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Brexit: «Accordo impossibile». La telefonata tra Merkel e Johnson chiude il negoziato

La proposta del premier britannico di introdurre controlli tra le due Irlande non è accettabile, ha detto la cancelliera. Nessuna intesa sarà raggiunta prima del vertice Ue del 19 ottobre. Un altro rinvio però non è escluso

di R.Mi.


Spunta documento, 'Johnson chiedera' rinvio della Brexit'

2' di lettura

Un accordo per la Brexit sulla base della proposta di Londra è «altamente improbabile» a meno che l’Irlanda del Nord non resti per sempre nell’Unione doganale ha detto Angela Merkel a Boris Johnson. A questo punto l’intesa è «praticamente impossibile» ha replicato il premier britannico. È una telefonata drammatica, dai toni duri, a segnare il cammino verso il “no deal” a soli 23 giorni dalla deadline del 31 ottobre. Una sequenza di notizie che ha fatto subito inabissare la sterlina.

La cancelliera e Johnson si sono sentiti martedì mattina alle 8. La leader tedesca ha detto al premier britannico che le ultime proposte del suo Governo - cioè che l’Irlanda del Nord abbandoni l’unione doganale e si istituiscano controlli tra le due Irlande - non possono essere accolte a Bruxelles. Inoltre, secondo alcune fonti citate da Financial Times, Downing Street ritiene a questo punto che la Germania, forse la Ue stessa, abbiano adottato una nuova posizione: la Gran Bretagna non può uscire dall’Unione senza lasciare indietro, nell’Unione doganale, le contee dell’Irlanda del Nord per sempre. Quindi, è l’accusa del governo inglese, la Ue ha una sorta di veto sul fatto che Londra lasci l’unione doganale.

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«È stato un utile chiarimento - ha detto la fonte a Financial Times - si tratta di una nuova posizione e in base ad essa un accordo è praticamente impossibile non ora ma per sempre. È chiaro che vogliono distruggere gli accordi del Venerdì Santo».

Il primo a dare la notizia di un accordo impossibile è stato il magazine Spectator che ha riportato un messaggio ricevuto da uno stretto alleato di Johnson secondo il quale il primo ministro irlandese Leo Varadkar non aveva intenzione di sedersi al tavolo dei negoziati, previsti a Bruxelles tra il 9 e 10 ottobre in vista del vertice del 19, e così Emmanuel Macron e Angela Merkel non hanno voluto fare pressioni per andare avanti vista l’importanza del tema irlandese che da oltre un anno sta bloccando l’accordo.

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Secondo la stessa fonte, è inziato lo scaricabarile per l’assunzione di responsabilità sul fallimento del negoziato. Adesso Johnson darà la colpa sia all’Unione europea che metterebbe il veto sull’abbandono dell’unione doganale (se non a costo di lasciarci dentro per sempre l’Irlanda del Nord) che al Parlamento britannico responsabile di avere votato la legge che impedisce di uscire dalla Ue senza accordo. Ma un altro rinvio è possibile. A questo punto Johnson lo userebbe per andare al voto, avere la maggioranza e lasciare l’Unione senza intesa. Se gli inglesi gli daranno la maggioranza per farlo.  

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