discorso della regina

Brexit: dal 2021 un sistema a punti per gli immigrati

Dopo la fine della libera circolazione per i cittadini Ue il Governo prevede l'introduzione a partire dal 2021 di un sistema a punti ispirato a quello in vigore in Australia che la Regina ha definito “equo e moderno”

di Nicol Degli Innocenti


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(Reuters)

3' di lettura

LONDRA - La tradizione britannica viene rispettata in ogni minimo dettaglio, almeno all'apparenza. La Regina con il suo seguito si è recata a Westminster nella carrozza dorata trainata da cavalli e seguendo un copione perfezionato nei secoli si è seduta sul trono nella House of Lords e ha tenuto il suo discorso alle Camere riunite. Elisabetta II ha aperto la nuova sessione parlamentare presentando il programma del Governo.

Il discorso della Regina ha puntato soprattutto sulla politica interna e sulla riforma del sistema giudiziario, presentando 22 nuove misure.

Su Brexit il Governo ha confermato l'impegno a garantire per legge il diritto dei cittadini europei da tempo residenti in Gran Bretagna a restare, e ha annunciato nuovi sistemi per regolamentare la pesca e l'agricoltura per “cogliere le nuove opportunità” che si aprono grazie all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

Direttamente collegabile a Brexit è la modifica delle regole sull'immigrazione. Dopo la fine della libera circolazione per i cittadini Ue il Governo prevede l'introduzione a partire dal 2021 di un sistema a punti ispirato a quello in vigore in Australia che la Regina ha definito “equo e moderno”. Verranno concessi visti e permessi di lavoro non in base alla nazionalità delle persone, ma in base alle qualifiche che hanno e se servono all'economia britannica.

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Il Governo di Boris Johnson si presenta come difensore dell'ordine costituito, promettendo un giro di vite contro la criminalità. Condanne più severe per chi ha commesso reati violenti, ergastolo per i colpevoli di omicidio o violenza sessuale, espulsione immediata per criminali stranieri che rientrano in Gran Bretagna dopo essere stati deportati, più tutele per le vittime di violenza domestica.

La promessa di condanne più lunghe è stata subito criticata come poco realistica, perché senza nuovi investimenti un allungamento delle pene creerebbe ulteriori problemi per il sistema carcerario, aggravando la situazione attuale di prigioni sovraffollate.

Il programma del Governo, come già rivelato al recente Congresso del partito conservatore, prevede anche la fine dell'austerità e un aumento della spesa pubblica soprattutto per la sanità, le scuole, la polizia e le forze armate. Altre misure annunciate oggi riguardano l'ambiente, con nuovi obiettivi vincolanti per ridurre l'inquinamento e in particolare l'utilizzo della plastica.

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Il Governo ha anche annunciato che la nuova Finanziaria verrà presentata il 6 novembre dal cancelliere dello Scacchiere. Dietro la coreografia impeccabile e il rituale perfetto, dietro l'apparenza e la cerimonia questa solenne apertura del Parlamento nella sostanza ha ben poco di tradizionale. Brexit incombe sulla politica britannica e tutti i partiti si aspettano elezioni anticipate a breve.

La lista di misure presentate oggi non è il programma che il Governo appena eletto intende realizzare nei prossimi anni, ma è un manifesto elettorale per convincere i cittadini britannici a votare per il partito conservatore tra poche settimane.

Per questo l'opposizione laburista ha accusato Johnson di avere “usato” la Regina, che deve sempre essere apolitica e super partes, facendole pronunciare un discorso che di fatto è propaganda elettorale.

Il premier è già vulnerabile su questo fronte, dato che la Corte Suprema ha stabilito che ha agito in modo illegale sospendendo il Parlamento per cinque settimane. In quell'occasione Johnson ha quindi chiesto alla Regina di autorizzare una decisione che è poi stata giudicata illecita, una situazione che non si era mai verificata prima.

Si è aperta così una settimana decisiva per la politica britannica e per Brexit. I negoziati tra Londra e Bruxelles continuano, ma entrambe le parti sono caute sulla possibilità di raggiungere un accordo in tempo per il summit europeo di giovedì. Il Governo britannico, secondo indiscrezioni, avrebbe accettato di eliminare una parte controversa delle sue proposte – il diritto di veto per il Parlamento e il Governo dell'Irlanda del Nord. La Ue, da parte sua, ha accettato di essere flessibile sui tempi. Avrebbe voluto concludere i negoziati almeno una settimana prima del summit, ma ora permette che le trattative continuino fino alla vigilia.

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