la partita interna al regno unito

Brexit, Corbyn e il Labour puntano a elezioni e nuovo referendum

di Nicol Degli Innocenti


Brexit: Corbyn apre a un nuovo referendum se il partito lo vorrà

3' di lettura

Un’uscita dall’Unione Europea senza un accordo sarebbe «un disastro nazionale», ha dichiarato il leader laburista Jeremy Corbyn. Nel discorso che ha concluso il Congresso del partito, il leader dell’opposizione ha affrontato il tema di Brexit, dicendo che il Labour voterà contro le proposte di Chequers avanzate dalla premier Theresa May.

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Se le trattative con la Ue falliranno e si andrà verso un “no deal”, il partito laburista chiederà elezioni anticipate nella speranza di vincerle e negoziare un accordo positivo e costruttivo con la Ue. Se non sarà possibile andare al voto «tutte le opzion sono sul tavolo», ha detto Corbyn, compresa quella di un secondo referendum.

Dopo mesi di incertezza, dichiarazioni contraddittorie e dissenso ai vertici del partito, il Congresso del partito sembra avere ritrovato una certa unità su Brexit. La mozione che apre la strada a un secondo referendum sull’uscita dalla Ue è stata approvata ieri sera a grandissima maggioranza dai delegati, mentre il responsabile di Brexit del partito, Keir Starmer, ha ricevuto un’ovazione in piedi quando ha dichiarato che l’opzione di restare nella Ue non può essere esclusa.

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Corbyn oggi ha ringraziato Starmer e scherzando ha detto che se è riuscito a convincere i delegati laburisti non avrà problemi ad arrivare a un’intesa con la Ue quando i laburisti saranno al Governo e spetterà a lui negoziare Brexit.
Nel resto del discorso Corbyn non ha deluso le attese, promettendo una «rivoluzione che trasformerà la Gran Bretagna» e spazzerà via il capitalismo selvaggio e la cultura dell’avidità o «greed is good».

«Il partito è pronto a prendere il potere e iniziare a ricostruire la Gran Bretagna», ha detto Corbyn in un discorso spesso interrotto da ovazioni in piedi, durante il quale ha promesso più soldi per il servizio sanitario nazionale, il sistema scolastico, la polizia e altri servizi pubblici.

«Nel settembre di dieci anni fa l’intera struttura del capitalismo finanziario senza regole, basato sull’avidità, lodato per una generazione come l’unico modo di gestire un’economia moderna, è crollato, con conseguenze devastanti, - ha detto Corbyn a Liverpool. – Ma invece di avviare cambiamenti essenziali a un sistema economico rotto, l’establishment politico e societario ha fatto ogni sforzo possibile per salvare e sostenere il sistema che ha causato il crollo. La gente in questo Paese sa che il vecchio modo di gestire le cose non funziona più».

L’alternativa, secondo il leader laburista, è una ristrutturazione radicale dell’economia che prevede anche l’aumento delle imposte societarie, la ri-nazionalizzazione delle Ferrovie, delle Poste e degli enti che gestiscono l’acqua, l’energia e lo smaltimento dei rifiuti per garantire l’efficienza del servizio e la tutela dell’ambiente. Se il Labour andrà al Governo imporrà anche alle grandi imprese con più di 250 dipendenti di riservare loro il 10% delle azioni, creando un “fondo di proprietà inclusiva” per dare più potere ai lavoratori.
Il Labour del futuro sarà anche più attento all’ambiente, ha promesso Corbyn, impegnandosi a costruire più centrali eoliche e creare 400mila nuovi posti di lavoro “verdi”. L’obiettivo è di ridurre del 60% le emissioni nocive entro il 2030 ed eliminarle del tutto entro il 2050 e rendere la Gran Bretagna «l’unico Paese avanzato a parte la Scandinavia a rispettare gli obblighi sul cambiamento climatico».

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