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Brevetti, la Lombardia corre. L’Italia resta nella top ten

Il Paese cresce meno del 2018 (+1,2%), ma più della media Ue (-0,9%). Trasporti e tecnologie per macchine utensili i nostri settori di punta

di Laura Cavestri

3' di lettura

L’Italia delle serrande abbassate e del “chiuso per virus” è anche quella che, a piccoli passi, avanza, scala le classifiche dei brevetti europei, che fa ricerca e registra innovazione. Sei brevetti “made in Italy” su 10 arrivano da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Uno su 5 parte da Milano, direzione Monaco di Baviera, dove ha sede l’Epo – lo European Patent Office, ovvero l’ente europeo a tutela dei brevetti – che stamattina ha diffuso la consueta annuale fotografia sulle domande pervenute nel 2019 e quelle concesse. Fotografia che è lo specchio dei tempi. Dopo passi lunghi e ben distesi, dall’anno scorso avanziamo con calma.

Il motore nel Nord Italia
La regione Lombardia rappresenta la 12° regione europea per richieste di brevetto all’ente europeo, scalando così una posizione dallo scorso anno quando risultava 13°, grazie però ad un balzo sorprendente, del 6,2 per cento. Incrementi più vicini al +8,1% di Greater London che all’1,8% del Baden Wuerttenberg o ai dati addirittura negativi di Baviera e Ile de France. La Lombardia cresce anche nella quota-parte di tutte le domande italiane (da 31,9 a 33,5%), seguita dall’Emilia Romagna (16,7%) e dal Veneto (per il 12,9%, con un calo del 3,2% rispetto lo scorso anno). Queste tre regioni rappresentano più del 60% di tutte le domande di brevetto italiane a Epo. Nella classifica per città, Milano svetta con il 21,1% di tutte le richieste italiane, precedendo Torino (6,9%), Bologna (6,8%) e Roma (4,5 per cento).

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LA CLASSIFICA REGIONALE DEI BREVETTI
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Italia agganciata alla top ten
Complessivamente, le domande di brevetto inoltrate dal nostro Paese a Epo sono state 4456, cresciute dell’1,2%, registrando così una performance migliore sia rispetto al 2018 (+1%) che alla media europea dei 28 Paesi Ue (+0,9%). Per noi è un trend positivo che continua da 5 anni
e che ha portato, in questo arco di tempo, ad una crescita complessiva pari al 22% dal 2014.
In cosa siamo più bravi? La quantità non ci premia nei settori a più alto tasso di crescita, come l’intelligenza artificale, l’Ict o le Tlc. Con 378 richieste all’Europa, quello dei Trasporti (al quale sono ascrivibili numerose richieste di brevetto provenienti dall’Automotive) è diventato, per il 2° anno consecutivo, il 1° settore tecnologico per le imprese italiane, benchè segni un decremento del 4,8% rispetto alla crescita superlativa (+21%) messa a segno nel 2018. Le imprese italiane, nel loro complesso, hanno inviato il 4% di tutte le richieste inerenti i Trasporti, facendo dell’Italia il 3° Paese europeo in questo ambito, dopo la Germania e la Francia. E questo nonostante il fatto che i brevetti di Fca, che ha sede legale nei Paesi Bassi, non figurino più italiani ma olandesi. Tuttavia, la crescita più marcata registrata all’interno dei settori a maggiore tasso di tecnologia è attribuibile ad “Altri Macchinari Speciali” (+23,9%), un’area che copre tutta una gamma di tecnologie come le macchine utensili e le stampanti in 3D.

LA CLASSIFICA PER PAESE
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Epo, più di metà delle domande non è “made in Europe”
Nel complesso, Epo ha ricevuto richieste (che rappresentano un nuovo record assoluto) per più di 181mila brevetti nel 2019, con un aumento del 4% rispetto al 2018. Di queste, solo il 45% delle domande era di provenienza dei 38 Paesi geograficamente europei aderenti all’Ente, mentre il 55% arriva da altre aree. I primi 5 Paesi per numero di richieste sono gli Usa (25% del totale), la Germania (15%), il Giappone (12%), la Cina (7%) e la Francia (6 per dento) . La quota italiana è del 2 per cento e nessuna società italiana si colloca nelle top 50 per innovazione. La prima società italiana è GD, con 47 depositi di brevetto presentati (seguono Prysmian, Pirelli, Chiesi, Saipem e Leonardo). La 50° nel ranking internazionale è Mitsubishi con 401. L’aumento delle richieste lo scorso anno, in Europa, è stato sostenuto soprattutto dalla crescita robusta di Cina, Stati Uniti e Corea del Sud.

«Essendo cresciute per cinque anni di fila, le domande di brevetto italiane confermano una tendenza in netto apprezzamento – ha dichiarato il Presidente di Epo, António Campinos –. La forza del settore dei Trasporti e l’elevata crescita nelle richieste di brevetti in altre aree come quelle dei macchinari speciali dimostrano quali sono le specialità nelle quali l’Europa, e l’Italia, è particolarmente forte».
Il Covid-19 avrà un effetto sulle performance di innovazione? «Difficile dirlo adesso – spiega Yann Ménière, il Chief Economist di Epo –. Sinora non ha colpito tutti i Paesi in egual misura. Bisognerà capirne l’evoluzione. Ma la capacità competitiva delle imprese e dei sistemi Paese che le sostengono non è in discussione».

LE DOMANDE DI BREVETTO IN EUROPA NEL 2019

Fonte: EPO

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