L’APPELLO

Brexit, il sindaco di Londra: «Serve un secondo referendum»


Brexit: allarme 'no deal', spunta lo scenario del crac

2' di lettura

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, lancia un drammatico appello per un secondo referendum sulla Brexit, sottolineando che la premier Theresa May non ha «il mandato per giocare d'azzardo così palesemente con l'economia britannica e la vita della gente». Ormai c’è così poco tempo per negoziare con Bruxelles che ci sono solo due risultati possibili, scrive Khan in un articolo pubblicato sul domenicale Observer: un cattivo accordo per il Regno Unito o nessun accordo. Ed entrambi, avverte, sono «incredibilmente rischiosi».

I cittadini, commenta, «non hanno votato per uscire dall’Ue e diventare più poveri, vedere le loro aziende soffrire, avere i reparti dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale, ndr) a corto di personale». Per questo, conclude, qualsiasi accordo con Bruxelles dovrà essere sottoposto a un «voto pubblico», così come i cittadini hanno il diritto di scegliere tra un «no-deal» in caso di mancato accordo e «l’opzione di restare nella Ue».


La premier Theresa May, intanto, ha ammesso di essere «un tantino irritata» dalle continue speculazioni sulla sua posizione di primo ministro, quando - ha detto in un'intervista alla Bbc - a sei mesi mesi dalla Brexit, «il dibattito dovrebbe riguardare non il mio futuro ma quello dei britannici e del Regno Unito».

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I commenti del primo ministro arrivano pochi giorni dopo che una cinquantina di parlamentari conservatori che si oppongono al piano del Governo su Brexit si sono riuniti per discutere su come e quando avrebbero potuto costringerla a dimettersi. Nell'intervista May ha anche criticato il suo ex ministro degli Esteri Boris Johnson, definendo il suo linguaggio «completamente inappropriato» quando ha dichiarato che la strategia della premier sulla Brexit equivale a far indossare al Regno Unito un «giubbotto da kamikaze».

Il Regno Unito uscirà dall'Unione europea il 29 marzo 2019 e il piano del governo - concordato a Chequers a luglio - ha suscitato critiche da parte dei Brexiteer Tories come anche da parte della Ue

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