tra londra e bruxelles

Brexit, è l’automotive il settore più vulnerabile

di Nicol Degli Innocenti

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I rappresentanti dei produttori automobilistici giapponesi in Gran Bretagna a Downing Street


3' di lettura

Brexit rischia di rovinare la “success story” dell’economia britannica. L’industria automobilistica, campione di esportazioni, centro di innovazione, fiore all’occhiello del Paese, sta perdendo colpi.

Dopo anni di crescita, lo scorso anno la produzione di auto è calata sia a causa dell’incertezza legata a Brexit sia della flessione delle vendite interne in seguito al rallentamento dell’economia. Secondo i dati ufficiali della Society of Motor Manufacturers and Traders (Smmt), la produzione è scesa del 3% a 1,67 milioni di auto. L’obiettivo di raggiungere quota 2 milioni entro il 2020 è stato abbandonato.

Gli investimenti sono calati del 34% a 1,1 miliardi, un’inversione di tendenza dopo anni di crescita che la Smmt attribuisce all’effetto paralizzante di Brexit. «Serve chiarezza al più presto sull'accordo di transizione per permettere alle imprese di prendere decisioni sugli investimenti», spiega Mike Hawes, Ceo della Smmt.

I SETTORI DI MAGGIOR PESO PER L'INDUSTRIA BRITANNICA

Esportazioni, in miliardi di dollari. (Fonte: Ufficio nazionale di statistica)

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Importazioni, in miliardi di dollari. (Fonte:Ufficio nazionale di statistica)

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Il futuro si prospetta ancora più grigio. Il settore automobilistico britannico è il numero uno delle esportazioni, con vendite annuali globali intorno ai 50 miliardi di dollari. L’80% delle auto prodotte in Gran Bretagna vengono esportate e il 54% va verso l’Unione europea, di gran lunga il maggiore partner commerciale. Ora che il Governo ha escluso di restare nell’unione doganale, si prospetta il rischio di tariffe anche del 10%, di ritardi e di blocchi alla frontiera dopo Brexit.

LE PRIME DIECI DESTINAZIONI DELL'EXPORT BRITANNICO DI AUTOVEICOLI

In % del totale. (Fonte: Smmt)

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Secondo i calcoli della Smmt, l’imposizione di tariffe Ue sulle auto aggiungerebbe un costo di 2,7 miliardi di sterline alle importazioni e di 1,8 miliardi alle esportazioni. Le tariffe all’importazione farebbero salire di 1.500 sterline in media il costo di un’auto europea venduta in Gran Bretagna.

«Abbiamo bisogno di un accesso senza restrizioni al mercato unico della Ue, - afferma Hawes. – Questo è essenziale non solo per l’import/export di auto, ma anche per gli scambi di componenti che sono essenziali per la produzione di auto».

Un rapporto dello stesso Governo britannico prevede che l’industria automobilistica dovrà affrontare aumenti dei costi tra il 5% e il 13%, a seconda del tipo di accordo che verrà raggiunto tra Londra e la Ue, mentre le regioni più colpite saranno proprio quelle del centro-nord dell’Inghilterra dove si trovano gli stabilimenti del settore.

I produttori giapponesi, che hanno scelto la Gran Bretagna come base europea attratti dall’accesso al mercato unico, non nascondono la loro preoccupazione. La premier Theresa May ha tentato invano di rassicurarli durante un incontro a Downing Street questa settimana con i dirigenti di Nissan, Toyota, Honda e altre 16 aziende nipponiche.

Dopo l’incontro l’ambasciatore giapponese a Londra, Koji Tsuruoka, non ha usato il consueto linguaggio diplomatico. «Nessuna società giapponese potrà restare in Gran Bretagna se non potrà operare in modo redditizio, - ha detto. – Brexit è una scommessa ad alto rischio».

Le compagnie automobilistiche giapponesi hanno iniziato a investire in Gran Bretagna negli anni Ottanta e ora rappresentano circa metà della produzione annuale, in buona parte esportata.

Poco dopo il referendum del 2016, il chief executive di Nissan, Carlos Ghosn, aveva chiesto un incontro con la May per avere chiarezza prima di fare altri investimenti a Sunderland, la più grande fabbrica di auto in Gran Bretagna. La May lo aveva rassicurato che i produttori giapponesi avrebbero continuato ad avere libero accesso al mercato Ue. Dato l’andamento non proprio ideale dei negoziati tra Londra e Bruxelles, ci sono dubbi se la premier potrà mantenere la promessa fatta a Nissan.

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