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Brexit, parla Cameron: «Non sono pentito d'aver promosso il referendum»


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2' di lettura

David Cameron non è pentito di aver promosso il referendum sfociato nel 2016 in un voto favorevole alla Brexit. Lo afferma rispondendo velocemente alle telecamere della Bbc prima della corsa mattutina. L'ex premier conservatore, dimessosi proprio dopo il referendum e dopo aver fatto campagna per restare dell'Ue, parla raramente con i giornalisti. Settimana scorsa alcuni quotidiani britannici avevano scritto che l’ex premier era in vacanza in Costa Rica, dove ha fatto surf con la famiglia. In generale ha tenuto un atteggiamento molto defilato con la stampa dopo le sue dimissioni.

E ribadisce d'essere ora al fianco di Theresa May, succedutagli a Downing Street, nel suo tentativo di trovare un accordo di divorzio dall'Ue. Cameron sottolinea inoltre di confidare in una bocciatura stasera della mozione di sfiducia presentata dall'opposizione laburista contro il governo May.

«Non mi pento di aver indetto il referendum. Era una promessa che avevo fatto due anni prima delle elezioni del 2015 - è stato incluso nel manifesto, è stato legiferato in parlamento - sei su sette rappresentanti di tutti i partiti hanno votato per quel referendum» Cameron ha risposto alla Bbc. Si è invece pentito di aver perso la campagna per rimanere nell'UE, e delle «difficoltà e i problemi che abbiamo dovuto affrontare per implementare il risultato di quel referendum».

Cameron si è dimesso dopo il referendum ed è stato sostituito come primo ministro da Theresa May, che dovrà affrontare un voto di fiducia dopo che i deputati britannici hanno respinto in modo schiacciante l'accordo con l’Unione europea. Cameron ha detto che spera che May vinca il voto di fiducia, aggiungendo di essere “sicuro che lo farà”. «Spero quindi che il Parlamento possa riunirsi e trovare un accordo alternativo con l'Unione europea, questa è la strada giusta da seguire, e la premier ha il mio sostegno”, ha detto Cameron.

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