infrastrutture

Brennero, si dimette il commissario. Oltre alla Tav nuovo fronte contro i ritardi del Governo

di C.A.F.


Tav, governo alle imprese: decisione entro le europee

4' di lettura

Si allarga il fronte infrastrutture per il Governo. Da un lato la Tav, in merito alla quale il premier Conte ha annunciato che i risultati dell’analisi costi/benefici arriveranno entro fine anno e l’esecutivo «prenderà una decisione prima delle elezioni europee». Dall’altro il tunnel del Brennero che registra le dimissioni polemiche del commissario straordinario Ezio Facchin, a causa dell’«assenza di interesse del Governo verso i progetti di sviluppo delle tratte di accesso».

Il presidente del consiglio, durante la conferenza stampa di fine anno, ha affermato di seguire «un metodo molto trasparente per Tap, terzo Valico e anche la Tav. Questo governo valuta le grandi opere e realizzerà un piano infrastrutturale poderoso. Il Tap lo abbiamo sbloccato dopo una puntigliosa analisi dei procedimenti amministrativi. La Torino-Lione è ancora nell’ambito di una procedura istruttoria. A fine dicembre la commissione dei tecnici consegnerà i risultati dell'istruttoria. Infine andremo sul territorio e prima delle europee il governo comunicherà in modo trasparente la decisione».

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Le parole di Conte arrivano a pochi giorni di distanza dalla fuga di notizie – registrata per prima dall’agenzia Bloomberg – secondo cui la valutazione costi/benefici, realizzata dal team guidato dal consulente Marco Ponti, sarà negativa .

Gli industriali: non abbasseremo la guardia
«Sulla questione delle infrastrutture non abbasseremo la guardia, anche in futuro, perché non possiamo accettare l’idea di una politica estranea ai
grandi temi dello sviluppo, che non si misuri con una visione di
lungo termine». È questo un passaggio della lettera di fine anno che il presidente dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina, scrive agli associati. Il testo di Gallina – che ricorda le iniziative realizzate a sostegno della Tav, dalla manifestazione del 10 novembre all'assise delle principali Associazioni dell'Italia, in rappresentanza di oltre 3,5 milioni di imprese – sembra una risposta indiretta all’allungamento dei tempi confermato da Giuseppe Conte: «Eventi - sostiene il presidente dell’Unione Industriale del capoluogo piemontese - che hanno consentito di riaprire un dialogo con il Governo attraverso incontri con il premier Conte e con i ministri Di Maio e Salvini». «Questi forti segnali – scrive Gallina – hanno consolidato il ruolo del nostro sistema associativo che occorrerà sostenere con determinazione e spirito di squadra nei prossimi mesi».

La rabbia di Chiamparino
«È intollerabile che il governo non dica una parola sul fatto che scade il commissario di governo sulla Torino-Lione, che non è il commissario Basettoni, così come sul fatto che finisce l’Osservatorio». Così il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, nella conferenza stampa di fine anno. «È un segno incontrovertibile della volontà del governo di non voler fare l’opera», aggiunge annunciando l'intenzione di istituire l’Osservatorio in seno regionale. «E ribadisco - conclude - l’intenzione di assumere in proprio la gestione e il finanziamento dell’opera» . Il Piemonte – ribadisce Chiamparino – « non può accontentarsi di vivere alla giornata, il governo si assuma la responsabilità
di dire un sì o un no definitivo». «Al presidente del Consiglio ricordo che oggi è il 28 dicembre - aggiunge -. Purtroppo si sta avverando quanto temevo: tutto, anche l'analisi costi-benefici, sono espedienti per allungare i tempi a dopo le Europee».

Brennero, si dimette il commissario
Al fronte Tav si affianca ora quello del Brennero, già al centro nel recente passato della clamorosa gaffe del ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli (per il quale il tunnel esisterebbe già). Ezio Facchin lascia, infatti, l’incarico di commissario straordinario per promuovere le opere di accesso al tunnel del Brennero.

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Lo ha comunicato lo stesso Facchin con una nota in cui spiega che determinante per questa decisione è stata «l’assenza di interesse del governo verso i progetti di sviluppo delle tratte di accesso». Si tratta, spiega il commissario che ha comunicato la sua rinuncia all'incarico con una nota al presidente del Consiglio Conte, degli interventi «programmati fin dal 2003 per la realizzazione della nuova linea tra Fortezza e Ponte Gardena, in continuità con il nuovo tunnel del Brennero nonché delle circonvallazioni ferroviarie di Bolzano, Trento e Rovereto e dei nuovi accessi al nodo di Verona, per complessivi 85 chilometri di linea a doppio binario».

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Facchin, già presidente di Trentino Trasporti Spa, era stato nominato commissario proprio alla vigilia di Natale del 2015 su proposta del ministro Delrio e confermato con successivi decreti. La scadenza dell’incarico era prevista nel mese di marzo 2019.

Facchin: i grandi progetti non sono priorità di questo governo
Ricordando i risultati ottenuti durante la sua gestione, quali il progetto definitivo del lotto tra Fortezza e Ponte Gardena che verrà messo in appalto nel
2019, o la sottoscrizione del Protocollo per lo studio di fattibilità della circonvallazione di Trento, il commissario straordinario sottolinea di aver «recentemente presentato alla Regione Veneto ed al comune di Verona un piano per lo sviluppo del trasporto suburbano su ferro che potrebbe essere utilizzato dal 62% della popolazione della provincia».
«La mancanza di riscontro da parte del ministro, ma anche dell’area veneta» ha convinto Facchin «che i grandi progetti, ai quali si sta lavorando da oltre 20 anni, non rientrano nelle priorità del nuovo governo» .
«In effetti - si legge nella nota - il ministro non ha fornito indicazione leggibili su come proseguire i progetti del Brennero, per cui la rinuncia del commissario va letta anche come un esigenza di chiarezza nei confronti dei territori
interessati dalle tratte di accesso al tunnel».

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