IL DISCORSO DEL PREMIER

Brexit, il Regno Unito lascia ufficialmente la Ue. Johnson: «Può essere un clamoroso successo»

A mezzanotte Londra è uscita dalla Ue. «La cosa più importante da dire stasera è che questa non è la fine, ma l'inizio - ha aggiunto il premier - È il momento in cui si apre l'alba e si alza il sipario su un nuovo atto del nostro grande dramma nazionale»

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A mezzanotte Londra è uscita dalla Ue. «La cosa più importante da dire stasera è che questa non è la fine, ma l'inizio - ha aggiunto il premier - È il momento in cui si apre l'alba e si alza il sipario su un nuovo atto del nostro grande dramma nazionale»


2' di lettura

«Stasera lasciamo l'Unione Europea. Per molte persone, questo è un momento di speranza sorprendente, un momento che pensavano non sarebbe mai arrivato. E ci sono molti, naturalmente, che provano un senso di ansia e di perdita. E poi c'è un terzo gruppo - forse il più numeroso - che ha iniziato a temere che l'intera lotta politica non finisse mai. Capisco tutti questi sentimenti e il nostro lavoro come governo - il mio lavoro - è quello di riunire questo Paese ora e portarci avanti».

È questo il messaggio di venerdì sera del premier Boris Johnson nell’ora cruciale e simbolica dell’addio all’Unione Europea dopo 47 anni di matrimonio spesso ad alta tensione.

«La cosa più importante da dire stasera è che questa non è la fine, ma l'inizio - ha aggiunto il premier - È il momento in cui si apre l'alba e si alza il sipario su un nuovo atto del nostro grande dramma nazionale».

La Brexit offre alla Gran Bretagna la chance di «di un reale rinnovamento e cambiamento», con più pari opportunità e investimenti in infrastrutture che non si vedevano «dall'era vittoriana». È la promessa di Boris Johnson nella sua dichiarazione del Brexit Day. Il premier Tory evoca «un clamoroso successo», parla di un Regno ad un tempo «europeo e globale» e di «un nuovo inizio» segnato anche da rapporti di «cooperazione amichevole fra una Gran Bretagna energica e l'Ue».

Insistendo sulla «alba di una nuova era», rilancia poi la promessa di combattere il crimine, di migliorare la sanità pubblica e l'istruzione, di modernizzare le tecnologie del Paese. Oltre che di far leva sulla ritrovata “indipendenza” per assumere un ruolo guida in politica estera sui cambiamenti climatici o i diritti umani.

Quindi il messaggio finale: «Io so che avremo successo, per quanti ostacoli ci possano essere sulla strada. Abbiamo obbedito alla volontà del popolo. Ora è tempo di scatenare tutto il potenziale di questo splendido Paese, di rendere la vita migliore in ogni angolo del nostro Regno Unito».

L'Unione Europea, nonostante tutti i suoi punti di forza e le ammirevoli qualità, è evoluta negli ultimi 50 anni verso una direzione che non si addice più» al Regno Unito, ha affermato Boris Johnson, definendo «sana e democratica» la scelta del divorzio per restituire «sovranità» al Paese su temi quali «controllo dell'immigrazione», commerci, legislazione. Una scelta che «il popolo ha confermato alle urne non una, ma due volte»: al referendum del 2016 e alle elezioni di dicembre.

Per approfondire:

Brexit prima di Brexit: già nel Pleistocene la Gran Bretagna si era staccata dall’Europa
Brexit, come si è arrivati al divorzio Regno Unito-Ue e cosa succede ora

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