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Brescia, Exa ritorna in Fiera Le armi da caccia ora sono green

Aib, Fondazione Una Onlus e Coldiretti siglano un’intesa con Camera di commercio per riportare in città dopo sei anni la storica rassegna dedicata alla filiera dei produttori armieri

di Matteo Meneghello


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Il debutto è previsto per il 2020. Il tentativo sarà quello di declinare il comparto armiero con focus sulle pratiche venatorie e il mondo selvatico-naturale-spontaneo, osservati da una prospettiva diversa (Fiera di Brescia)

3' di lettura

Andavi a Exa, l’annuale fiera della caccia, e ogni anno era un rituale che si ripeteva. La forza di un sistema che in provincia dà lavoro a migliaia di persone, un pugno di aziende, incastonate in Valtrompia, capaci di essere leader nel mondo per affidabilità e qualità; la protesta dei pacifisti, che contestavano l’esposizione di armi da combattimento in una fiera destinata al mondo venatorio; la protesta degli animalisti contro l’industria dei fucili da caccia. Un calderone. Ma nel bene e nel male, una volta all’anno Brescia era al centro del mondo e i padiglioni della Fiera ospitavano migliaia di appassionati e curiosi, con una rassegna tra le prime in Europa, paragonabile solo alle omologhe Iwa di Norimberga o, guardando oltreoceano, lo Shot Show di Las Vegas.

Il tentativo sarà quello di declinare il comparto armiero con focus sulle pratiche venatorie e il mondo selvatico-naturale-spontaneo, osservati da una prospettiva diversa (Fiera di Brescia)

Poi, con il declino del polo fieristico, i produttori decidono nel 2015 (l’anno prima la rassegna era stata annullata a poche settimane dal via) di emigrare a Vicenza, dove l’Hunting show raccoglie l’eredità di Exa e diventa l’Hit Show, negli ultimi anni unico punto di riferimento per i produttori armieri in Italia. Sono passati quasi 5 anni, ma Brescia non ha dimenticato Exa. Non la rinnega, ma la ripensa declinandola secondo uno dei nuovi macrotrend dell’economia. Non più Exhibition arms, allora, ma Futura Exa, dove l’acronimo questa volta sta per Economia x l’ambiente. Un modello di fiera in cui gli organizzatori puntano a «riportare a casa» la filiera, mettendo in vetrina non solo le produzioni, ma idee, la «declinazione delle storie di quegli artigiani, imprenditori, enti e aziende, che hanno saputo fare impresa facendo proprio il sistema valoriale della sostenibilità» spiegano i promotori dell’iniziativa. Negli ultimi due anni Aib, Fondazione Una onlus (tra i soci fondatori il Comitato nazionale caccia e natura, la Federazione italiana della caccia, Arci Caccia e l’Università degli studi di Urbino Carlo Bo) e Coldiretti hanno lavorato sottotraccia, sottoscrivendo un protocollo di intesa con Camera di Commercio di Brescia e Pro Brixia (agenzia speciale della Cdc) e finanziando uno studio di fattibilità del progetto, elaborato da EY. Ora quel progetto è pronto al debutto.

La manifestazione ha una connotazione prevalente esperienziale, ma lascia spazio all’esposizione del prodotto. Si guarderà ad agricoltura, bioarchitettura, energie rinnovabili, green economy e in quest’ottica il tentativo sarà declinare il comparto armiero con focus sulle pratiche venatorie e il mondo selvatico-naturale-spontaneo, osservati da una prospettiva diversa. Venerdì 29 novembre è atteso il «numero zero» dell’evento, mentre il debutto vero e proprio è fissato per la fine dell’anno prossimo.

La soddisfazione per la «rinascita» di Exa, spiega Giovanna Prandini, presidente di Pro Brixia- Brixia Forum, è «grande, ma altrettanto sfidante è l’obiettivo di rinnovare il format per creare un evento attrattivo, che non replichi il passato, ma che sia promotore di una nuova visione e in grado di guardare al futuro e a quelle tematiche che ne saranno il fulcro». La Fiera bresciana è arrivata a questo risultato dopo un periodo di riflessione e dibattito interno. «Dall’ascolto della filiera - spiega Prandini - è emersa forte e chiara la necessità di una manifestazione che parli della relazione tra uomo, natura, ambiente. Per fare questo il nostro primo interlocutore è stato Fondazione Una onlus». Una realtà che, come spiega il presidente Maurizio Zipponi è nata proprio con lo scopo di «essere il punto di incontro delle diverse anime della filiera della gestione del territorio: tutela ambientale, delle comunità, delle attività venatorie, agricole e produttive».

Affinché il progetto non avesse una natura solo settoriale ma coinvolgesse il più possibile altri interlocutori a livello locale e nazionale sono state strette alleanze con partner come Coldiretti, Aib e Camera di Commercio di Brescia «La sostenibilità - spiega Giuseppe Pasini, presidente di Associazione industriale bresciana - è un tema fondamentale per le aziende, e sarà destinato ad essere sempre più centrale nei consigli di amministrazione, nei piani di investimento e nei programmi operativi futuri. Negli ultimi anni le imprese che hanno creduto e investito nella sostenibilità hanno registrato una crescita del 15% in più rispetto a quelle che non l’hanno fatto». Si tratta, secondo il leader degli industriali di «un fattore critico di successo, ma nei prossimi anni - assicura il presidente - diventerà un fattore di sopravvivenza». Dello stesso avviso Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti. La presenza dell’organizzazione alla rassegna «ci aiuta a raccontare il ruolo dell’agroalimentare sul territorio - spiega - e l’importanza della presenza di agricoltori impegnati nel mantenimento delle biodiversità. Il nostro settore va verso un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti, con una evoluzione che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia italiana ed europea, orientandola verso una direzione più sostenibile in grado di combinare sviluppo economico, inclusione sociale e ambiente».

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