il great repeal bill

Brexit, il colossale lavoro per sostituire 44 anni di norme Ue

dal corrispondente Leonardo Maisano


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(AFP)

2' di lettura

LONDRA. Firmata la carta dell’addio ora comincia la difficile convivenza da separati in casa. Il processo che porterà al recesso britannico dall’Unione europea somiglia sempre di più alla dinamica famigliare di coniugi impegnati in un divorzio. Il primo passo si consuma oggi con il Great Repeal Bill, lo strumento normativo che il governo userà per liquidare lo European Act, la legge che portò Londra nell’Ue. E lo farà mantenendo valido l’impianto delle norme europee.
Deve agire con urgenza per evitare che il Paese precipiti in un vuoto normativo che lo paralizzerebbe e per questo l’esecutivo di Theresa May avoca a sé poteri eccezionali introdotti da Enrico VIII e quasi mai utilizzati. In altre parole il governo farà sue migliaia di leggi europee, utilizzando quando possibile la legislazione secondaria per garantire certezza del diritto.

Alcune leggi saranno marginalmente emendate, altre dovranno essere riscritte da cima a fondo per istituire, ad esempio, le authority europee non più in grado di agire su un Paese extra Ue. Un processo che scatena le ire dei Lords, guardiani della correttezza dell’iter legislativo, che resistono all’idea di un Parlamento aggirato una volta di più. D’altra parte l’atto formale di trasferimento dell’ acquis comunitario nella legge del Regno impone procedure formali e se il governo di Theresa May seguisse la via tradizionale ci vorrebbero decenni.

La Brexit obbliga a tappe forzate e la fretta piega le regole della democrazia per evitare le conseguenze del vuoto legislativo. Per questo la Gran Bretagna da oggi e per molti anni a venire potrà fare una cosa sola: occuparsi del divorzio. Decine di migliaia di persone dovranno essere assunte per gestire un processo che in realtà è in larga parte sconosciuto perché 44 anni di vita a Bruxelles hanno allungato radici in ogni settore della vita sociale ed economica. Un esempio spesso citato è quello dell’industria chimica che è regolato massicciamente da Bruxelles. Londra dovrà adeguarsi, creare gli organismi di regolamentazione per poter solo sperare di tornare a commerciare con l’Ue come faceva nell’era pre Brexit. Il trasporto aereo è in allarme rosso, preferendo, come è ovvio, rimanere sotto un regolatore europeo.

Comincia così la più grande operazione di riequilibrio legislativo mai avvenuta nel Regno Unito e probabilmente nel mondo. Una missione da declinare, in parallelo, con negoziati commerciali di straordinaria complessità. La Brexit è questa e inizia solo ora.

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