IL PIANO B DELLA PREMIER

Brexit, May: no a un secondo referendum. Escluso rinvio senza nuova bozza d’accordo

di Redazione Online


Fronte anti-May punta a rinvio Brexit, ira Downing St.

3' di lettura

Un secondo referendum sulla Brexit «minerebbe la fiducia» del popolo britannico nella politica: lo ha ribadito la premier Theresa May alla Camera dei Comuni oggi che ha avviato la discussione di un piano B per il divorzio tra Londra e l’Unione europea. May ha riconosciuto che alcuni deputati le hanno suggerito questa soluzione nei colloqui di questi giorni con esponenti di tutti i partiti, ma è fiduciosa che l’ipotesi non abbia il sostegno della maggioranza della Camera.

La premier afferma di essere disponibile a un «dialogo costruttivo e senza precondizioni» con le opposizioni su un piano B sulla Brexit. Ma lamenta il forfait del leader dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn, insistendo che un no deal può essere escluso solo sulla base dell'approvazione di un accordo, mentre ha escluso che la richiesta di un rinvio dell'uscita dall'Ue del 29 marzo possa essere rivolta a Bruxelles senza la preliminare indicazione di una nuova bozza d'intesa.

Via la tassa di 65 sterline per registrare la residenza dei cittadini Ue
May deve difendere la nuova versione del suo accordo per l’uscita dalla Ue, respinto il 15 gennaio dal Parlamento con 230 voti di scarto. Fra le novità annunciate per ora dalla premier c’è l’abolizione della tassa di 65 sterline per i cittadini europei che si stanno registrando per la residenza nel Regno Unito. May, incalzata dai parlamentari di opposizione, ha anche chiarito che «non sarà riaperto l’accordo di Belfast» (il patto del Venerdì santo che ha pacificato Irlanda e Irlanda del Nord) e che la revoca dell’articolo 50 «andrebbe contro i risultati del referendum». «Accogliamo con favore l'annuncio di Theresa May che il Regno Unito rinuncerà al pagamento della tariffa prevista per i cittadini di Paesi Ue», una «richiesta fondamentale del Parlamento europeo», afferma in un tweet Guy Verhofstadt, membro del Comitato del Parlamento Ue sulla Brexit (Brexit Steering Group).

Le promesse della premier
Theresa May indica come novità della sua linea sulla Brexit un maggiore coinvolgimento del Parlamento per definire un piano B sulla Brexit, l'impegno del governo a garantire i diritti attuali su lavoro, ambiente e sanità nel Regno Unito anche dopo il divorzio e l'impegno a trovare una soluzione che consenta di mantenere un confine senza barriere in Irlanda del Nord allontanando lo scenario di un backstop.

Buona reazione dei Tory ribelli e del Dup
Reazioni cautamente positive dai ribelli Tory dell'ala dei falchi brexiteers e dalla destra unionista nordirlandese del Dup alle dichiarazioni di oggi della premier Theresa May ai Comuni sulla volontà del governo di definire un piano B sulla Brexit che allontani lo scenario del backstop dopo la bocciatura parlamentare della precedente bozza d'accordo. A nome dei primi, gli ex ministri Boris Johnson e Dominic Raab hanno elogiato l'intenzione di May di «tornare a Bruxelles» per trovare un accordo diverso sul backstop. E lo stesso ha fatto il capogruppo del Dup, Nigel Dodds. Tutti hanno però invocato rassicurazioni “vincolanti” in materia, mentre la premier si è limitata a evocare la disponibilità a ridiscutere di una soluzione accettabile per la maggioranza a Westminster sul tema, ma anche negoziabile con l'Ue.

Corbyn contro «no deal» attacca May
Nettamente negativo, invece, il giudizio sull'atteggiamento di May di tutti i partiti di opposizione (Labour, LibDem, indipendentisti scozzesi), i quali hanno accusato la premier di aver in sostanza confermato le sue chiusure. Le aperture di Theresa May al dialogo sulla Brexit sono «una finzione» e la premier Tory continua a «negare la realtà», mantenendo linee rosse sul suo accordo “completamente” bocciato in Parlamento. Così il leader laburista Jeremy Corbyn, insistendo sulla necessità che il governo tolga dal tavolo ogni ipotesi di «no deal», come anche il suo cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, vuole. Corbyn ha anche ironizzato sull'impegno di May di cercare di nuovo “concessioni” dall'Ue sul backstop per l'Irlanda del Nord

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