti (divieto transito mezzi pesanti, divieto transito settoriale, divieto transito notturno) alla circolazione dei mezzi pesanti che sta mettendo seriamente in crisi gli operatori del settore. Le merceologie inserite nei divieti tirolesi valgono il 63% dell’interscambio complessivo tra l’Italia e i Paesi ScanMed, pari a un valore economico di 136,6 miliardi di euro. Da sottolineare che, dal 1° gennaio 2021, sono ammessi in Austria solo veicoli euro 6. Un grave problema per le flotte delle imprese italiane dell’autotrasporto.

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Per questa ragione Unioncamere, con i sistemi camerali di Emilia Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto, con il supporto di Uniontrasporti, hanno realizzato il report “Il Brennero e la politica dei trasporti attraverso le Alpi”, presentato al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.

Attualmente il valico del Brennero è interessato da un quarto del traffico merci transalpino e conserva la sua funzione di transito e di trasporto cruciale per l'Europa. Nel 2019 vi sono transitate 53,7 milioni di tonnellate di merci, tre quarti delle quali su strada e il restante 26% via treno. Difficile al momento incrementare questa forma più ecologica di trasporto delle merci però, visto che l’attuale linea ferroviaria ha ormai raggiunto un livello di saturazione prossimo all'80% e che la futura linea, fondata sulla nuova galleria di base del Brennero tra Fortezza (Bolzano) e Innsbruck, non sarà ultimata prima del 2028-2030. Tra le motivazioni addotte dal governo tirolese per far scattare i divieti settoriali per il trasporto su gomma attraverso il Brennero, figura il tema dell’impatto ambientale.

Scuse pretestuose

L’analisi effettuata da Uniontrasporti, però, evidenzia che è l’autostrada A22, in territorio italiano, la parte della direttrice Verona-Monaco che interessa più aree urbane (Rovereto, Trento, Bolzano e Bressanone). La A13, in territorio austriaco, al contrario si snoda prevalentemente in una zona montuosa toccando pochi centri abitati, mentre la A12, nella tratta di attraversamento di Innsbruck, è stata completamente interrata riducendo al minimo qualsiasi impatto ambientale. I dati di traffico diffusi dalla concessionaria autostradale austriaca evidenziano poi una crescita del traffico locale, in particolare di mezzi pesanti, a dimostrazione che la capacità lasciata libeta dai tir italiani e tedeschi è stata presto occupata dai veicoli tirolesi.

L’innovazione tecnologica ha permesso di produrre veicoli con livelli di emissione di sostanze inquinanti sempre più bassi, con benefici evidenti sulla qualità dell'aria nel lungo periodo. Un progresso che, insieme a misure di tipo normativo, ha permesso di ridurre costantemente, negli ultimi 10 anni, il livello di emissioni anche sulle autostrade tirolesi. Un aspetto da non sottovalutare è che, durante il periodo di lockdown, ci sia stato il blocco quasi totale degli spostamenti privati, e quindi dei veicoli leggeri, mentre i mezzi pesanti hanno continuato a circolare anche se in misura ridotta.

Il calo così vistoso delle emissioni di NOx (ossidi di azoto) può essere portato a sostegno della tesi secondo cui i mezzi pesanti in circolazione oggi, di categoria Euro 5 e 6 per la maggior parte, inquinano meno dei veicoli leggeri più moderni.

Le 10 misure chiave

Date queste premesse, Unioncamere e i sistemi camerali del Nord, in sintonia con le pricipali rappresentanze di impresa, hanno individuato 10 misure chiave per risolvere le problematiche che caratterizzano l’asse del Brennero:

promuovere una ambiziosa politica Ten-T, per eliminare le strozzature lungo i corridoi europei dei trasporti;

portare a completamento la ferrovia della galleria di base del Brennero e le linee ferroviare di accesso nei tempi previsti;

esaminare, con il supporto delle professionalità dell'Agenzia europea dell'ambiente, l'impatto del traffico pesante e leggero sulla qualità dell'aria lungo l'intera direttrice del Brennero;

utilizzo dell'infrastruttura 24 ore al giorno per i camion più puliti ed ecologici;

sostegno alle imprese dei trasporti per il passaggio a veicoli a basse o zero emissioni;

sviluppo capillare di infrastrutture di ricarica;

digitalizzazione per aumentare l'efficienza dell'autostrada del Brennero e integrare il trasporto stradale e ferroviario;

armonizzazione delle normative nel trasporto ferroviario;

ottimizzazione della gestione delle linee ferroviarie lungo il corridoio del Brennero;

concorrenza invece del monopolio delle ferrovie austriache nel trasporto ferroviario combinato.

Il ministro Giovannini, da parte sua, osserva: «Il Brennero è fondamentale per il futuro dell'economia e dell’Italia. È cruciale che ci sia cooperazione e coordinamento tra i Paesi europei per promuovere uno sviluppo del corridoio del Brennero che tuteli le prerogative delle industrie italiane e i principi fondamentali dell'Ue, come la libera circolazione delle merci e la concorrenza leale. Per questo - aggiunge il ministro - sostengo la tesi del sistema camerale, secondo cui i divieti unilaterali imposti dal Tirolo non sono conformi al diritto europeo e auspico si trovino soluzioni congiunte a breve termine».

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