IL TESTO ALLA CAMERA DEI LORD

Brexit, Johnson battuto su «no deal» e voto anticipato. Lascia anche suo fratello Jo

Altra sonora sconfitta per il premier Boris Johnson: sì alla legge che blocca il «no deal». Il premier UK sconfitto anche sul voto anticipato

di Nicol Degli Innocenti

Brexit, Johnson sconfitto in Parlamento: "Elezioni anticipate"

Altra sonora sconfitta per il premier Boris Johnson: sì alla legge che blocca il «no deal». Il premier UK sconfitto anche sul voto anticipato


4' di lettura

LONDRA - Boris Johnson incassa un'altra sconfitta dal Parlamento. Deputati di tutti i partiti, alleati per l'occasione, hanno approvato oggi per 327 voti contro 299 in via definitiva una legge mirata a impedire al premier britannico di portare la Gran Bretagna fuori dall'Unione Europea senza un accordo il 31 ottobre.

Johnson ha chiesto elezioni anticipate il 15 ottobre ma non ha avuto il sostegno necessario di due terzi del Parlamento. La sua mozione per andare alle urne è stata sconfitta a tarda sera. Ha ricevuto 298 voti favorevoli e 56 contrari, ma non ha raggiunto i 434 voti necessari, pari a due terzi dei deputati. I laburisti si sono astenuti.

La legge
La legge che i deputati contrari a una hard Brexit hanno approvato in tempo record stasera stabilisce che non può esserci un “no deal” senza il consenso del Parlamento, concede tempo per raggiungere un nuovo accordo con la Ue al summit di ottobre ma, in caso di mancata intesa, costringe il premier a chiedere a Bruxelles un'estensione di tre mesi dell'articolo 50 fino al 31 gennaio 2020.

Martedì sera Johnson aveva subito la prima sconfitta quando i deputati avevano approvato con 328 voti a favore e 301 voti contrari la richiesta dell’opposizione laburista di votare la legge. Oggi il Parlamento ha seguito la procedura accelerata per superare in poche ore i tre stadi necessari perché la legge passi alla Camera dei Lord dove dovrà essere votata entro domani.

I Pari del Regno hanno accettato di procedere con l’iter legislativo, discutendo già oggi il testo e facendolo tornare alla Camera Bassa entro le 17 di venerdì 6 settembre. La legge dovrebbe ricevere il necessario via libera della Regina prima della sospensione del Parlamento decisa da Johnson. Dovrebbe essere una formalità, dato che l’ultima volta che un monarca inglese ha rifiutato di dare il sigillo reale a una legge è stato nel 1707.

Nemici del partito
Il tentativo di Johnson di imporre disciplina al partito non sembra essere riuscito. Il premier ha sospeso 21 deputati che ieri sera avevano votato contro il Governo e che non potranno quindi presentarsi alle prossime elezioni come candidati Tory.

Il pugno di ferro di Johnson ha provocato però critiche e perfino sgomento nel partito. La lista di “ribelli” cacciati dal partito comprende infatti numerosi veterani di grande prestigio, ex ministri e due ex cancellieri, Ken Clarke e Philip Hammond.

Boris abbandonato anche dal fratello Jo
È rottura anche nella famiglia Johnson: Jo, fratello minore filo-Ue del premier Boris, ha annunciato le sue dimissioni dall'incarico di viceministro accettato dopo l'ascesa del primogenito a Downing Street, e la sua uscita dal gruppo Tory alla Camera dei Comuni in dissenso dalla linea sulla questione di possibile divorzio no deal da Bruxelles. Jo Johnson, che si era già dimesso una prima volta dal governo di Theresa May sul dossier Brexit, ha fatto sapere di sentirsi «lacerato tra la famiglia e l'interesse nazionale».

Johnson, biografo di Winston Churchill di cui si professa grande ammiratore, ha espulso perfino Sir Nicholas Soames, il nipote del grande statista. «Non mi ripresenterò come candidato alle elezioni e sono addolorato che i miei 37 anni di servizio in Parlamento finiscano così », ha detto oggi Soames, che ieri sera ha votato a favore della legge.

Sconfitta anche sulle elezioni
Johnson ha ribadito la sua intenzione di andare a elezioni anticipate il 15 ottobre, subito prima del summit europeo e due settimane prima della scadenza prevista di Brexit il 31 ottobre, ma non ha avuto il sostegno dei deputati. Corbyn ha dichiarato che l’offerta di un voto da parte del premier era come «velenosa come l'offerta della mela a Biancaneve».

Johnson aveva sfidato Corbyn a «smettere di tergiversare e rinviare» e affrontare il verdetto dell'elettorato. Il leader laburista da tempo chiede elezioni anticipate come unica strada democratica per trovare un'uscita dalla crisi, ma ora non intende fare il gioco di Johnson.

Il partito laburista non intende andare alle urne fino a quando l'opzione “no deal” non sarà definitivamente esclusa, ma ci sono opinioni diverse sulla migliore strategia da seguire. Molti deputati laburisti e di altri partiti di opposizione non si fidano di Johnson. Ritengono che il premier potrebbe accettare la legge contro no deal in cambio di elezioni il 15 ottobre e poi usare la sua prerogativa per cambiare la data del voto a dopo il 31 ottobre, annullare la legge e portare la Gran Bretagna fuori dalla Ue senza un accordo.

La fine dell'austerità
«Il Governo ha voltato pagina sull'austerità», ha annunciato il cancelliere dello Scacchiere Sajid Javid oggi presentando al Parlamento una “Spending Review” dal sapore nettamente pre-elettorale. Dopo oltre dieci anni di austerità e forti tagli alla spesa pubblica imposti dai Governi conservatori, Javid ha promesso invece «un decennio di rinnovamento», dichiarando che «costruiremo una Gran Bretagna globale e cammineremo a testa alta».

Solo nel prossimo anno la spesa pubblica aumenterà di 13,4 miliardi di sterline, con gli investimenti concentrati nella Sanità, nelle scuole e nel rafforzare la sicurezza con l’assunzione di più poliziotti e più soldi per il ministero della Difesa.

Nessun ministero dovrà subire un taglio del budget, ha precisato il cancelliere. Javid ha spiegato che il basso costo del denaro permette al Governo di indebitarsi per investire in servizi pubblici senza infrangere il tetto prefissato. Due miliardi in più sono stati riservati per i preparativi per un no deal, portando il totale a 8 miliardi di sterline, mentre il servizio sanitario nazionale riceverà 6,2 miliardi il prossimo anno.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti