il documento

Brexit, Confindustrie europee: fase cruciale, no a uscita senza accordo

A poche settimane dalla scadenza del 31 dicembre il rischio di non accordo e' una possibilità concreta. Ne scaturirebbero una serie di conseguenze per le nostre imprese e per i nostri cittadini: dazi e controlli doganali, burocrazia, ritardi, blocchi, delocalizzazioni e cosi' via”. Lo dichiarano i presidenti delle principali associazioni industriali di Germania, Italia e Francia

default onloading pic
Michel Barnier, capo della task force Ue nel negoziato su Brexit (Afp)

A poche settimane dalla scadenza del 31 dicembre il rischio di non accordo e' una possibilità concreta. Ne scaturirebbero una serie di conseguenze per le nostre imprese e per i nostri cittadini: dazi e controlli doganali, burocrazia, ritardi, blocchi, delocalizzazioni e cosi' via”. Lo dichiarano i presidenti delle principali associazioni industriali di Germania, Italia e Francia


2' di lettura

“Il negoziato sulla relazione futura tra Unione Europea e Regno Unito e' entrato in una fase cruciale. A poche settimane dalla scadenza del 31 dicembre il rischio di non accordo e' una possibilità concreta. Ne scaturirebbero una serie di conseguenze per le nostre imprese e per i nostri cittadini: dazi e controlli doganali, burocrazia, ritardi, blocchi, delocalizzazioni e cosi' via”. Lo dichiarano i presidenti delle principali associazioni industriali di Germania, Italia e Francia. “Le nostre imprese - aggiungono - stanno dedicando tutte le loro energie a limitare e sanare gli effetti sanitari, sociali ed economici della crisi da Covid-19. Sono mobilitate per rilanciare le nostre economie e affrontare le sfide ecologica e digitale. Una divisione brutale tra l'Europa continentale e il Regno Unito contribuirebbe ad aumentare le difficolta', mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e insediamenti produttivi in tutti i nostri paesi”. Alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, i presidenti delle tre associazioni sollecitano “i negoziatori, su entrambe le sponde della Manica, a fare tutto il possibile per concludere un accordo ambizioso e onnicomprensivo in tempo utile per consentire la ratifica e l'entrata in vigore entro il 1 gennaio 2021, nel reciproco interesse dell'Unione Europea e del Regno Unito”.

“Qualunque cosa - aggingono - accada dopo il 31 dicembre, e piu' che mai in un mondo pericoloso e incerto, i legami tra noi e i nostri amici, oltre che partner e alleati, britannici resteranno comunque forti. In questo momento storico, ci appelliamo all'intelligenza collettiva affinche' questa partnership possa fondarsi su basi stabili e sicure”, sottolineano Geoffroy Roux de Bézieux, Carlo Bonomi e Dieter Kempf, rispettivamente presidenti di Medef, Confindustria, BDI.

“Invitiamo i leader di entrambe le parti -aggiungono i tre presidenti - a rispettare l'accordo di recesso e la dichiarazione politica, a essere pragmatici ed esplorare tutte le opzioni possibili per raggiungere una soluzione in grado di garantire fluidita' negli scambi commerciali, mantenendo al contempo condizioni di concorrenza leale tra l'UE e il Regno Unito. Questo accordo, necessario, non dovra' mettere in discussione il fulcro del nostro impegno europeo e delle nostre attività, diffuse sul territorio dell'Unione: la solidarieta' fra i 27 e il regolare funzionamento del mercato unico”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti