trattative a oltranza

Brexit, governo Uk: i negoziati proseguiranno anche nella giornata di lunedì

Il Parlamento europeo ha avvertito di volere un accordo entro «mezzanotte di domenica», per rivederlo e ratificarlo in modo che possa entrare in vigore il 1° gennaio

Brexit, Barnier: "Vogliamo accordo ma non a tutti i costi"

3' di lettura

Proseguiranno anche nella giornata di lunedì i negoziati sulla Brexit che faticano a uscire da una fase di stallo: è quanto emerge da notizie riferite al governo britannico. Il Parlamento europeo aveva indicato la scadenza del 20 dicembre per ricevere un testo di un eventuale accordo da visionare e poi approvare in tempo perché diventi operativo prima del 1° gennaio 2021, quando il divorzio del Regno unito dalla Ue sarà definitivo.

Restano, sempre secondo le stesse fonti riportate dall’agenzia Reuters, signficative differenze tra i negoziatori di Regno unito e Unione europea.

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Per il negoziatore ufficiale della Ue, Michel Barnier, questo è un momento cruciale nei negoziati tra Unione europea e Regno unito. Barnier ha aggiunto che si sta continuando a lavorare duramente e l’Unione è impegnata a raggiungere un accordo equo: «Entrambi, Ue e Uk di fissare le proprie leggi e controllare le proprie acque territoriali».

Tuttavia, le posizioni sembrano ancora distanti sul nodo dei diritti legati alla pesca e la parità di condizioni sulle regole di concorrenza tra i due soggetti. Nella mattinata di domenica il ministro britannico alla Salute, Matt Hancock ha ribadito una frase che si sente ormai da mesi, invitando «la Ue a cambiare posizione per consentire di arrivare a un accordo» e ad «abbandonare le sue richieste irragionevoli».

Insomma, a una decina di giorni dall’addio definitivo della Gran Bretagna all’Unione, entrambe le parti chiedono all’altra di muoversi per assicurarsi un accordo e salvaguardare circa mille miliardi di euro di scambi commerciali dalla spada di damocle di tariffe e quote.

La Gran Bretagna ha lasciato l'UE il 31 gennaio, ma da allora si trova in un periodo di transizione allo status quo. Che scade alla fine dell'anno.

Sabato il ministro francese per gli Affari europei, Clément Beaune, ha dichiarato di non escludere che i negoziati finali possano proseguire oltre domenica. «È normale non dire “ascolta, è domenica sera ci fermiamo qui e buttiamo tutto quello che abbiamo fatto”. Non lo faremo, perché la posta in gioco sono interi settori, come la pesca, le condizioni della concorrenza per le nostre imprese sul lungo periodo», ha detto il ministro francese a France Inter.

Conto alla rovescia

Il Parlamento europeo, da parte sua, ha avvertito di volere un accordo entro «mezzanotte di domenica», per rivederlo e ratificarlo in modo che possa entrare in vigore il 1° gennaio, una volta che il divorzio con il Regno Unito sarà definitivo. «So che è difficile, che a volte è complicato da capire, ma è necessario prendersi questo tempo e non sacrificare i nostri interessi per una scadenza», ha insistito Beaune.

Fonti ben informate a Bruxelles riferiscono che sono in corso colloqui tecnici sul negoziato post-Brexit fra l'Ue ed il Regno Unito, con il dossier della pesca considerato lo scoglio principale, anche se non è l'unico. Le stesse fonti precisano che al momento è difficile prevedere cosa riserverà il resto della giornata.

Code di chilometri verso eurotunnel

Intanto, sono segnalate code chilometriche di tir nel Kent, Inghilterra meridionale, che attendono di arrivare all'eurotunnel per poi raggiungere il continente europeo. Si tratta, secondo i media del Regno Unito, di un traffico molto più alto del solito, causato dal clima di insicurezza nelle ore cruciali per giungere a un accordo sulle relazioni post-Brexit fra Gran Bretagna e Ue. Molte aziende stanno accumulando merci nel tentativo di evitare interruzioni delle consegne attraverso la Manica, che potrebbero verificarsi al termine del periodo di transizione post-Brexit, previsto per la fine dell'anno. Fin da questa mattina le code sull'autostrada che porta all'ingresso del tunnel sotto la Manica sono iniziate nella zona di Ashford e si sono estese per una decina di chilometri fino all'ingresso del tunnel a Folkestone. C'erano anche lunghe code di mezzi pesanti lungo la M20 tra Capel-le-Ferne e il porto di Dover.

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