i negoziati

Brexit: le 4 mosse d’emergenza di Bruxelles e i 3 nodi ancora da sciogliere

I provvedimenti dovrebbero servire, in assenza di accordo di partenariato, ad evitare un salto nel buio il 1° gennaio prossimo

dal nostro corrispondente Beda Romano

Brexit, Johnson: "L'Ue ci pone condizioni inaccettabili"

2' di lettura

BRUXELLES – Dinanzi all'incertezza nella quale versano le trattative sull'accordo di partenariato che dovrà regolare i rapporti tra Londra e Bruxelles dal 1° gennaio in poi, la Commissione europea ha presentato giovedì 10 dicembre una serie di proposte legislative con cui evitare un salto nel buio al momento della prevista uscita del Regno Unito dal mercato unico e dall'unione doganale. Al centro delle preoccupazioni dell'esecutivo comunitario vi sono il trasporto aereo e la pesca.

I quattro provvedimenti di Bruxelles

Concretamente quattro sono i provvedimenti d'emergenza proposti dalla Commissione europea ai Ventisette.

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Il primo è una proposta di regolamento che dovrebbe permettere la continuazione delle rotte aeree tra l'Unione europea e la Gran Bretagna, nel caso di mancato accordo sul futuro trattato di partenariato. Il testo legislativo prevede la reciprocità da parte di Londra e una durata massima di sei mesi.

Lo stesso provvedimento è previsto per il trasporto su strada di persone e merci.

Una terza proposta riguarda la continuazione dei certificati di sicurezza sempre nel trasporto aereo.

Infine, la Commissione propone che sul fronte della pesca le parti possano permettere, come avviene attualmente, l'accesso reciproco alle proprie acque fino al 31 dicembre 2021.

Negoziato fino a domenica

La decisione di Bruxelles giunge dopo che mercoledì 9 dicembre il premier Boris Johnson e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno deciso di proseguire il negoziato fino a domenica. Come detto, i provvedimenti proposti da Bruxelles – i quali devono essere approvati sia dal Parlamento che dal Consiglio – dovrebbero servire, in assenza di accordo di partenariato, ad evitare un salto nel buio il 1° gennaio prossimo, quando verrà a scadere il periodo di transizione e la Gran Bretagna uscirà definitivamente dal mercato unico e dall'unione doganale.

Il Regno Unito non è già più paese membro dell'Unione europea dal 31 gennaio scorso.«La preparazione in vista del 1° gennaio 2021 è ora più importante che mai – ha spiegato la Commissione in un comunicato –. Vi saranno perturbazioni con o senza un accordo tra l'Unione e il Regno Unito sulle loro future relazioni. Questa è la naturale conseguenza della decisione della Gran Bretagna di lasciare l'Unione e di non partecipare più al mercato unico e all'unione doganale. La Commissione è sempre stata molto chiara su questo aspetto».

I tre nodi da sciogliere

Nel frattempo, tre sono i nodi ancora da sciogliere tra Londra e Bruxelles per finalizzare il trattato di partenariato: la regolamentazione della pesca nel Mare del Nord, il meccanismo di soluzione delle controversie, e l'accesso del Regno Unito al mercato unico, rispettandone le regole sugli aiuti di Stato. I tempi per un accordo prima di fine anno, sono molto stretti. La speranza di una intesa è l'ultima a morire, ma l'ottimismo tra i diplomatici a Bruxelles non sempre prevale.

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