L’opportunità

Brescia, presentato un progetto di Ateneo per la promozione del lavoro agile

L'Università degli Studi di Brescia punta a conciliare i tempi di vita e di occupazione e sotto il segno della sostenibilità ambientale

di Redazione Scuola

(ANSA)

2' di lettura

Molto soddisfatta per il ritorno al lavoro in presenza come modalità di lavoro “ordinaria”, per effetto del Dpcm pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 244 del 12 ottobre 2021, l'amministrazione dell'Università degli Studi di Brescia ha ritenuto di non abbandonare la possibilità di fruire dello smart working, adeguandosi alla nuova regolamentazione, e propone un progetto complessivo di Ateneo che consente ai dipendenti, le cui attività possono essere svolte da remoto, di aderire allo smart working. Frutto della collaborazione con il Comitato unico di garanzia (Cug), il progetto si propone di conciliare i tempi di vita e di lavoro (nel primo Bilancio di Genere dell’Ateneo, pubblicato nel settembre 2020, il lavoro agile è indicato come una misura idonea a favorire tale conciliazione) e di promuovere la sostenibilità ambientale nella fase di ripresa post-pandemica.

Soddisfare esigenze di lavoro e vita privata

L'esperienza maturata nel periodo pandemico ha dimostrato che il lavoro agile è una modalità di lavoro che consente di mantenere adeguati livelli di produttività e di soddisfare le esigenze di conciliazioni dei tempi di vita e di lavoro, manifestate dalle lavoratrici e dai lavoratori. Da qui la scelta dell'Ateneo di non rinunciare allo strumento dello smart working, garantendo un'adeguata turnazione, assicurando strumenti tecnologici idonei e organizzando l'attività lavorativa senza pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi a favore degli utenti, senza incidere sul trattamento economico dei propri dipendenti.

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La scelta ai dipendenti

Aderendo al Progetto, i dipendenti possono scegliere se usufruire della modalità di lavoro agile per mezza giornata, una giornata oppure due giornate alla settimana, all'interno della fascia oraria 7-22, garantendo la piena funzionalità amministrativa.All'Università degli Studi di Brescia le prime sperimentazioni sul lavoro agile sono state avviate nel febbraio 2020 (in epoca pre-pandemia). Con l'aggravarsi della situazione pandemica e in seguito all'emanazione del Dpcm 8 marzo 2020, che ha sospeso le attività didattiche in presenza per le Università, dall'11 marzo 2020 il lavoro agile è stato esteso a tutto il personale dirigente e tecnico-amministrativo con attività lavorabili da remoto. Oggi, per effetto del Dm 8 ottobre 2021 del ministro della Funzione Pubblica, che definisce modalità e condizioni sulla base delle quali può essere attivato il lavoro agile, l'Università degli Studi di Brescia ha dato corso ad un Progetto di Ateneo dedicato. «Ho sempre ritenuto lo smart working una opportunità per i lavoratori e per tutta l'organizzazione – dichiara il direttore generale dell'Università degli Studi di Brescia, dott.ssa Loredana Luzzi –. Fin dal 2017, anno di entrata in vigore della legge 81, ho promosso ed attivato importanti progetti di lavoro agile, o smart working. Ritengo che questa modalità lavorativa, per uno o due giorni alla settimana, non solo sia una concreta azione di conciliazione ma possa anche contribuire agli obiettivi di mobilità sostenibile e, non ultimo, ci consenta di pensare a nuove soluzioni logistiche ed ambientali per i luoghi di lavoro». In attesa delle regolamentazione attraverso i Ccnl e le indicazioni che darà il ministero della Fp, dopo aver approvato il nuovo regolamento in Senato accademico, previo parere del Cda, all'Università di Brescia, grazie al contributo fattivo del Cug ed al confronto costruttivo con i rappresentanti del lavoratori fin dalla prossima settimana, saranno siglati gli accordi individuali per il lavoro agile.

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