GITE d’AUTUNNO

Bressanone, tra storia e modernità

Un giorno nella cittadina medievale dell’Alto Adige, con una particolare guida: Sandy Attia. Architetto nata al Cairo con un master ad Harvard che, con il compagno di università Matteo Scagnol, ha fondato 20 anni qui fa il suo studio di architettura

di Paola Pierotti


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Ufficio turistico a Bressanone (progetto MoDus)

3' di lettura

Bressanone è una cittadina da visitare soprattutto nella stagione che va da ottobre fino all'inizio dell'Avvento, quando gli altoatesini e gli ospiti si possono godere i prodotti del raccolto nei Buschenschänke, le osterie contadine. Questa usanza prende il nome di Törggelen e alcune aziende si sono riunite all'insegna dell'iniziativa “T örggelen Originale” offrendo vino di produzione propria e castagne di provenienza locale (per riconoscere le aziende che aderiscono, basta trovare sulle porte d'ingresso un mazzo di frasche ornato da un fiocco rosso).

Medioevo e modernità con l’aiuto degli studenti
Bressanone è dunque storia e tradizione (quest'anno il Törggelen prenderà il via il 5 ottobre), con un nucleo medievale caratteristico per l'Alto Adige, ma è anche contemporaneità, grazie a decine di architetture moderne che ne fanno una realtà di eccellenza nel panorama nazionale. Qui si vive bene: la provincia di Bolzano si è classificata seconda, dietro Milano, nella classifica annuale della Qualità della vita. «C'è anche del fermento a Bressanone», poco più di 20mila abitanti, senza problemi di traffico, che ha il sogno di diventare anche una città universitaria (già oggi ospita il secondo campus della Libera Università di Bolzano oltre ad una sede distaccata di Padova) e di aprirsi alla vivacità di artisti locali. A dirlo è l’architetto Sandy Attia , origini egiziane (è nata al Cairo nel 1974), americana d'adozione che con il partner Matteo Scagnol compagno di studi ad Harvard, ha fondato quasi vent’ani fa, proprio nella cittadina, lo studio MoDus Architects.

Architetture futuristiche ma con un tocco local
Il contemporaneo si ritrova nelle nuove sedi aziendali, come si nota per l'ampliamento della Durst, leader mondiale in sistemi di stampa digitale ad alte prestazioni, curato dagli architetti dello studio Monovolume. Questa azienda possiede 295 brevetti e investe ogni anno 20 milioni di euro in ricerca e sviluppo, e la primavera scorsa ha inaugurato la nuova sede con una torre, ben visibile dall'autostrada del Brennero: una sorta di nuova porta d'ingresso a Bressanone per chi arriva da sud. La facciata, con design a pixel, richiama l'hi-tech altamente specializzato. Spazio anche all'uso del legno, inserito nel contesto senza emulare necessariamente la tradizione. Tra le altre architetture da non perdere le tre case unifamiliari affacciate sulla basilica di Novacella e i meleti circostanti, poco fuori Bressanone, progettate dall'architetto brissinese Christian Schwienbacher, stesso autore insieme a Bergmeisterwolf dell'hotel Pupp, situato tra il centro storico e le prime zone periferiche, e caratterizzato da un'inedita composizione di volumi che determina relazioni differenziate delle stanze con la luce e l'aria. Undici camere di cui solo 4 affacciano sull'esterno, con ampie logge.

Hotel Pupp (Studio: Christian Schwienbacher)

Le prossime aperture e le tappe in città
In tema di hotel, aprirà a maggio 2020, nei boschi della Plose, il Hideaway Forestis, a 1800 metri di altezza. Intanto anche per una disintossicazione digitale, per un vero e proprio mountain retreat, c'è l'Odles Lodge, gestito dagli stessi proprietari (architettura Bergmeisterwolf), con appartamenti autonomi e colazione servita in casa. Una volta pronto il nuovo intervento, progettato dagli architetti locali dello studio Asaggio, tutti gli ospiti usufruiranno dei servizi aggiunti. In città c'è un punto di riferimento per scoprire Bressanone e tutta la Val Isarco, ed è il nuovo ufficio turistico, un'architettura recente progettata idallo studio Modus che qui ha costruito alcune scuole oltre alla centrale di cogenerazione con uno skatepark.


Soste gourmet
Qualsiasi sia la ragione di una tappa nella cittadina altoatesina, è particolarmente ricca l'offerta per una pausa pranzo, dove la qualità del cibo si coniuga con l'attenzione per l'architettura. L'Alter Schlachtof, ad esempio, è l'ex mattatoio abbandonato nel centro storico, convertito in un posto vivace per un aperitivo o un pasto informale, ma anche per dormire con la soluzione B&B. Quest'anno ha aperto anche Decantei, l'ex casa dei canonici, diventata una locanda dove in cucina si reinventa la tradizione e dove per il design è sceso in campo lo studio Pedevilla. Da segnare in agenda anche la Stube dell'Hotel Elephant, piuttosto che il Brix 0.1, un ristorante in un parco, firmato dallo studio Tauber, dove in cucina sono al lavoro due brissinesi Philipp Fallmerayer e Ivo Messner che hanno girato il mondo: dall'Alto Adige all'Asia, dall'Australia fino a Dubai, dal Kazakistan alla Svizzera. Oste Scuro è un altro pilastro della cucina locale, per piatti tradizionali rivisitati.

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