avanguardia di crescita

Brescia tra i leader della filiera automotive

La terza tappa del Road Show Confindustria-Audi Italia nel cuore della componentistica italiana. Presenti tutte le tecnologie per i veicoli a motorizzazioni tradizionali, ibride e elettriche

di Simonluca Pini


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(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

La terza tappa del Road Show organizzato da Piccola Industria Confindustria e Audi Italia vede protagonista la città di Brescia, palco perfetto per approfondire la cultura d’impresa a 360 gradi. La città lombarda, e la sua provincia, sono infatti cuore nevralgico della componentistica automotive grazie ad una filiera industriale che conta 250 aziende, 18.000 addetti e circa 7 miliardi di fatturato con un elevato tasso di esportazione in grado di generare una bilancia commerciale positiva di circa 1 miliardo. Con questa dimensione, Brescia si piazza al primo posto in Lombardia e al secondo in Italia (dopo Torino), mentre la Lombardia con oltre mille aziende, 50mila addetti e 20 miliardi di fatturato è seconda in Italia dopo il Piemonte e quinta in Europa.

Il nucleo storico OM-Iveco
Nata attorno alla OM-Iveco, oggi a Brescia sono presenti tutte le tecnologie per una componentistica di alta qualità destinata sia alla produzione di vetture generaliste che ai veicoli ad alte prestazioni; ad esempio gran parte della componentistica della Ferrari è prodotta a Brescia e in Lombardia. «In questa fase di grande trasformazione, anche i componentisti bresciani sono impegnati su un doppio fronte: prepararsi all’avvento del veicolo elettrico, senza cessare il miglioramento continuo delle tecnologie tradizionali e l’innovazione della attuale componentistica per veicoli con motorizzazione endotermica che, per molti anni, resteranno il cavallo di battaglia delle trazioni», dice Saverio Gaboardi, presidente del cluster lombardo della mobilità. «Cito l’alleggerimento del veicolo - continua Gaboardi - che resta il più efficace intervento per ridurre i consumi e quindi le emissioni di anidride carbonica, intervento essenziale anche per i veicoli elettrici, per far fronte al rilevante peso delle batterie. Un doppio impegno, reso più grave dal rallentamento della domanda di mercato, che merita misure di sostegno specifiche, fiscali e finanziarie, oltre alle risorse previste dal programma Industria 4.0».

Un cluster all’avanguardia
Il cluster, riconosciuto dalla Regione Lombardia, della quale è interlocutore istituzionale, ha patrocinato numerosi progetti di mobilità elettrica in occasione degli ultimi due bandi della Regione a sostegno della Innovazione, con eccellenti risultati in termini di piazzamento e di finanziamento a fondo perduto. Come ricordato Gaboardi, il comparto è destinato a crescere in seguito all’aumento di vetture circolanti. «Secondo le nostre valutazioni proiettate a 30 anni, nel mondo verranno prodotti 150 milioni di veicoli (contro i 100 attuali). Di questi il 25% sarà elettrico, mentre un altro 25% funzionerà ad idrogeno; la restante metà avrà ancora un motore endotermico arricchito con varie forme di elettrificazione», spiega Gaboardi.

La transizione all’elettrico
L’intero settore dovrà però affrontare l’importante transizione legata alla crescita delle vetture elettrificate in risposta alle nuove norme in materia di emissioni inquinanti. Se da una parte le aziende italiane si stanno già preparando a questo cambiamento, è importante che venga ribadita la “neutralità tecnologica” più volte affermata a livello europeo. «Serve infine uno sforzo collettivo di tutti gli operatori della filiera automotive, a partire dai governi regionali e nazionali, per non disperdere un patrimonio di competenze costruito in 100 anni di sviluppo industriale - sottolinea il presidente - Per tutti, l’imperativo è l’adesione al modo di lavorare in filiera, nel convincimento che l’apprezzamento da parte del cliente finale dei nostri prodotti e dei nostri servizi dipende dal contributo di ciascuno, e nella certezza che chi non sta nella filiera presto o tardi uscirà dal mercato».

Gli investimenti
Il cluster ha investito molto per la diffusione della “cultura di filiera con una serie di progetti innovativi premiati dai bandi regionali e comunitari. In parallelo, per la crescita delle competenze e della competitività dei territori, a favore soprattutto delle pmi, il cluster ha promosso il potenziamento dei presidi tecnico-scientifici presso le Università e i Centri di ricerca e trasferimento tecnologico. Presso l’Università degli Studi di Brescia verrà installato un simulatore statico in collegamento con un simulatore dinamico in fase di realizzazione presso il Politecnico di Milano.

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