rischio no deal

Brexit, May promette una nuova proposta «coraggiosa» al Parlamento


Brexit, fallito il negoziato Tory-Labour. May nei guai

2' di lettura

In extremis - e ancora una volta - la premier britannica ci prova a evitare una Brexit senza accordo, con la promessa - che in realtà è un accorato appello a Westminster - di una proposta «coraggiosa» nel testo «rivisto e corretto» che intende sottoporre ai parlamentari i primi di giugno. Un’ennesima preghiera, all’indomani della rottura delle trattative del governo Tory con l’opposizione laburista, che May scandisce di suo pugno in un intervento sul Sunday Times. «Non chiederò semplicemente ai deputati di ripensarci», sulla stessa proposta di accordo che è stata più volte respinta, ha precisato May sul domenicale, ma di esprimersi «su un pacchetto di misure migliorato, che credo possa ottenere nuovo sostegno».

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La mano tesa ai laburisti
May invita quindi Westminster a guardare alla nuova proposta di accordo «con uno sguardo nuovo». Fra gli elementi che si prevedono nella nuova proposta si parla anche di ulteriori garanzie per i lavoratori, nel tentativo di ottenere il sostegno dei deputati, quelli laburisti in particolare. I dettagli verranno comunque discussi in settimana in una serie di incontri in seno al «gabinetto», con l’obiettivo di mettere a punto una strategia volta proprio a perseguire il massimo sostegno possibile da parte di tutte le forze politiche. Perchè se il testo dovesse essere ancora una volta respinto si considera che in automatico il Regno Unito lasci la Ue il 31 ottobre senza un accordo. Il leader laburista Jeremy Corbyn resta scettico: interpellato sulla proposta ha affermato che la studierà «con attenzione» ma ha pure avvertito di non avere alcuna intenzione di consegnare un «assegno in bianco. Da quello che è emerso - ha sottolineato Corbyn - non sembra esserci nulla di sostanzialmente differente» da ciò che era già sul tavolo.

Il rischio Farage dietro l’angolo
Il negoziato fra il governo Tory e l’opposizione laburista era stato avviato sei settimane fa nella ricerca disperata di un compromesso parlamentare trasversale sulla Brexit che superasse l’impasse. Venerdì Jeremy Corbyn lo ha dichiarato ufficialmente fallito, chiamando in causa «la debolezza e l’instabilità del governo» quale fattore cruciale per il collasso della trattativa. Sullo sfondo gli allarmanti sondaggi per i principali partiti britannici che li vedono in caduta libera nei pronostici per le elezioni europee, con la nuova formazione pro Brexit di Nigel Farage a fare incetta di voti, più della somma di Tory e Labour.

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