gran bretagna

Brexit, sondaggi favorevoli a Johnson che non rinuncia all’uscita entro ottobre

Il primo ministro ha subito cocenti sconfitte in parlamento e perde pezzi ma guadagna consenso elettorale. Almeno secondo i sondaggi di YouGov che danno vincenti i Conservatori con 14 punti di vantaggio sul Labour


Brexit, la Camera dei Lord approva la legge contro il no-deal

2' di lettura

Il futuro della Brexit è sempre più avvolto nella nebbia con il premier Boris Johnson che, alla faccia di quanto deliberato dal parlamento, starebbe spingendo perché la Gran Bretagna esca comunque dall’Unione europea il 31 ottobre. I suoi strappi, in ogni caso, pagherebbero in chiave elettorale: sondaggi positivi per lui, nonostante lo scacco subito in Parlamento sulla legge anti-no deal, la frenata delle opposizioni sulla data del voto e le dimissioni in casa Tory della moderata Amber Rudd.

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L’istituto YouGov dà i Conservatori al 35%, con 14 punti sul Labour di Corbyn, indicato ora in calo al 21%. Seguono i LibDem filo-Ue al 19% e - al 12% - il Brexit Party di Farage che con qualche accordo di desistenza potrebbe garantire al premier attuale la maggioranza dei seggi. Favorevole a Johnson è anche lìultimo sondaggio realizzato in settimana dall’istituto Opinum per il Guardian che accredita il Partito Conservatore britannico - sotto la leadership del successore di Theresa May - di nuovo al 35%, anche se con un vantaggio inferiore sul Labour di Jeremy Corbyn, dato in questo caso 10 punti sotto, al 25 per cento. Mentre un centro demoscopico di più recente costituzione, Deltapoll, suggerisce numeri del tutto diversi. Con i Conservatori sempre in testa, ma in frenata al 31%, i Laburisti in netta ripresa al 28, i Liberaldemocratici e il Brexit Party entrambi in leggero calo al 17 e al 13% rispettivamente.

Intanto ol cancelliere dello Scacchiere Sajid Javid riferisce che il premier Johnson non chiederà un rinvio sulla Brexit in occasione di un vertice dell’Ue il prossimo mese, ma farà invece pressioni per assicurarsi un accordo che faciliti l’uscita della Gran Bretagna. «Il premier andrà alla riunione del consiglio il 17 e 18 ottobre e cercherà di raggiungere un accordo, non chiederà assolutamente una proroga in quella riunione», ha detto Javid in una trasmissione della Bbc ribadendo la volontà di uscire il 31 ottobre. Dopo che Johnson aveva prospettato l’ipotesi di ignorare la legge che impone una proroga dell’uscita dall’Ue in caso di un mancato accordo con Bruxelles, Javid ha precisato: «Ovviamente il governo obbedirà alla legge, perché tutti i governi dovrebbero obbedire assolutamente alle leggi ma bisognerà vedere cosa succede dopo».

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