ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla questione del confine irlandese

Brexit, Tusk replica a Johnson: il backstop è una garanzia

Un portavoce della Commissione Ue: finora non si sono trovate alternative realistiche


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2' di lettura

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk rispedisce al mittente la richiesta del premier britannico Boris Johnson di eliminare dall’accordo tra Ue e Regno Unito il cosiddetto backstop con l’Irlanda. Nella sua lettera a Tusk, Johnson aveva riaffermato la sua disponibilità a concludere un accordo di uscita dalla Ue e pur con l’opposizione dichiarata alla controversa disposizione sul confine irlandese, i 499 chilometri che dividono la parte settentrionale dell’isola tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord.

Il premier britannico aveva dichiarato che il suo «governo lavorerà con energia e determinazione per raggiungere un accordo, è la nostra massima priorità», ma di voler sostituire la soluzione di backstop contenuta nell'accordo con un «impegno giuridicamente vincolante» a non costruire infrastrutture o effettuare controlli alla frontiera tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda, a condizione che la Ue si impegni a fare lo stesso.

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Johnson aveva detto che le due parti devono cercare altri modi per mantenere la frontiera libera da controlli e vuole un impegno nell'accordo «a mettere in atto tali accordi per quanto possibile prima della fine del periodo di transizione», che potrebbe essere già alla fine del 2020.

Tusk a Johnson, backstop è garanzia finché non si trova alternativa
Il presidente del Consiglio Ue Tusk, ha scritto però sul suo profilo Twitter che il backstop, l’accordo appunto per assicurare che non sia eretto un confine fisico fra Irlanda e Irlanda del Nord, «è una garanzia per evitare che si istituisca una frontiera fisica sull'isola di Irlanda, a meno che e fino a quando non sia trovata un'alternativa. Chi è contro il backstop e non propone alternative realistiche di fatto sostiene la reintroduzione di una frontiera. Anche se non lo ammette».

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